Tuesday, 16 June 2026
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Pubblicato il 16 June 2026 alle 07:00
Olbia. Le aspettative erano quelle di partecipare a un appuntamento storico per l'avvocatura italiana. A distanza di pochi giorni dalle celebrazioni romane per il sessantesimo anniversario dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati, la delegazione della sezione AIGA Olbia-Tempio Pausania torna in Gallura con un patrimonio di riflessioni, incontri e prospettive maturate nel confronto con colleghi provenienti da tutta Italia. A prendere parte all'iniziativa, svoltasi tra l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e l'Auditorium Antonianum, sono stati il presidente della sezione Arrigo Delaria, la vicepresidente Laura Meloni e il socio Angelo Secchi. Due giornate, quelle del 5 e 6 giugno, dedicate non soltanto alla celebrazione della storia associativa, ma anche all'analisi delle grandi sfide che attendono la professione forense: dall'accesso alla professione all'equo compenso, dalla formazione continua al rapporto sempre più stretto tra diritto, tecnologia e intelligenza artificiale. Le celebrazioni hanno ripercorso sessant'anni di attività dell'AIGA, nata nel 1966 e divenuta nel tempo uno dei principali punti di riferimento della giovane avvocatura italiana. Un percorso costruito attraverso il confronto tra generazioni di professionisti e la capacità di adattarsi ai profondi cambiamenti che hanno interessato il mondo della giustizia e delle professioni. Dopo due giornate intense di lavori, confronti e approfondimenti, il presidente della sezione AIGA Olbia-Tempio Pausania, Arrigo Delaria, e la vicepresidente Laura Meloni condividono le riflessioni maturate durante le due giornate romane. Dalle sfide che attendono la giovane avvocatura al ruolo dell'innovazione tecnologica, emerge la volontà di costruire una professione capace di coniugare tradizione, tutela dei diritti e capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Presidente Delaria quale significato ha avuto per lei partecipare alle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’AIGA e quali sono stati i momenti che l’hanno maggiormente colpita?
"Partecipare alle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’AIGA è stato per me motivo di grande orgoglio, non solo come presidente della sezione Olbia-Tempio Pausania, ma anche come giovane avvocato che crede profondamente nel valore dell’associazionismo forense. È stata un’occasione importante per ritrovarci, confrontarci e comprendere quanto la storia dell’AIGA sia ancora oggi viva e attuale. Mi ha colpito soprattutto la capacità dell’associazione di tenere insieme memoria e futuro: da un lato il richiamo alle battaglie portate avanti in questi sessant’anni, dall’altro la volontà di affrontare con serietà le nuove sfide della professione. Tornare in Gallura dopo queste giornate significa portare con noi nuove idee, nuovi stimoli e una responsabilità ancora più forte verso i colleghi del territorio".
Nel corso dei lavori si è parlato molto di continuità generazionale e di futuro della professione forense.
"Il tema della continuità generazionale è centrale. L’avvocatura vive una fase di profondo cambiamento e il dialogo tra generazioni è indispensabile per non disperdere l’esperienza maturata da chi ci ha preceduto, ma anche per consentire ai giovani professionisti di portare idee nuove, competenze aggiornate e una diversa sensibilità rispetto alle trasformazioni in corso. AIGA, da questo punto di vista, svolge un ruolo fondamentale: è un luogo di confronto, crescita e rappresentanza. Il futuro della professione non può essere costruito in modo individuale, ma richiede partecipazione, formazione e capacità di fare rete. Come sezione territoriale, sentiamo il dovere di contribuire a questo percorso, valorizzando i giovani colleghi e rafforzando il rapporto con le istituzioni forensi e con il territorio".
Quali sono, a suo avviso, le sfide più importanti che attendono oggi i giovani avvocati?
"Le sfide sono molte e riguardano sia l’organizzazione della professione sia il riconoscimento del ruolo dell’avvocato nella società. Penso, innanzitutto, al tema dell’accesso alla professione e della sostenibilità economica per i giovani colleghi. Oggi iniziare il percorso forense richiede sacrifici importanti, in un mercato sempre più competitivo e complesso. Un’altra sfida fondamentale è quella dell’equo compenso, che non deve essere inteso soltanto come una rivendicazione economica, ma come riconoscimento della dignità del lavoro professionale. A questo si aggiungono la formazione continua, la specializzazione e la capacità di affrontare i cambiamenti tecnologici senza perdere la centralità della funzione difensiva. Come AIGA dobbiamo continuare a rappresentare queste esigenze con serietà, dialogando con le istituzioni e offrendo ai giovani avvocati strumenti concreti per crescere".
