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A Olbia un nuovo tipo di data center? Ecco il progetto

Si chiama DC Gallura Nexus ed è stato proposto da SiPortal

A Olbia un nuovo tipo di data center? Ecco il progetto
A Olbia un nuovo tipo di data center? Ecco il progetto
Angela Galiberti

Pubblicato il 15 May 2026 alle 07:00

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Olbia. L'amministrazione comunale olbiese ha recentemente firmato un Memorandum of Understanding dedicato a un progetto che si chiama DC Gallura Nexus. Il memorandum - da quel che si legge nel documento allegato alla delibera di giunta - è sottoscritto dal soggetto promotore (Siportal) e da tutta una serie di enti pubblici (oltre al Comune di Olbia vengono elencati: Cipnes, Regione Sardegna, Provincia della Gallura, Università di Cagliari, Università di Sassari). Il nome esteso del progetto è Data Center Gallura Nexus: un'infrastruttura "concepita come piattaforma integrata tra energia, digitale, ricerca, innovazione, e territorio, in grado di supportare la trasformazione tecnologica ed energetica della Sardegna". 

Per farla molto breve, anche perché nei documenti allegati alla delibera non ci sono tanti dettagli, si tratta di un data center (strutture che servono a una molteplicità di scopi, tra cui i calcoli che sottendono l'utilizzo delle intelligenze artificiali) basato su un cosiddetto "modello circolare" che viene sintetizzato così: rifiuti, energia, digitale, calore, territorio. Il progetto prevede: un data center ad alta densità con capacità iniziale di circa 2 MW, un impianto di cogenerazione a biometano, un sistema fotovoltaico di supporto, sistemi di accumulo energetico, una rete di teleriscaldamento territoriale e una piattaforma avanza di gestione energetica. L'infrastruttura sarà integrata con il data center già esistente.

Come molti (ma non tutti) sanno, i data center hanno necessità di essere raffreddati: nel documento allegato alla delibera, si legge che il DC Gallura Nexus userà la tecnologia di immersion cooling. Si tratta del raffreddamento a immersione: i componenti hardware vengono immersi in un fluido dialettico non conduttivo. Nel documento non è specificato se l'immersion cooling è monofase o bifase.

L'idea di base che la nuova infrastruttura dialoghi con il territorio in modo concreto: "il progetto abilita lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale nei settori della nautica, del turismo e della logistica, contribuendo al miglioramento dell’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e all’aumento della competitività".

Uno dei protagonisti di questo progetto è il biogas del Cipnes che, non solo potrebbe essere trasformato in biometanolo per i superyacht, ma anche in biometano dare energia al data center. Come detto poco sopra, i documenti non forniscono tutti i dettagli, quindi non è al momento possibile capire quanto biometano serve all'infrastruttura.

L'integrazione con il Cipnes non si conclude con il biometano, ma riguarda anche il depuratore consortile: i fanghi prodotti dal processo di depurazione potranno essere essicati mediante il calore recuperato e prodotto dal data center. Tale calore, inoltre, è inserito in un ulteriore progetto: una rete di teleriscaldamento che, nell'idea progettuale, servirà utente pubbliche, piscine comunali, scuola internalzionale, il depuratore (come già detto) e attività produttive. 

Tempi per la realizzazione? Nel 2026 si prevede il completamento dell'iter autorizzativo e della progettazione esecutiva. Per il 2027 e il 2028 è prevista la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti.  L'entrata in esercizio, invece, è prevista per il 2029. Successivamente ci sarà un progressivo aumento della capacità operativa per arrivare alla piena funzionalità. Last but not least: l'ubicazione è nella zona industriale.

 

(Foto di copertina: data center, immagine simbolo realizzata con ausilio AI)