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Tempio Pausania e sondaggi elettorali: chi è davvero in vantaggio?

Analizziamo il sondaggio di Bidimedia

Tempio Pausania e sondaggi elettorali: chi è davvero in vantaggio?
Tempio Pausania e sondaggi elettorali: chi è davvero in vantaggio?
Angela Galiberti

Pubblicato il 13 March 2026 alle 07:00

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Tempio Pausania. C'è solo una cosa che appassiona i giornalisti tanto quanto il toto-nomi per le elezioni: i sondaggi per le stesse elezioni. Se per la città di Olbia è ancora presto, per altre località importanti no. Alle urne, tra non molto, ci andrà Tempio Pausania e proprio su Tempio si è concentrato un istituto di statistica: Bidimedia. Al di là di nomi e percentuali, questo ci dà l'opportunità di spiegare come si leggono i sondaggi, cosa prendere “con le pinze” e quali indicazioni possono dare.

Partiamo dalle date e da alcuni numeri: le prossime amministrative si svolgeranno il 24 e 25 maggio 2026, mancano dunque ancora molte settimane di campagna elettorale. Nel 2020, anno delle ultime comunali che hanno visto trionfare Giannetto Addis e la sua lista Tempio Tradizione e Futuro, gli elettori erano 12.012 (fonte: Eligendo), mentre i votanti sono stati 6.864, cioè il 57,14% degli aventi diritto. Per vincere, sono bastati 3.994 voti (il 59,91%). Un sondaggio, per ovvie ragioni, non copre l'intera popolazione, ma solo una parte rappresentativa che viene selezionata e poi contattata in un periodo ristretto di tempo. Bidimedia ha contattato 1324 tempiesi tra il 3 e il 6 marzo 2026: 410 persone sono state intervistate utilizzando un sistema misto CAWI (web, 60%) e CATI (telefonate, 40%). Il tasso complessivo di risposta è stato del 31%, non male per una realtà così piccola come quella di Tempio. Per saper leggere bene il sondaggio (qualsiasi sondaggio, ma in particolar modo questo) bisogna analizzare i dati su tre livelli (il voto di chi ha espresso una preferenza, gli indecisi e il tasso di errore o “forchetta”) e combinarli. Senza dimenticare anche gli altri indici.

Veniamo dunque ai dati, scorporandoli. I tempiesi che hanno espresso una preferenza hanno portato a questo risultato: Fabrizio Carta con il 35,1%, Andrea Biancareddu con il 24,6%, Gianni Addis con il 24,0%, Gianna Masu al 16,3%.

Solo il 64% degli intervistati ha espresso una preferenza ed è su questi elettori che sono state calcolate le precedenti percentuali: il 36% dei tempiesi intervistati non si è espresso, questa è una percentale che rappresenta gli indecisi che non sono conteggiati (non è un errore, è una prassi normalissima).

Se ricalcoliamo queste percentuali considerando gli indecisi, quindi ipotizzando un “elettorato totale” potenziale, le percentuali sono un po' diverse:

  • Carta: circa 22%

  • Biancareddu: 16%

  • Addis: 15%

  • Masu: 10%

  • Indecisi: 36%

Cosa significa? Che in realtà, i vantaggi ci sono, ma sono meno ampi di quel che sembrano a una prima lettura. Anche il margine di errore cambia l'interpretazione: la forchetta è del 4,9% . Se consideriamo solo le percentuali di chi ha espresso una preferenza:

  • Carta: 30% – 40%

  • Biancareddu: 20% – 29%

  • Addis: 19% – 29%

  • Masu: 11% – 21%

Osservando le percentuali in questo modo, si evince che – per esempio – Biancareddu e Addis sono quasi in parità, ma il sondaggio non può stabilire chi dei due è davvero avanti. Carta è avanti sul resto della “ciurma”, ma il suo vantaggio non è blindato.

Anche il dato sull'affluenza mescola le carte: si parla del 45%-49%, quindi il sindaco potrebbe essere eletto con 2500/3000 voti. In una situazione del genere, poche centinaia di voti che si spostano fanno la differenza.

Parliamo della notorietà dei candidati, altri dati che ci aiutano a capire meglio la situazione e lo stesso sondaggio. I più noti sono Andrea Biancareddu e Giannetto Addis, con rispettivamente il 94% e il 90% di notorietà: entrambi hanno una lunga carriera politica alle spalle. Biancareddu è stato già sindaco di Tempio, nonché assessore regionale. Addis è l'attuale sindaco. Carta, militare dell'esercito, ha una notorietà pari al 70%: ha iniziato a farsi conoscere prima con l'associazione Gallura da Valorizzare e poi come editore della tv comunitaria TeleRegioneLive. Gianna Masu, con il 50% di notorietà, è la meno conosciuta: come dirigente del Comune di Olbia, non ha un vero e proprio profilo pubblico come gli altri candidati, ma nonostante questo è nota almeno alla metà dei tempiesi intervistati. Riassumendo possiamo dire che: Addis e Biancareddu sono figure politiche consolidate, Carta è meno conosciuto, ma competitivo. Masu deve ancora emergere. I risultati di Carta e Masu dipendono da quanto continuerà a crescere la loro notorietà (oltre, ovviamente, a quanto piacerà il loro programma politico per Tempio).

L'altro dato che dobbiamo analizzare è l'indice di fiducia in relazione con l'indice di conoscenza:

  • Biancareddu: 35%

  • Addis: 34%

  • Carta 31%

  • Masu: 21%

Come possiamo leggere questi dati? In questo modo:>gli ex sindaci hanno una base consolidata, >Carta ha voti mameno radicamento, Masu ha margine di crescita se aumenta la notorietà. E Frediani? Romeo Frediani, ex sindaco, non era incluso nel sondaggio, quindi non conosciamo il suo potenziale.

In definitiva, come dobbiamo leggere questo sondaggio? L'interpretazione più corretta è questa: Carta è attualmente il più votato tra chi ha già scelto chi votare, Addis e Biancareddu sono sostanzialmente in parità, oltre un terzo degli elettori è indeciso, i due politici più esperti hanno ancora il potenziale elettorale più forte. Ergo, la competizione è ancora apertissima e l'esito è ancora imprevedibile.

Sperando che tutte queste spiegazioni vi siano utili, scaldate i motori per le comunali di Olbia: sarà divertente.

(Immagine di copertina: elaborazione con l'ausilio di AI)