Wednesday, 18 March 2026

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Diabete, sensori glicemici disponibili ma non per tutti: "migliaia di pazienti esclusi”

L'allarme dell'Associazione Italiana Diabetici

Diabete, sensori glicemici disponibili ma non per tutti:
Diabete, sensori glicemici disponibili ma non per tutti:
Patrizia Anziani

Pubblicato il 18 March 2026 alle 15:49

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Olbia.   In Sardegna il diabete continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie, con circa 120 mila persone coinvolte e un’incidenza tra le più alte a livello nazionale. Negli ultimi dieci anni la qualità della vita delle persone con diabete è migliorata sensibilmente grazie ai progressi terapeutici e all’introduzione di tecnologie sempre più avanzate. Tra queste, i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia — che consentono di rilevare i valori senza la necessità di effettuare il tradizionale prelievo capillare con le strisce reattive — rappresentano oggi uno degli strumenti più innovativi. Si tratta di dispositivi in grado di segnalare in tempo reale eventuali valori troppo alti o troppo bassi, di supportare la gestione dei carboidrati e dell’insulina e di rendere più pratico e sicuro il controllo quotidiano della malattia. 

Tuttavia, la possibilità di accedere a questi strumenti attraverso il Servizio sanitario nazionale non è ancora garantita a tutti i pazienti. In particolare restano esclusi molti soggetti fragili, come gli anziani con diabete di tipo 2, che potrebbero beneficiare di un monitoraggio più costante anche grazie al supporto di familiari, caregiver o assistenti domiciliari. Attraverso applicazioni dedicate o dispositivi collegati allo smartphone, infatti, il controllo dei parametri glicemici può essere condiviso e seguito a distanza, facilitando la gestione della patologia.

A sollevare la questione è il vicepresidente nazionale della FAND – Associazione Italiana Diabetici, Stefano Garau, che richiama l’attenzione sulla necessità di aggiornare i criteri di accesso a queste tecnologie. Attualmente in Sardegna circa 16 mila persone utilizzano un sensore glicemico, ma l’accesso è ancora legato in prevalenza a specifiche condizioni cliniche, come la necessità di effettuare almeno tre iniezioni di insulina al giorno. Una limitazione che, secondo l’associazione, esclude migliaia di pazienti che potrebbero invece trarre beneficio da un controllo più costante della glicemia, e quindi della malattia, mediante una tecnologia così avanzata. Le più recenti indicazioni scientifiche vanno infatti nella direzione di un utilizzo più ampio dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia. Le linee guida pubblicate nell’ottobre 2025 dall’Istituto Superiore di Sanità raccomandano l’impiego di questi dispositivi per tutti i pazienti in terapia insulinica, compresi quelli trattati con la sola insulina basale. Studi clinici presentati a livello internazionale evidenziano come il monitoraggio continuo possa contribuire a migliorare il controllo glicemico, ridurre il rischio di episodi acuti e favorire una migliore qualità della vita. Un ulteriore aspetto riguarda le risorse economiche destinate alla gestione del diabete. Secondo quanto evidenziato dalla FAND, la legge finanziaria regionale pubblicata a gennaio 2026 prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per l’acquisto di sistemi integrati, una cifra ritenuta insufficiente rispetto ai circa 12,5 milioni necessari per coprire la gara attualmente in vigore e in scadenza nel novembre dello stesso anno.

Una situazione che potrebbe rendere difficile non solo l’estensione dell’accesso alle nuove tecnologie, ma anche il mantenimento degli attuali livelli di assistenza. L’associazione sottolinea inoltre come una diffusione più ampia dei sensori glicemici potrebbe favorire lo sviluppo di percorsi strutturati di telemedicina, migliorando il monitoraggio dei pazienti, contribuendo alla riduzione delle liste d’attesa e rafforzando i servizi sanitari di prossimità, particolarmente importanti in un territorio complesso come quello sardo. Da qui l’invito a proseguire nel percorso di innovazione già avviato negli ultimi anni, aggiornando progressivamente i criteri di accesso alle tecnologie e rafforzando gli investimenti nella gestione del diabete, con l’obiettivo di offrire risposte sempre più adeguate ai bisogni reali delle persone e delle loro famiglie.