Friday, 13 March 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 13 March 2026 alle 17:31
Olbia. Nuovo bando, nuove risorse da assegnare: l'assessore comunale alle Attività produttive, Vanni Sanna, esorta i giovani imprenditori olbiesi a partecipare. Parliamo del bando Resto al Sud 2.0, un'altra opportunità per finanziare idee imprenditoriali locali.
Il programma, gestito da Invitalia, nasce con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e l’occupazione giovanile nei territori del Mezzogiorno: il bando consiste in contributi a fondo perduto abbinati a un percorso di accompagnamento dedicato a chi desidera avviare un’attività. La nuova edizione della misura si inserisce nel solco delle politiche pubbliche pensate per contrastare il divario economico tra Nord e Sud del Paese. Negli ultimi anni la necessità di sostenere l’imprenditorialità giovanile è diventata sempre più centrale nelle strategie di sviluppo territoriale.
Lo sportello telematico per la presentazione delle domande è stato aperto a partire dal 15 ottobre 2025, data che ha coinciso con la chiusura della precedente versione del programma. La procedura adottata è quella a sportello, il che significa che le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione. In assenza di una scadenza prestabilita, la disponibilità dei fondi dipenderà dall’esaurimento delle risorse finanziarie stanziate.
Uno degli elementi distintivi del nuovo bando Resto al Sud 2.0 riguarda la platea dei destinatari. La misura è infatti rivolta esclusivamente ai giovani di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti. Questa scelta rappresenta una differenza significativa rispetto alla precedente versione del programma. In passato, infatti, la misura era stata progressivamente estesa fino a includere anche soggetti fino ai 55 anni di età. Con la nuova edizione il legislatore ha deciso di concentrarsi su una fascia di popolazione più giovane, ritenuta strategica per il rilancio dell’imprenditorialità nel Mezzogiorno. I beneficiari devono inoltre possedere almeno uno dei requisiti previsti dal bando. Possono accedere alle agevolazioni i giovani che risultano inoccupati, inattivi o disoccupati. Rientrano tra i potenziali destinatari anche coloro che sono iscritti al Programma GOL, il piano nazionale dedicato alla garanzia di occupabilità dei lavoratori. Un’ulteriore categoria ammessa è quella dei cosiddetti working poor, ossia lavoratori con redditi molto bassi. In questo caso il requisito economico è definito dalla normativa fiscale: l’imposta lorda deve risultare pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Il bando Resto al Sud si distingue per la sua struttura finanziaria basata esclusivamente su contributi a fondo perduto. Questo significa che le risorse erogate ai beneficiari non devono essere restituite, a condizione che il progetto imprenditoriale venga realizzato secondo le modalità previste dal programma. Il pacchetto di aiuti si articola in due componenti principali. La prima riguarda la fase di avvio dell’attività, durante la quale i beneficiari possono accedere a un voucher destinato a coprire le spese iniziali. La seconda riguarda invece la fase di consolidamento, che prevede contributi a fondo perduto per la realizzazione di programmi di investimento più strutturati. Questo modello di intervento consente alle nuove imprese di affrontare con maggiore sicurezza le prime fasi di sviluppo, riducendo il rischio finanziario e facilitando l’accesso alle risorse necessarie per avviare l’attività.
Tra le principali agevolazioni previste dal bando Resto al Sud 2.0 figura il voucher di avvio a fondo perduto. Il contributo può raggiungere un importo massimo di 40.000 euro. L’importo può essere ulteriormente incrementato fino a 50.000 euro nel caso in cui il progetto preveda investimenti in tecnologie innovative o soluzioni orientate alla sostenibilità ambientale. La maggiorazione è concessa quando almeno il 20% delle spese ammesse è destinato all’acquisto di beni strumentali o servizi tecnologici avanzati. Un’altra possibilità di incremento riguarda l’acquisizione di consulenze tecnico-specialistiche da parte di enti del terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. In questo caso la consulenza deve riguardare attività di progettazione, sviluppo di soluzioni innovative o acquisizione di certificazioni ambientali ed energetiche.
