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Olbia, tre cuccioli salvati dall’orrore: le storie di Mare, Anellino e Astra

Tre cuccioli salvati dalla crudeltà, tre storie di rinascita

Olbia, tre cuccioli salvati dall’orrore: le storie di Mare, Anellino e Astra
Olbia, tre cuccioli salvati dall’orrore: le storie di Mare, Anellino e Astra
Patrizia Anziani

Pubblicato il 30 January 2026 alle 07:00

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Olbia. Tre cuccioli. Tre storie diverse. Un unico filo rosso: la violenza subita quando la vita avrebbe dovuto essere solo gioco, calore e protezione. Nei giorni scorsi la L.I.D.A. Sezione di Olbia – Rifugio I Fratelli Minori – ha accolto tre piccoli animali segnati nel corpo dalle violenze dell'uomo. Storie che sono un atto d’accusa contro la crudeltà e, allo stesso tempo, un potente inno alla rinascita. 

Il primo caso è un micetto bianco con grandi occhi azzurri. Si chiama Mare e ha solo tre mesi. È arrivato al rifugio il 28 gennaio e, in un istante, ha spezzato e ricomposto il cuore dei volontari, “in un istante ha spezzato e ricomposto il nostro cuore”. La zampetta posteriore destra è un moncherino, il risultato di un trauma che non avrebbe mai dovuto subire. Sul musetto, ferite purulente e cicatrici raccontano una lotta per la sopravvivenza affrontata troppo presto. “Un gattino di soli tre mesi non dovrebbe mai soffrire così”, scrive la Lida. Eppure, quando Mare guarda, non c’è rassegnazione. Nei suoi occhi azzurri, “non vediamo perdita di speranza, ma fiducia”. È come se dicesse: “So che siete buoni. So che mi aiuterete. Datemi una possibilità”, ma per i volontari non ci sono dubbi: “Una zampa in meno non significa una vita in meno, ma tre zampe piene di forza, resilienza e coraggio”. Mare ora è una priorità assoluta e riceverà tutte le cure necessarie.

Sempre il 28 gennaio un altro cucciolo è arrivato al rifugio grazie a un gesto di umanità. Un operaio, mentre si recava al lavoro, ha notato “due occhietti brillanti illuminati dai fari di una macchina”. Accanto a un veicolo, fradicio e tremante, c’era Anellino, circa tre mesi. Durante le prime cure, la scoperta ha lasciato senza parole: “Nella sua coda, stretta così forte che il piccolo urlava di dolore, c’era un anello di plastica rigida”. Non un caso, ma “una pratica brutale e medievale”, spiegano dal rifugio. Le urla di Anellino durante la liberazione da quella morsa “non erano solo di dolore fisico, ma l’urlo silenzioso di tutti gli animali che subiscono queste barbarie”. I veterinari hanno avviato le valutazioni sui danni riportati e il cucciolo è ora seguito con cure mirate. La Lida è netta: Non è tradizione, non è cultura: è violenza pura e semplice”. L’appello è chiaro: questi sono reati contro gli animali e vanno denunciati alle autorità competenti.

La terza storia è quella di Astra, una cagnolina di quattro mesi appena finalmente liberata dalla catena al collo: “Quattro piccoli mesi di vita e questa anima ha già conosciuto una catena, il freddo, la solitudine e l’abbandono”. Astra oggi porta ancora negli occhi una paura profonda. Ma qualcosa è cambiato. “Non è più incatenata. È libera”. Il suo nome, che significa stella, rappresenta la luce che i volontari vogliono riportare nel suo cuore. “Ogni giorno sarà una nuova avventura, fatta di piccole vittorie”, spiegano dal rifugio, dove Astra verrà seguita con pazienza per ricostruire la fiducia nell’essere umano.

Dal moncherino di Mare all’anello stretto nella coda di Anellino, fino alla catena di Astra: anche questo 2026 per i volontari della Lida Olbia si apre con tre storie che non avrebbero mai voluto raccontare: storie di orribili crudeltà verso gli animali. In particolare cuccioli indifesi che solo grazie alla coscienza di cittadini onesti ora sono accuditi con amore e al sicuro in attesa di una adozione del cuore.

Mare, Anellino e Astra sono vivi grazie a chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Il rifugio L.I.D.A. di Olbia vive solo di donazioni e ha bisogno dell’aiuto di tutti per continuare a curare, salvare, proteggere. Contatti: 333 4312878 – [email protected] Come aiutare la Lida : http://www.lidasezolbia.it/come-aiutarli/ Spedizione aiuti: L.I.D.A. Sez. Olbia – Rifugio I Fratelli Minori via dei Cestai 26 – 07026 Olbia (SS). Per donazioni: http://www.lidasezolbia.it/donazioni/