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Olbia, a San Simplicio "La magia dei tasti": le anticipazioni della direttrice dell'Accademia J.S. Bach

Le parole della direttrice Stella Sanna

Olbia, a San Simplicio
Olbia, a San Simplicio
Laura Scarpellini

Pubblicato il 12 March 2026 alle 09:26

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Olbia. Le antiche mura della Basilica di San Simplicio si preparano a vibrare sotto il tocco di dita giovanissime, ma già capaci di una maturità interpretativa sorprendente. Sabato 14 marzo, alle ore 19:00, Olbia ospiterà “La magia dei tasti”, un appuntamento d’eccezione che vedrà protagonisti gli allievi dell’Accademia J.S. Bach.

Non si tratterà di un semplice saggio, ma di un vero e proprio viaggio nell'anima del pianoforte, con un programma che spazierà tra i grandi classici, affidato a talenti di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Molti di questi piccoli virtuosi vantano già palmarès internazionali, a testimonianza di una preparazione tecnica ed espressiva che rende l'Accademia diretta da Stella Sanna un punto di riferimento d'eccellenza nel panorama sardo e nazionale.

La storia della J.S. Bach è fatta di gemellaggi prestigiosi, come quello decennale con l'Accademia Musicale Romana del M° Fausto Di Cesare, e masterclass di altissimo profilo con docenti del calibro di Norma Fisher (Royal College of Music di Londra). Oggi l’Accademia, oltre alla storica sede olbiese, brilla anche a Cagliari, presso il Seminario Arcivescovile, potendo contare sulla preziosa collaborazione del M° Massimo Serra, direttore d’orchestra e della corale.

Abbiamo incontrato la Direttrice Artistica, Stella Sanna, anima pulsante di questo progetto educativo e artistico, per farci raccontare l’emozione dietro le quinte.

Direttrice Sanna, il 14 marzo la Basilica di San Simplicio ospiterà i giovanissimi allievi dell'Accademia. Cosa si aspetta da questo concerto e cosa rappresenta per lei esibirsi in un luogo così simbolico per Olbia?

"Il concerto del 14 marzo nella Basilica di San Simplicio è per noi un momento molto speciale. I primi saggi di fine anni ’90 si sono svolti proprio a San Simplicio: io ero giovanissima, ma conservo un ricordo bellissimo di quegli anni. Tornare in questo luogo dopo tanto tempo è per me una grande emozione.
Non lo definirei semplicemente un’esibizione, ma piuttosto un momento di comunicazione musicale, in cui le anime si incontrano attraverso i suoni. Anche i più piccoli riescono a comunicare con il loro mondo fantasioso e con una sensibilità sorprendente. San Simplicio è un luogo profondamente simbolico per Olbia, ricco di storia e di spiritualità, e suonare in uno spazio così suggestivo aggiunge una dimensione emotiva particolare alla musica. Mi auguro che per i ragazzi sia un’esperienza ricca e significativa, in cui possano esprimere non solo la loro preparazione tecnica, ma soprattutto la loro sensibilità musicale".

I suoi allievi hanno tra i sei e i sedici anni eppure vantano già riconoscimenti in concorsi internazionali. Qual è il segreto del metodo formativo dell'Accademia J.S. Bach per portare bambini e ragazzi a questi livelli tecnici ed espressivi?

"Non credo esista un vero “segreto”. La cosa fondamentale è far amare ai bambini un’arte meravigliosa come la musica, che è però anche molto complessa. Per questo cerco sempre di entrare con grande cautela nel loro mondo interiore, rispettando la loro età, la loro sensibilità e la loro personalità.Il mio obiettivo è costruire un percorso che unisca disciplina, passione e curiosità, cercando sempre anche metodi innovativi. Credo molto nel fatto che un insegnante cresca e migliori solo se non smette mai di sentirsi, a sua volta, un allievo.Cerco di accompagnare i ragazzi passo dopo passo, valorizzando il loro talento senza mai perdere di vista il piacere di fare musica. I risultati nei concorsi arrivano quando alla passione si uniscono tanto lavoro, costanza e tempo.
Durante l’anno facciamo piccole pause, ma mai interruzioni troppo lunghe, perché non gioverebbero alla crescita musicale. In un certo senso la musica viene con noi anche in vacanza: organizziamo corsi estivi, momenti di studio e naturalmente concerti".

