Wednesday, 13 May 2026
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Pubblicato il 13 May 2026 alle 12:06
Olbia. La paura dei cani liberi torna a scuotere la zona industriale di Olbia. L’ultima segnalazione è arrivata in redazione lunedì 11 maggio, ma il problema, come raccontano residenti, lavoratori e sportivi che frequentano l’area, sarebbe ormai cronico. A raccontare quanto accaduto è un ciclista che all’alba, intorno alle 5.50, stava percorrendo la Rotonda Pozzo Sacro in direzione Pittulongu quando sarebbe stato inseguito e aggredito da tre cani randagi di grossa taglia. “Mi sono difeso usando la bici come barriera”, racconta nella denuncia inviata alle autorità. “I cani hanno attaccato la bicicletta e sono riuscito a salvarmi solo ripartendo velocemente in discesa verso Olbia”.
L’uomo riferisce di essere caduto durante i momenti più concitati, riportando contusioni leggere, senza però necessitare di cure mediche. Subito dopo avrebbe tentato di contattare le guardie ecozoofile e successivamente il 112.
Secondo quanto riferito alla nostra redazione, durante la telefonata gli sarebbe stato spiegato che la presenza di cani liberi aggressivi in quell’area sarebbe “una situazione nota da anni”. Un dettaglio che riaccende inevitabilmente le polemiche sulla sicurezza di una zona attraversata quotidianamente da lavoratori, ciclisti e automobilisti e dove, peraltro, è presente anche una pista ciclabile in fase di realizzazione. Nella denuncia emerge anche la preoccupazione per l’arrivo della stagione estiva. Il cittadino spiega infatti di aver programmato escursioni in bicicletta verso Pittulongu insieme al figlio di 9 anni, chiedendo certezze sulla messa in sicurezza dell’area prima dell’inizio dell’estate.
Il problema del randagismo nella zona industriale di Olbia, però, non nasce oggi. Negli ultimi anni le segnalazioni si sono susseguite più volte. Nel 2021 vi avevamo raccontato la storia del povero cane Bric ucciso da alcuni cani liberi in Zona Industriale (qui l'articolo). Sempre dalle nostre pagine di Olbia.it nel 2022 raccontavamo di un'apposita ordinanza del sindaco contro il randagismo (leggi qui) e del recupero di numerosi cuccioli abbandonati nelle aree periferiche industriali (leggi qui). Nel mese di luglio dello stesso anno un giovane cicloturista Vicentino, Simone Ariot, dichiarò all'Unione Sarda di essere stato "Attaccato dai decine di cani randagi poco dopo essere sceso dal traghetto Livorno-Olbia”, proprio nella stessa Rotatoria Pozzo Sacro di zona industriale. Secondo quanto riportato al quotidiano allora si trattava di "un branco formato da 20-30 randagi che stazionavano all'interno dell'area della rotatoria"(qui l'articolo). Nel 2023 Olbia.it aveva documentato l’allarme per un branco ritenuto pericoloso e gli interventi annunciati dalla Asl Gallura per l’affidamento delle catture ( leggi qui e qui). Nel 2024 nuove segnalazioni avevano riportato l’attenzione sulla presenza di cani randagi tra capannoni, rotatorie e strade ad alta percorrenza( leggi qui). Nel frattempo istituzioni, Asl, Comune e associazioni hanno più volte annunciato interventi e collaborazioni. Nell’agosto 2025 era stato firmato anche un protocollo d’intesa contro il randagismo nel distretto Cipnes Gallura(leggi qui e qui)
Recentemente il Comune di Olbia, con la delibera di Giunta comunale n. 131 del 1° aprile 2026, ha prorogato anche per quest’anno i contributi destinati ai progetti anti randagismo affidati alla Lida di Olbia e alle guardie ecozoofile dell'associazione Ages, riconoscendo l’efficacia delle attività svolte sul territorio rurale e periferico. Complessivamente sono stati stanziati oltre 52 mila euro a sostegno delle attività di prevenzione, sterilizzazione e controllo (leggi qui). Appena due settimane fa, il 29 aprile 2026, la Asl Gallura aveva inoltre annunciato la riattivazione del servizio di cattura e primo soccorso H24 attraverso la Struttura Randagismo e Anagrafe degli animali da compagnia. Nel comunicato ufficiale si parlava esplicitamente della necessità di intervenire “nelle situazioni che mettevano a rischio la sicurezza dei cittadini a causa della presenza di animali in branco in zone sensibili ad alta frequentazione”(leggi qui). Eppure, nonostante protocolli, fondi, convenzioni e la riattivazione del servizio di cattura, il problema sembrerebbe tutt’altro che risolto. La situazione appare ancora più delicata in questo periodo dell’anno, con la presenza di femmine in calore che potrebbe rendere i branchi più territoriali e difficili da gestire. Intanto cresce la preoccupazione tra chi percorre quotidianamente quell’area. La zona industriale, soprattutto nelle prime ore del mattino e in tarda serata, viene frequentata da sportivi, lavoratori e pendolari diretti verso le spiagge e le borgate costiere. E il timore, espresso da molti cittadini, è che prima o poi possa verificarsi un episodio ancora più grave.
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