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Il notaio Giovanni Bardanzellu di Terranova (circa 1755-1810)

Il notaio Giovanni Bardanzellu di Terranova (circa 1755-1810)
Il notaio Giovanni Bardanzellu di Terranova (circa 1755-1810)
Federico Bardanzellu

Pubblicato il 21 marzo 2015 alle 11:08

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Giovanni Bardanzellu è citato in molti documenti come notaiodi Terranova nel trentennio a cavallo tra la fine del XVIII secolo e il 1810, data della sua morte.Era figlio di Tomaso, nato a Luras nel 1716e di Agostinanna Puzzu. Suo padre era figlio del barracello lurese Antonio Addis che, svolgendo tale attività, come altri membri della sua famiglia, aveva mutato il suo cognome in quello di Antonio Bardanzellu, intorno al 1708.Il notaio Giovanni ebbe sicuramente almeno due fratelli, Antonio, maggiore di lui e Francesco, quasi coetaneo.Unitosi con Caterina Scano di Luras; ebbe da quest’ultimacinque figli in Olbia: Teresa (1777), Laura (1782), Tomaso Michele (1786), Antonio MicheleRaimondo (1789) e Lucianna (1792); mentre in Luras nacque la figlia AgostinannaMaria (dic. 1779).
Da quanto risulta all'Archivio di Stato diCagliari, Giovanni Bardanzellu ricoprì per circa un ventennio (1785-1804) la carica diScrivano della Curia di Terranova, corrispondente a quella dell'odiernoSegretario generale del Comune e, come tale era il collaboratore piùstretto del Podestà ( = Sindaco), che spesso sostituiva nellefunzioni di Deputato di Sanitàe da cui veniva delegato persvolgere indagini su episodi che minacciassero l'ordine pubblico.Svolse per così lungo tempo i suoi compiti diprimo collaboratore del Podestà di Terranova che, nel 1805, una volta dimessosi,fece presente al Viceré di Sardegna che il Comune gli doveva ancora ilpagamento della parcella per complessive 128 lire! [1]. L' 8 marzo 1802 aveva altresìpresentato istanza al Viceré di poter cumulare la carica di Scrivano dellaCuria con quella di Comandante della Fanteria miliziana, un corpomilitarizzato cittadino preposto alla tutela dell'ordine pubblico. Contemporaneamente suo fratelloAntonio, in quanto Guardia Reale,presentò istanza al Viceré di Sardegna di assumere il ruolo di Comandante della Cavalleriamiliziana, un corpo più importante della stessa fanteria.Il corpo delle Guardie realidipendeva funzionalmente dal Deputato di sanità edoveva evitare cheapprodassero bastimenti sprovvisti del necessario nulla osta sanitario, ondeprevenire contagi [2]. Inoltre, nel luglio 1791, il fratello minoreFrancescorisulta rivestire la carica di Censore di Terranova, cioè di Revisoredei Conti dell'amministrazione comunale. Ciò dimostra che anche Francescosapesse leggere e scrivere, in un ambito in cui gli alfabetizzati erano non piùdi una trentina. Insomma, nella Terranova/Olbia del trentennio 1780-1810 i tre fratelli Bardanzellu rappresentavano l'élite culturale e politico-amministrativa della città costiera gallurese, ricoprendo praticamente tutte le più importanti cariche pubbliche, tranne quella di Podestà, e controllando l'attività economica più rilevante (lo sfruttamento delle saline, di cui Antonio Bardanzellu fu concessionario dal 1796 al 1812).
Nel mese di maggio 1808,Giovanni Bardanzellufu nominato, dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, Sostituto Procuratore fiscale di Terranova; per tale carica,corrispondente a quella dell’attuale viceprefetto, era richiesto il titolo di laurea [3]. Non sappiamo però, dove e quando l'abbia conseguita.
Giovanni scomparve ad Olbia il 3 novembre 1810, all’età annotata di anni cinquanta, secondo l'Archivio Storico della Chiesa parrocchiale di San Paolo. Probabilmente, però, tale età è approssimata per difetto, in quanto se reale, egli sarebbe divenuto padre della figlia Teresa a soli 17 anni. Lasciò a suo fratello Antonio (che, pertanto, pur avendo raggiunto la settantina, doveva essere ancora vivo) e per esso al nipote Pietro Bardanzellu, parroco della chiesa, il compito di eseguire le sue ultime volontà. Attualmente, non esistono discendenti di Giovanni Bardanzellu in linea maschile diretta. Esistono però i discendenti di suo fratello Antonio e, probabilmente, quelli di sua figlia Lucianna che si sposò con il "flebotomo" Pietro Nicolò Derosas. Mediante intrecci familiari difficilmente estricabili, esistono ancora dei Bardanzellu del ramo della figliaprimogenita di Giovanni, Teresa,che si sposò a Luras con Pancrazio Addis, fratello del sindaco locale.Notizie più diffuse sullacittà di Olbia e la Gallura tra il XVIII e il XIX sono esposte nel volume "La Saga dei Bardanzellu. Le alterne vicende di una famiglia sarda", acquistabile on line a questo link: http://www.edizionidelfaro.it/libri/la-saga-dei-bardanzellu
[1] Pillai, Carlo, Fonti per la storia di Olbia nel periodo sabaudo, in: Tognotti, pag. 171. 128 Lire corrispondono al valore odierno di una piccola mandria di 17-18 buoi.
[2] Pillai, Carlo, cit. pag. 166.
[3] Ricci, Giovanni Francesco, Banditi. Storia dell'ammutinamento di Gallura, pag. 136.