Oltre al voucher iniziale, il bando Resto al Sud prevede contributi a fondo perduto per programmi di investimento più ampi. Le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese per progetti di investimento fino a 120.000 euro. Per programmi di investimento compresi tra 120.000 e 200.000 euro la copertura prevista è pari al 70% delle spese ammissibili. Questo meccanismo consente alle nuove imprese di realizzare progetti di sviluppo anche di dimensioni significative, sostenendo investimenti in macchinari, tecnologie e infrastrutture produttive.
Il bando Resto al Sud 2.0 finanzia un ampio spettro di attività economiche. Tra i settori ammessi figurano le attività produttive nei comparti dell’industria e dell’artigianato, oltre alle attività di trasformazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura, dalla pesca e dall’acquacoltura. Sono finanziabili anche le attività legate alla fornitura di servizi alle persone e alle imprese, nonché le iniziative nel settore turistico e commerciale. Il programma include inoltre le attività libero professionali, che possono essere svolte sia in forma individuale sia attraverso società tra professionisti. Sono invece escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Il programma consente di finanziare diverse tipologie di spesa. Tra queste rientrano le opere edili relative a interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli immobili destinati all’attività. Questo tipo di spesa è ammesso entro il limite massimo del 50% dell’investimento complessivo. Il bando copre inoltre l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica. Sono finanziabili anche i programmi informatici e i servizi legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tra le spese ammesse rientrano inoltre le immobilizzazioni immateriali, come lo sviluppo di software, piattaforme digitali e applicazioni, oltre alla realizzazione di marchi e identità visive per la promozione dell’impresa.
Non tutte le tipologie di spesa possono essere finanziate attraverso il bando Resto al Sud. Il programma esclude infatti l’acquisto di terreni e immobili, così come le consulenze legali o fiscali legate alla preparazione della domanda. Non sono inoltre ammissibili le spese per materie prime, personale, utenze e locazioni. Sono escluse anche le acquisizioni di beni tramite leasing o gli acquisti effettuati presso fornitori collegati all’impresa proponente.
La procedura di partecipazione al bando Resto al Sud 2.0 avviene esclusivamente online attraverso il portale Invitalia. Per accedere alla piattaforma è necessario registrarsi utilizzando sistemi di identità digitale come SPID, CNS o CIE. Per l’invio della domanda è inoltre richiesta la firma digitale e il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata. Una volta completata la procedura di caricamento dei documenti, il sistema rilascia una ricevuta con l’indicazione del protocollo e dell’orario di trasmissione. Le domande vengono esaminate entro novanta giorni dalla presentazione e sono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo.
Uno degli aspetti più importanti del bando Resto al Sud 2.0 è l’introduzione di un percorso di tutoring obbligatorio per i progetti ammessi alle agevolazioni. Il programma prevede quattro incontri di affiancamento tecnico e gestionale coordinati da Invitalia. Il primo incontro si svolge da remoto e ha lo scopo di analizzare il piano d’impresa e illustrare gli obblighi contrattuali. Il secondo incontro, previsto entro sei mesi, serve a verificare lo stato di avanzamento del progetto imprenditoriale. Il terzo incontro si svolge presso la sede dell’impresa e riguarda la verifica degli investimenti realizzati e della documentazione di rendicontazione. Il quarto incontro, previsto dopo dodici mesi, ha l’obiettivo di accertare la continuità dell’iniziativa economica.
Il bando Resto al Sud 2.0 dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 356,4 milioni di euro. Le risorse sono destinate a sostenere le nuove imprese fino al completo esaurimento dei fondi disponibili. Poiché le domande vengono valutate in ordine cronologico, la tempestività nella presentazione della richiesta può risultare determinante per accedere alle agevolazioni. In questo senso la preparazione della documentazione e del piano d’impresa assume un ruolo fondamentale per aumentare le probabilità di successo. Il programma rappresenta quindi una delle opportunità più rilevanti per i giovani imprenditori del Mezzogiorno che desiderano trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale concreto, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dei territori meridionali.
13 March 2026
13 March 2026
13 March 2026
13 March 2026
11 March 2026
11 March 2026
11 March 2026
11 March 2026
11 March 2026
11 March 2026
10 March 2026