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Olbia, 14 maggio 2026: il Comune acquisisce l’Ex Artiglieria di Santa Cecilia per 18 euro

Una giorno fortemente evocativo per le tragiche vicende del 1943

Olbia, 14 maggio 2026: il Comune acquisisce l’Ex Artiglieria di Santa Cecilia per 18 euro
Olbia, 14 maggio 2026: il Comune acquisisce l’Ex Artiglieria di Santa Cecilia per 18 euro
Patrizia Anziani

Pubblicato il 14 May 2026 alle 14:41

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Olbia.  Non è soltanto un vecchio complesso militare destinato a passare formalmente dalla Regione al Comune. L’Ex Artiglieria di Santa Cecilia rappresenta infatti uno dei luoghi più carichi di storia della città di Olbia, un’area che attraversa oltre un secolo di trasformazioni urbane, vicende militari, archeologia e memoria collettiva.

Con la deliberazione n. 214 del 14 maggio 2026, giorno fortemente evocativo per le tragiche vicende del 1943, la Giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo per l’acquisizione di 18 immobili del compendio “Ex Aeroscalo – Direzione Artiglieria”, situato tra via Logudoro e via Goceano, al prezzo simbolico complessivo di 18. L’area, oggi conosciuta come “Ex Artiglieria Santa Cecilia”, ospita complessivamente 14 edifici storici ed è considerata una delle più vaste aree verdi urbane di Olbia, seconda soltanto al parco Fausto Noce. Si estende per circa dieci ettari nella zona di “Sa Fossa”, è immersa in una zona verde tra eucalipti, olmi e mandorli,  tra il centro abitato, il porto, il tracciato ferroviario e il Rio Gadduresu. Secondo la relazione storico-artistica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro stilata nell'aprile del 2025 le origini del sito risalgono al 1913, quando, a ridosso della Prima guerra mondiale, venne realizzato a Terranova Pausania — l’attuale Olbia — uno dei pochissimi aeroscali per dirigibili presenti in Italia.

Nel campo dell’aeroscalo sorsero hangar, officine, magazzini, alloggi per la truppa, scuderie, stazioni radiotelegrafiche e depositi esplosivi. Successivamente, dopo la distruzione dell’hangar a causa di un fortissimo vento, l’area venne occupata dal Regio Esercito e trasformata nella sede dell’Artiglieria “Santa Cecilia”, La documentazione storica ricostruisce anche il ruolo strategico dell’area durante la Seconda guerra mondiale. Una fotografia aerea del 10 aprile 1943, citata nella relazione della Soprintendenza, conferma infatti la presenza di tutti gli edifici militari che venivano utilizzati come magazzini, alloggi e depositi di mezzi e munizioni dell’esercito. Il complesso è rimasto operativo fino alla fine degli anni Settanta, per poi entrare progressivamente in stato di abbandono e degrado, fino alla bonifica effettuata dal Comune nel 2003. Successivamente una parte del compendio, composta da quattro edifici, è stata assegnata alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro per custodire e valorizzare i numerosi reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nel territorio olbiese. 

Negli ultimi anni alcuni edifici sono stati recuperati grazie a un finanziamento da 700 mila euro del PON “Cultura e Turismo” del Ministero della Cultura. I lavori hanno interessato il rifacimento delle coperture, il restauro delle murature e la riqualificazione degli spazi destinati alla conservazione dei reperti archeologici romani rinvenuti a Olbia. La relazione della Soprintendenza del 2025, a cura dell'architetta Laura Lutzoni, evidenzia inoltre il forte valore storico e architettonico del sito, sottolineando come il compendio rivesta “interesse culturale” sia per le sue peculiarità costruttive sia come testimonianza della storia militare cittadina. Molti edifici conservano ancora elementi originari: murature in granito, coperture lignee con capriate, tegole marsigliesi e persino strutture decorative in ferro battuto utilizzate un tempo per l’illuminazione esterna. Nonostante i recenti restauri, gran parte dell’area versa ancora in condizioni di degrado, aggravate anche dall’alluvione del 2013 che contribuì a compromettere ulteriormente alcune strutture. Diversi edifici risultano privi di infissi o con coperture parzialmente crollate.  L’acquisizione da parte del Comune di Olbia apre ora una nuova fase per l’intero compendio. L’obiettivo, già delineato nei progetti culturali degli ultimi anni, è quello di trasformare Santa Cecilia in un grande parco urbano culturale collegato al Museo Archeologico e alle emergenze storiche della città, restituendo finalmente alla collettività uno dei luoghi più simbolici e meno conosciuti della storia olbiese.

Foto di copertina tratta da Sardegna.cultura. gov.it