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San Pantaleo, ritorna “Jenti di Gaddura”: tradizione, storia e identità comunitaria

Terza edizione della manifestazione che racconta il territorio tra passato e presente

San Pantaleo, ritorna “Jenti di Gaddura”: tradizione, storia e identità comunitaria
San Pantaleo, ritorna “Jenti di Gaddura”: tradizione, storia e identità comunitaria
Barbara Curreli

Pubblicato il 17 May 2026 alle 09:00

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San Pantaleo. Ritorna "Jenti di Gaddura", terza edizione della manifestazione che celebra la storia, la tradizione e lo spirito di comunità. Appuntamento nel borgo gallurese nel fine settimana del 23 e 24 maggio con un ricco programma.Abbiamo incontrato AntonellaPileri presidente del Consorzio Turistico di San Pantaleo che ha esposto manifestazione, lo spirito, il programma e gli obiettivi connessi tra loro.

"Siamo molto orgogliosi di questo progetto che ci permette di trasformare il nostro piccolo centro in un museo narrativo a cielo aperto, è un'esperienza in cui persone, luoghi, oggetti e saperi dialogano tra di loro e il cuore del nostro progetto è la relazione tra la jenti, le persone e il territorio".

"La memoria di tutti diventa materia viva e condivisa e accompagna i visitatori che camminano per le vie del centro storico in un viaggio in cui lo stesso visitatore riesce a capire le radici storiche del territorio, la vitalità dell'artigianato, della produzione culturale di ogni artista e artigiano, un viaggio accompagnato anche da alcuni eventi musicali".

"Il progetto, ricorda Pileri, inizialmente è partito con qualche difficoltà ma poi sono stati coinvolti tutti, c'è stato chi ha fornito tante foto e materiale per raccontarci,poi il coinvolgimento è stato generale. In questa terza edizione ci siamo affidati, dato che San Pantaleo è conosciuto come il paese degli artisti ad Elmer De Haas artista noto a livello internazionale che vive a San Pantaleo, De Haas ha curato l'esposizione delle foto storiche che quest'anno saranno ancor più arricchite in termini di numero e qualità".

A proposito di foto la presidente ci conferma che in questa occasione è stato creato "un piccolo concorso fotografico proprio sui paesaggi che ci circondano e sarà sempre Elmer De Haas il padrino del concorso e sceglierà le foto più belle che riceveranno ovviamente un premio".

Già dalla scorsa edizione è stata abbinata l'esposizione di artigiani e artisti provenienti da tutti i territori della nostra isola, artisti  che espongono le loro opere nelle vie del centro e in alcuni casi fanno vedere la realizzazione, il processo di creazione delle loro opere: "ci sono artigiani di vario genere: scultori che lavorano legno, marmo, pietra, ferro, chi produce miele, pittori, hobbisti che hanno la passione per realizzare borse, una nostra concittadina lavora il pane antico, il cosiddetto "pane bollito", delle vere e proprie opere d'arte", spiega Pileri.

Tra le novità:"quest'anno abbiamo pensato di coinvolgere nel  nostro progetto le altre associazioni esistenti a San Pantaleo perché abbiamo bisogno di creare comunità tra i residenti, (spesso mancando gli anziani i giovani tendono a spostarsi, siamo sempre meno). Ecco dunque che sono state coinvolte l'associazione "passi e parole"che si occuperà delle degustazioni della zuppa gallurese, (piatto tipico anche a San Pantaleo, non solo della bassa e alta Gallura). Tra le altre cose va detto che il presidente Cristiano Pileri fa parte "dell'Accademia della cucina", che qualche tempo fa ha fatto proprio uno studio apposito sulla zuppa gallurese, lui illustrerà proprio come, da cosa è nata la preparazione di questo piatto. L'altra associazione coinvolta - prosegue Pileri -è il comitato dei festeggiamenti del Santo patrono che si occuperà di far degustare altri prodotti tipici del territorio, ma non solo locali, soluzione pensata per consentire ai visitatori che percorreranno le vie del centro di ammirare opere e artisti degustando le specialità proposte". 

Pileri prosegue nel suo racconto che attraversa uno spazio temporale tra passato e presente e racconta alcuni particolari che sono un filo conduttore nello sviluppo della manifestazione. "L'esposizione il primo anno fu guidata da Elisabetta Gaudina, originaria di San Pantaleo e attualmente direttrice del museo di Villasimius e ci ha aiutato a curare fin dall'inizio la mostra fotografica. Qualche anno fa la stesa Gaudina fece con il gruppo folk locale uno studio del costume tradizionale di San Pantaleo, e proprio in questa terza edizione ci sarà la presentazione del nostro abito tradizionale e lo stesso gruppo folk si esibirà in una rappresentazione del ballo tipico".

Altra sorpresa "Verrà aperto un piccolo museo creato nell'abitazione del nostro barbiere storico ora in pensione, oltre agli oggetti antichi del mestiere si potranno ammirare altri oggetti antichi che rappresentano la comunità gallurese e con un salto temporale ci permettono di tornare indietro e conoscere le nostre radici. Domenica 24 ci sarà l'esibizione dei piccoli musicisti e cantanti di Onde Sonore che si erano esibiti il 19 aprile durante la manifestazione San Panta Music, seguirà una grande serata folk con il coro di Usini e il gruppo di Ittiri e Ittireddu".

Con una punta di orgoglio ed emozione la presidente Pileri conclude: "vi aspetta un'immersione nella tradizione e nella nostra storia che se all'inizio pareva difficile da realizzare ha in realtà creato interesse e grande partecipazione da parte di tutta la popolazione con un filo che unisce tutti, grandi e piccoli e ci fa sentire molto più vicini e mai come in questo momento, di questi tempi, ne abbiamo bisogno".