Thursday, 29 January 2026
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Pubblicato il 29 January 2026 alle 13:00
Olbia. Esistono storie che attendono secoli per essere raccontate con la giusta intensità, e persone che dedicano una vita intera a prepararsi per quel momento. Marcella Carta, sassarese di nascita ma colonna portante della comunità di Olbia da trent’anni, è una di queste. Titolare di una delle palestre più longeve della città, Marcella non è solo un’insegnante di sport o di danza: è una custode di sogni e di resilienza.
Il prossimo 5 febbraio, il Cinema Teatro Olbia diventerà il teatro di una narrazione potente, frutto di due anni di ricerca quasi archeologica: “ La notte di Eleonora “. Al centro dell'opera, una figura che per Marcella rappresenta l'apice dell'emancipazione femminile in Sardegna: Eleonora d’Arborea.
La storia di Marcella Carta è essa stessa un inno alla tenacia. Iniziata sotto la guida della maestra praghese Jaguse Vrankova, la sua passione per la danza classica ha superato le sfide del tempo e dei cambiamenti di vita. Dal primo piccolo locale in via Fidia nel 1989 fino all'attuale sede in via Corelli, la sua palestra è nata dal sacrificio di una giovane coppia che ha investito ogni risorsa nella formazione e nel lavoro duro.
Oggi, quella dedizione si trasforma in un progetto artistico di altissimo spessore sociale, volto a riscoprire una delle legislatrici più illuminate d'Europa.
Perché dedicare due anni di studio alla Giudicessa d'Arborea? La risposta risiede nella Carta de Logu. In un'epoca, il Medioevo, in cui la donna era spesso relegata a un ruolo marginale, Eleonora d’Arborea codificò leggi che riconoscevano alle donne diritti patrimoniali e giuridici di una modernità sconcertante."Ho sempre pensato che non le fosse dato abbastanza rilievo per ciò che ha rappresentato," spiega Marcella Carta. "Con la Carta de Logu, Eleonora ha tutelato le donne in modo insolitamente avanzato, precorrendo i tempi di secoli."
Lo spettacolo non sarà una semplice lezione di storia, ma un’esperienza emotiva. Marcella Carta, con la sua consueta verve creativa, mescolerà rigore storico e fantasia coreografica, avvalendosi della collaborazione preziosa del Teatro Nyx di Giada Degortes. L'obiettivo è rendere "tangibile" la solitudine, la forza e la difficoltà di essere una leader donna in un mondo di spade e poteri maschili.
L'articolo non può prescindere da una riflessione amara ma necessaria. Nonostante figure come Eleonora abbiano tracciato la strada, l'emancipazione femminile è un cantiere ancora aperto. "È bello che ci siano state donne così forti che hanno contribuito alla nostra crescita," riflette Marcella, “eppure, nonostante lei abbia precorso i tempi, ancora oggi, sotto molti punti di vista, dobbiamo pagare pegno”.
L’appuntamento del 5 febbraio a Olbia con “ La notte di Eleonora “non è dunque solo un evento tersicoreo, ma un atto di rivendicazione culturale. Marcella Carta ci ricorda che l’emancipazione non si ottiene una volta per tutte, ma va danzata, difesa e raccontata, giorno dopo giorno, con la stessa dignità e preparazione di chi, secoli fa, osò scrivere la legge in nome della libertà.
Foto: @marcellacarta e @FrancescaMarredda che interpreterà il ruolo di Eleonora
Nello spettacolo dai grande rilievo al codice di leggi scritto da Eleonora, evidenziando la tutela dei diritti delle donne, un concetto rivoluzionario per il Medioevo. In che modo la danza e il movimento riescono a tradurre la 'forza giuridica' e la visione avanguardista di questo personaggio?
"La danza ha la grande forza di creare emozioni , non “ rappresenta “ Eleonora d’Arborea ma la evoca, non la descrive , la fa emergere come un archetipo, una donna che regge il peso della storia senza piegarsi".
Per coinvolgere emotivamente il pubblico, hai scelto di arricchire la realtà storica con la tua immaginazione e la collaborazione del Teatro Nyx. Come si fondono il rigore della ricostruzione storica e la libertà dell'espressione artistica sul palco del Teatro Olbia?
"Nel mio racconto fondo elementi storici con quelli mitologici , creo una narrazione potente che unisce il mito, la natura e la politica. La notte prima di completare la Carta De Logu, Eleonora riceve un richiamo misterioso che la porta a un incontro immaginifico con le Janas. Questo momento diventa non solo un viaggio fisico ma un percorso di trasformazione interiore, in cui Eleonora entra in contatto con il potere femminile ancestrale e riceve la forza e la saggezza necessarie per compiere la sua missione. È qua che si inserisce il teatro Nyx, dando voce alle Janas".
Nella tua presentazione affermi che, nonostante l'eredità di donne così forti, oggi 'dobbiamo ancora pagare pegno'. Qual è il messaggio che speri il pubblico porti a casa il 5 febbraio dopo aver vissuto la storia di questa Giudicessa?
"Le norme che lei scrisse a tutela delle donne sono importanti e precorrono i tempi. Eleonora dimostra una cosa “ scomoda” : il progresso non è lineare, a volte andiamo avanti, altre volte disimpariamo. La Carta de Logu riconosceva alle donne una dignità giuridica che in gran parte d’Europa é arrivata solo secoli dopo. Tutela contro la violenza sessuale , diritti patrimoniali, tutela delle vedove , libertà di scelta nel matrimonio,difesa delle donne vittime di violenza . Non era un testo “ moderno” in senso pieno ma era radicalmente avanti rispetto al suo tempo.
Le norme quindi c’erano già, fin dal medioevo, è mancata la volontà politica e culturale di renderle strutturali. Ricordare la Carta de Logu non è una celebrazione storica , è una presa di posizione. Se alla fine del 1300, una donna ha saputo immaginare leggi più giuste , allora oggi non possiamo accontentarci del minimo indispensabile".
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