Wednesday, 18 March 2026
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Pubblicato il 18 March 2026 alle 11:30
Golfo Aranci. Dopo quasi due anni di chiusura riapre l’area di sosta con belvedere lungo la strada provinciale 82 che collega Olbia a Golfo Aranci, uno dei punti panoramici più affascinanti del territorio gallurese. Un luogo sospeso tra mare e montagna, capace di offrire uno sguardo ampio e raro verso nord. Da qui lo sguardo si apre sul Golfo di Marinella, abbraccia Porto Rotondo, risale verso i monti di Mola e, nelle giornate più limpide, arriva fino alle vette della Corsica. Un paesaggio che non ha bisogno di aggettivi, perché parla da sé.
Negli ultimi anni, però, quel luogo aveva progressivamente cambiato volto. Non più punto di sosta, ma punto di abbandono. Non più belvedere, ma discarica a cielo aperto. Sacchi di rifiuti, plastica, elettrodomestici dismessi, mobili e scarti di ogni tipo — perfino residui organici — erano stati accumulati davanti e dietro il guardrail, tra la macchia mediterranea e lungo le cunette. Un degrado silenzioso ma costante che, nel settembre 2024, aveva reso inevitabile la chiusura dell’area da parte del Comune. Una decisione obbligata, presa per tutelare l’ambiente e la sicurezza. Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo questo tratto. Lungo molte strade del territorio gallurese si moltiplicano situazioni simili: chilometri di cunette trasformate in discariche lineari. Un contrasto sempre più evidente tra la straordinaria bellezza del paesaggio e l’incuria di chi lo attraversa.
Alla base vi sono dinamiche ormai note ma difficili da arginare: evasori Tari, presenze temporanee, seconde case, carenza di informazioni su come e dove conferire i rifiuti, mancato rispetto delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Così, invece di utilizzare i servizi dedicati, si sceglie spesso la soluzione più semplice e dannosa: fermarsi lungo la strada e abbandonare ciò che non si vuole più.
Oggi il belvedere viene restituito alla fruizione pubblica. Ripulito, riaperto, nuovamente accessibile agli automobilisti. La rimozione delle transenne per difendere l'area dal degrado segna un naturale ritorno alla bellezza. Eppure, a pochi giorni dalla riapertura, sono già comparsi i primi nuovi rifiuti, appaiono anche le prime nuove scritte sul guard rail e dei Gratta e vinci abbandonati. Un campanello di allarme che riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli, anche attraverso sistemi di videosorveglianza come già avvenuto lungo la 131 dcn, la statale 131 e la 729 Sassari–Olbia. Ma soprattutto richiama la responsabilità individuale. Perché senza un reale cambio di comportamento — prima ancora che di regole — ogni intervento rischia di trasformarsi in una semplice pausa tra un degrado e il successivo e la domanda resta inevitabile: ritorno alla bellezza, ma per quanto?
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