Trent'anni di storia, collaborazioni con il Royal College of Music di Londra e una rete internazionale consolidata. Come è cambiata l'Accademia nel tempo e qual è oggi la sua visione per il futuro, anche alla luce della nuova sede di Cagliari e della collaborazione con il Maestro Massimo Serra?

"In trent’anni l’Accademia è cresciuta profondamente. Nata come realtà locale, nel tempo ha sviluppato relazioni e collaborazioni internazionali di grande valore, tra cui quella con il Royal College of Music di Londra. Un momento particolarmente significativo è stato l’incontro con la Maestra Norma Fisher, che è stata a Olbia nel 2014, nel 2018 e nel 2022 per tenere delle masterclass, offrendo ai nostri allievi importanti occasioni di confronto e di crescita artistica. Negli anni abbiamo inoltre avviato una collaborazione decennale con l’Accademia Musicale Romana, con la quale condividiamo progetti formativi e artistici. Il Maestro Fausto Di Cesare ricopre il ruolo di presidente onorario della nostra Accademia, rafforzando ulteriormente questo legame culturale.Oggi la nostra visione è quella di continuare a costruire ponti tra la Sardegna e il panorama musicale internazionale. In questo percorso si inseriscono la nuova sede di Cagliari e la preziosa collaborazione con il Maestro Massimo Serra, che rappresentano un passo importante per ampliare le opportunità di studio e di crescita artistica per i giovani musicisti. Proprio grazie alla direzione del Maestro Serra è nata anche la Corale Bach, attiva nella sede dell’Accademia presso il Seminario Arcivescovile di Cagliari: un progetto che arricchisce ulteriormente l’offerta formativa e crea nuove occasioni di esperienza musicale condivisa".

Tra i prossimi impegni figura il Concorso Pianistico di Lamporecchio. Quanto è importante per i giovani musicisti misurarsi con la competizione e come li prepara ad affrontare queste sfide, sia tecnicamente che emotivamente?

"I concorsi possono essere un’esperienza molto formativa se vissuti nel modo giusto. Non devono essere percepiti semplicemente come una gara, ma come un’occasione di crescita, di confronto e di ascolto. Con i ragazzi lavoriamo molto sulla preparazione tecnica e interpretativa, ma anche su come affrontare l’aspetto emotivo del palco. Più si ha occasione di suonare in concerti e concorsi, più si acquisisce sicurezza e libertà nell’esprimere se stessi con maggiore maturità.In fondo, il percorso musicale richiede studio e disciplina, ma anche la capacità di sentirsi liberi di “volare” durante l’esecuzione, imparando a conoscere e a gestire le proprie emozioni".

In un'epoca dominata dalla tecnologia e dai social media, quanto è difficile avvicinare i giovani allo studio del pianoforte e della musica classica? E come riesce l'Accademia a rendere questo percorso così attrattivo per le nuove generazioni?

"È vero che oggi i giovani vivono in un mondo molto rapido e dominato dalla tecnologia, ma questo non significa che non possano appassionarsi alla musica classica. Il punto è riuscire a presentarla nel modo giusto. È fondamentale creare un ambiente stimolante, dove lo studio del pianoforte non sia percepito solo come un obbligo, ma come una scoperta. Concerti, masterclass, viaggi musicali e occasioni di confronto internazionale aiutano i ragazzi a sentirsi parte di una comunità artistica viva. Quando i giovani comprendono che la musica può essere un linguaggio potente attraverso cui esprimere se stessi, l’interesse nasce in modo spontaneo".