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Pubblicato il 10 May 2026 alle 18:00
Luras. La famiglia da cui provengo si è sempre contraddistinta per la sua laicità. In diversi casi per l’adesione di taluni suoi componenti alle associazioni di “libero pensiero” (oggi volgarmente dette “logge massoniche”). Eppure spulciando indietro nel tempo, nell’albero genealogico familiare abbiamo trovato anche sacerdoti, taluni diventati parroci o, come si diceva allora, “vicari parrocchiali”. Tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX troviamo infatti, a Terranova, il reverendo Pietro Bardanzellu. Era figlio di Francesco che, all’epoca, rivestiva la carica di “censore”. Era, cioè, qualcosa di simile al ragioniere comunale. Sua madre era Giovanna Antonia Brandano. All’epoca, le famiglie Bardanzellu e Brandano erano molto vicine. Condividevano, infatti, la stessa cappella laterale della Chiesa parrocchiale di San Paolo, per pregare e tumulare i propri defunti: quella del Cristo Resuscitato.
Atto di sepoltura di don Pietro Bardanzellu, Terranova 1815, rigenerato con I.A Google Gemini.
Del reverendo Pietro abbiamo rinvenuto – sinora – pochi atti. Quello di sepoltura, redatto in data 15 dicembre 1815 dal pro parroco Simplicio Spano, recita che era deceduto il giorno precedente all’età di 35 anni in comunione con Santa Madre Chiesa. Non era stato possibile al pro-parroco, tuttavia, somministrare i sacramenti al reverendo deceduto, essendo stato colto, quest’ultimo, da morte improvvisa. L'età di 35 anni annotata sull’atto di morte di don Pietro Bardanzellu è probabilmente calcolata per difetto. Se fosse esatta, infatti, il futuro sacerdote, come risulta in un atto del 1789 sul registro parrocchiale dei battezzati di Terranova, avrebbe retto a battesimo Giomaria Puzzu a soli 9 anni. Don Pietro Bardanzellu è citato anche nel testamento dello zio, il notaio Giovanni Bardanzellu. Questi gli affidò specificatamente la “cura della propria anima”. Del notaio Giovanni, scrivano della curia di Terranova Comandante della fanteria miliziana e f.f. deputato di sanità, abbiamo diffusamente parlato in un precedente articolo di OlbiaCheFu.
Firma Don Giovanni Addis Bardanzellu, anni 59, Luras 1794.
Altri componenti della famiglia hanno rivestito l’abito talare e sono stati anche parroci. Ricordiamo Giovanni Addis Bardanzellu, sacerdote carmelitano nato a Nulvi nel 1735. Secondo l’intelligenza artificiale trattasi del medesimo Giovanni Addis “da Buddusò” che si laureò in medicina a Sassari nel 1755. Era figlio di Teresa Forteleoni e del notaio Giovanni Addis Bardanzellu, entrambi di Luras. Il padre notaio esercitò, infatti, a Buddusò tra il 1738 e il 1756. Poi rientrò a Luras dove nel 1757 fu padrino in un battesimo. Forse aveva iniziato la professione a Nulvi e ciò spiegherebbe la nascita in loco del futuro medico/sacerdote. All'epoca non era raro che un laureato in medicina scegliesse successivamente la via del sacerdozio. Nel caso di Giovanni Addis Bardanzellu, purtroppo, le competenze terapeutiche vennero scambiate (o denunciate) come pratiche magiche o superstiziose. Nel 1767 fu perciò sottoposto a procedimento c/o il competente tribunale del Sant'Uffizio di Alghero per superstizione, abuso di potere spirituale e pratiche di magia. In particolare, le accuse riguardavano l'uso di preghiere mescolate a rituali non ortodossi per curare malattie o "malocchi", l’esecuzione di riti di liberazione dal demonio senza il permesso formale del vescovo e del sacramento della penitenza per fini impropri. Il sacerdote fu allora costretto alla ritrattazione pubblica delle sue colpe, riconoscendo l'illegalità e la natura superstiziosa delle sue azioni. Dopo aver scontato una sospensione temporanea fu però reintegrato e destinato al suo territorio d’origine. Fu infatti parroco di SS Maria del Rosario di Luras dal 1774 al 1795 circa Su un registro parrocchiale del 1794 scrisse di avere 59 anni. Tale età conferma la data di nascita 1735 che risulta per il carmelitano nato a Nulvi sottoposto a giudizio dal tribunale del Sant’Uffizio di Alghero.
Non possiamo non citare, inoltre, don Antonio Bardanzellu Rais. Nato il 20 gennaio 1818 da Domenica Cabras, fu battezzato lo stesso giorno, in Luras. Il suo omonimo padre (ancorché battezzato come Giuseppe Antonio Maria Bardanzellu), pastore, era già morto da un mese, il 23 dicembre 1817. Era stato ucciso in Luras da tale Giovanni Pirisinu Gaddia, come riporta Giovanni Francesco Ricci nel suo libro “Banditi” e che ringraziamo. Rais era il soprannome del padre del futuro sacerdote, poi “cognomizzato” e trasmesso ai familiari discendenti sino alla prima guerra mondiale ed oltre.
Don Antonio fu parroco della parrocchia S.Maria del SS Rosario di Luras quanto meno tra il 1849 e il 1853. Nel 1853 risulta percepente una rendita per il proprio ufficio da parte della collegiata di Castelsardo. Lasciata la titolarità della parrocchia, svolse anche le funzioni di Segretario comunale di Luras tra il 1853 e il 1854 e successivamente di Nuchis (1855-1858).
Stipite abitazione Don Antonio Bardanzellu Rais, Luras, Via Garibaldi.
Fu ingiustamente coinvolto, come mandante, nel processo per l'omicidio di Paolo Careddu "Tignosu" e del ferimento di Carmine Satta, avvenuto il 7 settembre 1858 in Luras, località Abbafritta (Fonte: Ricci, Sardegna Criminale), e per il quale il 24 settembre dello stesso anno erano stati arrestati l'agricoltore Baingio Cossu e il possidente Giuseppe Pirisinu. Tutti e tre gli imputati furono poi assolti per insufficienza di prove dalla Corte d'Assise di Sassari. Dopo il proscioglimento, Don Antonio Bardanzellu Rais riprese a svolgere le funzioni di segretario comunale di Luras tra il 1862 e il 1872. Nel 1862, insieme ad altri 8.942 sacerdoti, risulta firmatario di una petizione presentata da Carlo Passaglia, direttore del periodico "Il Conciliatore", in cui si chiedeva al Papa Pio IX la rinuncia al potere temporale. Risulta poi nuovamente vicario parrocchiale in Luras nel 1893. Don Antonio Bardanzellu Rais Deceduto il 6 agosto 1911 – Luras. Link articolo Notaio Giovanni Bardanzellu: https://www.olbia.it/il-notaio-giovanni-bardanzellu-di-terranova-circa-1755-1810.
Luras, Chiesa parrocchiale Nostra Signora SS Rosario. Autore foto: Federico Bardanzellu.
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