Wednesday, 11 March 2026

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Cronaca, Nera

Consegna lo smartphone in assistenza e i video privati diventano pubblici: quattro indagati

Il caso finisce sotto la lente della magistratura

Consegna lo smartphone in assistenza e i video privati diventano pubblici: quattro indagati
Consegna lo smartphone in assistenza e i video privati diventano pubblici: quattro indagati
Olbia.it

Pubblicato il 11 March 2026 alle 18:00

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Olbia. Aveva conservato nel proprio telefono alcuni video intimi realizzati in ambito privato, convinta che fossero al sicuro all’interno di una chat chiusa di Instagram protetta da password. Ma le immagini strettamente private, secondo quanto riportato dal quotidiano La Nuova Sardegna, avrebbero iniziato a circolare senza autorizzazione della protagonista dopo che lo smartphone era stato consegnato ad un tecnico specializzato per una riparazione. La vicenda, che riguarda una donna di 52 anni, residente nel territorio, è approdata all’attenzione dell’autorità giudiziaria dopo la diffusione incontrollata dei contenuti attraverso applicazioni di messaggistica e altri canali informali. In alcuni casi i video sarebbero stati mostrati pubblicamente, generando un forte turbamento nella persona coinvolta. I fatti risalgono al 2023.  Le indagini, coordinate dalla Procura competente, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati quattro persone. In una prima fase era stata avanzata una richiesta di archiviazione, ma il giudice per le indagini preliminari Giorgio Altieri, del tribunale di Cagliari, a seguito dell'atto di opposizione presentato dagli avvocati Angelo Merlini e Donatela Corronciu, ha ritenuto necessario proseguire con altri sei mesi di ulteriori accertamenti, disponendo nuovi approfondimenti investigativi per chiarire modalità e responsabilità della diffusione. Al centro dell’inchiesta vi sono ipotesi di reato legate alla violazione della privacy, alla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e all’eventuale accesso abusivo ai dati custoditi nel dispositivo. Gli investigatori stanno lavorando anche sull’acquisizione dei contenuti scambiati nelle chat nel periodo in cui si sarebbero verificati i fatti. 

Al di là degli sviluppi giudiziari, la vicenda rappresenta un esempio concreto dei rischi connessi alla gestione dei dati personali negli smartphone. Sempre più spesso i telefoni cellulari custodiscono informazioni estremamente sensibili, rendendo fondamentale adottare misure preventive quando il dispositivo viene affidato a terzi o sottoposto a interventi tecnici. Esperti e forze dell’ordine invitano a proteggere i propri contenuti attraverso sistemi di sicurezza adeguati, a effettuare copie di backup e, quando possibile, a cancellare file personali prima di consegnare il telefono in assistenza.

La storia emersa in Gallura diventa così un monito per cittadini e utenti: la tutela della privacy digitale è oggi una priorità concreta e riguarda da vicino la vita quotidiana di tutti.