L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale stanno modificando profondamente il settore legale. Come può la giovane avvocatura affrontare questa trasformazione senza perdere i valori che hanno caratterizzato l’associazione in questi sessant’anni?
"L’innovazione tecnologica va affrontata con consapevolezza, non con timore. L’intelligenza artificiale e i nuovi strumenti digitali possono rappresentare un’opportunità per rendere il lavoro dell’avvocato più efficiente, ma non potranno mai sostituire il giudizio critico, la responsabilità, l’etica e il rapporto umano con il cliente. La giovane avvocatura deve essere protagonista di questa trasformazione, non subirla. Questo significa formarsi, conoscere gli strumenti tecnologici, comprenderne i limiti e pretendere regole chiare sul loro utilizzo. Il rischio non è la tecnologia in sé, ma un uso inconsapevole o privo di garanzie. AIGA, anche su questo fronte, può svolgere un ruolo importante: promuovere formazione, confronto e cultura dell’innovazione, mantenendo fermi i valori che hanno segnato la sua storia, cioè indipendenza, competenza, tutela dei diritti e attenzione alla dignità della professione".
Tra i partecipanti ai lavori romani anche la vicepresidente della sezione, l'avvocata Laura Meloni, che ha sottolineato il forte valore umano e associativo dell'esperienza vissuta nella Capitale.
Avvocata Meloni, quali sono stati i momenti che più l'hanno colpita durante le celebrazioni?
"Tra i numerosi interventi di grande valore, due momenti in particolare mi hanno colpita profondamente. Il primo è stato quello di Paola Bucciarelli, figlia del fondatore dell'AIGA, Tommaso Bucciarelli. Attraverso il suo racconto abbiamo potuto ripercorrere la nascita dell'associazione, comprendendo le difficoltà iniziali e la visione pionieristica che ne ha accompagnato i primi passi. È stato un momento che mi ha permesso di cogliere pienamente il significato storico e umano dell'AIGA. Molto significativo è stato anche l'intervento del presidente nazionale, che ha saputo trasmettere con grande intensità il lavoro quotidiano dell'associazione e il costante impegno a favore della giovane avvocatura. Ho percepito con forza quanto AIGA sia presente e attiva ogni giorno, ben oltre gli appuntamenti ufficiali".
Quale messaggio porta con sé da questa esperienza?
"Si è trattato di un'esperienza estremamente formativa e coinvolgente, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di aprire nuove prospettive per noi giovani professionisti. Iniziative come questa consentono di confrontarsi con colleghi provenienti da tutta Italia e di acquisire una visione più ampia delle sfide che attendono la professione".
Quali sono oggi le priorità per le nuove generazioni di avvocati?
"Le sfide che attendono i giovani avvocati sono molteplici e complesse. Ritengo che la più rilevante sia la capacità di coniugare la tradizione della professione forense con le profonde innovazioni che stanno interessando il nostro sistema, soprattutto sotto il profilo tecnologico e organizzativo. La digitalizzazione della giustizia, l'introduzione di nuovi strumenti e l'evoluzione delle modalità di lavoro richiedono formazione continua e capacità di adattamento. Un'altra sfida cruciale riguarda l'accesso e la sostenibilità della professione. I giovani avvocati si confrontano spesso con difficoltà economiche e con un mercato sempre più competitivo, che richiede non solo solide competenze giuridiche, ma anche abilità trasversali come la gestione del cliente e l'organizzazione dello studio. Infine, ritengo centrale il tema della rappresentanza e della valorizzazione del ruolo dell'avvocato nella società. È fondamentale che le nuove generazioni partecipino attivamente alla vita associativa e istituzionale, contribuendo alla costruzione di una professione più equa, moderna e attenta alle esigenze dei cittadini. In questo senso, esperienze come quella del sessantesimo anniversario dell'AIGA assumono un valore fondamentale: rafforzano il dialogo tra generazioni e offrono una visione concreta del futuro della nostra professione".
Per la delegazione gallurese, il ritorno dalla Capitale non rappresenta soltanto il ricordo di una ricorrenza importante, ma l'inizio di nuove riflessioni sul futuro della professione e sul contributo che le nuove generazioni potranno offrire all'avvocatura italiana e anche l'avvocato Angelo Secchi ha voluto sottolineare il valore simbolico dell'appuntamento: "Partecipare alle celebrazioni per i sessant'anni di AIGA a Roma è stato motivo di grande orgoglio e di profonda emozione. Vivere questo importante anniversario insieme a tanti colleghi e amici dell'associazione ha rappresentato un'occasione preziosa per riscoprire la nostra storia, i valori che ci uniscono e il ruolo che AIGA continua ad avere al fianco della giovane avvocatura".
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