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Olbia: il gruppo FB "Olbia… Oggi Ieri Domani" accoglie il 2026 con oltre 40mila iscritti

Intervista a Gian Stefano Ricci e Franco Degortes

Olbia: il gruppo FB
Olbia: il gruppo FB
Patrizia Anziani

Pubblicato il 01 January 2026 alle 09:30

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Olbia. Il 2026 si apre con un traguardo importante per “Olbia… Oggi Ieri Domani”, il gruppo Facebook  che racconta la crescita di una comunità ampia, trasversale e ormai diffusa ben oltre i confini cittadini, capace di riunire anche tanti olbiesi emigrati all’estero. Migliaia di fotografie, migliaia di immagini d'epoca restaurate e condivise, aneddoti, ricordi che riportano in vita la Terranova di un tempo, ma anche emozioni e argomenti della Olbia di oggi: il gruppo Facebook "Olbia… Oggi Ieri Domani" è diventato molto più di un semplice spazio social. È un vero e proprio archivio della memoria collettiva cittadina, dove le generazioni si incontrano attraverso le immagini e i ricordi di una città in continua trasformazione. A guidare questa comunità virtuale dal 2013 sono Gian Stefano Ricci, fondatore del gruppo, e Franco Degortes, co-amministratore, due olbiesi uniti dalla passione per la propria terra e dalla volontà di preservarne la storia.

"Tutto è nato dalla mia passione per la fotografia e per la comunicazione attraverso le immagini, da un'esigenza creativa di condivisione", racconta Gian Stefano Ricci ripercorrendo la genesi del progetto. "Sono cresciuto negli studi dei maestri fotografi olbiesi — Di Salvo, Fancello, Martinetti e Caglio — e sentivo la necessità di creare un canale per trasmettere il nostro patrimonio di ricordi. C'erano troppe immagini chiuse nei cassetti degli olbiesi che rischiavano di andare perdute o di restare inedite. Volevo un luogo in cui la storia della città non fosse polverosa, ma viva e accessibile a tutti, dai più anziani ai giovani".

La prima pubblicazione, nell'aprile del 2013, furono alcune cartoline d'epoca della zona del porto e del Corso. "L'atmosfera era quella della scoperta: ogni foto pubblicata scatenava una pioggia di commenti, nomi ritrovati e aneddoti. C'era, e c'è ancora oggi, una fame incredibile di identità", ricorda Ricci. Ben presto, però, l'entusiasmo degli iscritti rese necessario un aiuto nella gestione. "Da solo non potevo andare avanti. Serviva l'aiuto di una persona fidata, integerrima, capace di moderare e verificare l'accesso degli iscritti. Il mio pensiero andò subito a un caro amico fraterno, Franco Degortes".

Franco Degortes ricorda con chiarezza l'inizio della collaborazione: "Gian Stefano era ancora in servizio e la gestione stava diventando complicata. Gli suggerii di mettere sua figlia o suo figlio a dargli una mano, ma scelse me in base alla nostra amicizia". Da allora, insieme hanno portato il gruppo a superare l'incredibile traguardo dei quarantamila iscritti. "Questo significa che moltissime famiglie olbiesi, comprese quelle emigrate all'estero, partecipano attivamente", spiega Ricci. "Chiunque abbia Olbia nel cuore è presente nel gruppo. Questa dimensione 'internazionale' è un impegno costante che ci onora e ci commuove ogni giorno".

Quando gli si chiede quale sia il valore aggiunto di questo gruppo rispetto ad altri spazi cittadini online, Degortes non ha dubbi: "Con le pubblicazioni degli iscritti il gruppo è diventato un vero archivio della storia della città. L'ordine, l'educazione e il rispetto verso gli altri iscritti sono fondamentali: è qui che entriamo in gioco noi amministratori, anche se spesso riusciamo a mantenerlo tale con grande fatica".

La moderazione quotidiana di una community così numerosa richiede infatti un impegno costante. "È abbastanza impegnativo", ammette Degortes. "Bisogna controllare i post e i commenti e, quando serve, fare pulizia. Utilizziamo anche dei filtri che bloccano automaticamente le parolacce, per mantenere un certo decoro. Personalmente cerco di controllare il gruppo almeno due o tre volte al giorno". Con la crescita degli iscritti, anche il regolamento interno ha dovuto adattarsi. "Sì, un paio di volte abbiamo ritoccato il regolamento. È normale: con l'aumento delle persone crescono anche i problemi, quindi serve adattarsi".

Tra i contenuti che riscuotono maggiore partecipazione, entrambi gli amministratori concordano sull'importanza delle fotografie d'epoca. "Sicuramente le foto d'epoca, anche perché da lì nascono spesso aneddoti interessanti", spiega Degortes. "Ma anche le foto 'on the street' attuali funzionano molto: mostrano angoli insoliti della città, soprattutto a chi non si muove molto di casa". Per Gian Stefano Ricci, il fascino di queste immagini risiede nel senso di appartenenza che generano: "Vedere una foto e poter dire 'io c'ero' o 'lì ci abitava mia nonna' crea una connessione immediata. Le persone cercano le proprie radici per sentirsi meno sole e per onorare momenti che il mondo di oggi, che corre troppo, rischia di dimenticare".

La passione di Ricci per il recupero e il restauro delle fotografie storiche è il cuore pulsante del gruppo. "Nasce dalla tristezza nel vedere il tempo che cancella i ricordi", confessa. "Una foto sbiadita, strappata o macchiata è come una voce che sta perdendo il tono. Restaurarle è il mio modo di 'fermare il tempo' e restituire nitidezza alla nostra memoria collettiva. È un atto d'amore verso la fotografia e verso la città". La sfida più grande, spiega, è la ricostruzione delle parti mancanti senza alterare la realtà storica. "Bisogna essere un po' artigiani e un po' storici. L'intelligenza artificiale oggi aiuta, ma l'occhio umano e la conoscenza dei luoghi restano insostituibili per evitare falsi".

Le foto che gli hanno dato più soddisfazione sono quelle della vita quotidiana: "I pescatori al molo, le donne che chiacchierano sull'uscio, le feste di piazza, le vecchie immagini militari. Riportare luce e contrasto su un volto di un secolo fa, che sembra tornarti a guardare negli occhi, è un'emozione indescrivibile". Anche Franco Degortes, pur vivendo nel centro storico, trova nelle foto del gruppo occasioni di riscoperta: "Anche se vivo nel centro storico, ogni tanto rivedo cose che avevo dimenticato".

Negli ultimi mesi, Gian Stefano Ricci ha iniziato anche a creare fotomontaggi creativi su un'Olbia immaginaria. "Volevo andare oltre la semplice documentazione. Mi sono chiesto: 'E se Olbia avesse mantenuto certi stili?' oppure 'Come apparirebbe un monumento del passato nel contesto moderno?'. È un modo per stimolare il dibattito su come la città si trasforma, unendo il sogno alla realtà". Il pubblico reagisce con grande stupore a questi contenuti sospesi tra storia e fantasia: "Questi post generano spesso discussioni costruttive: c'è chi prova nostalgia per ciò che non c'è più e chi immagina un futuro più attento all'estetica del passato. È un modo per 'giocare' con la città, amandola ancora di più".

Entrambi gli amministratori sono convinti che il gruppo stia contribuendo a preservare la memoria collettiva di Olbia. "Molti giovani oggi conoscono la Olbia dei loro nonni grazie ai nostri post. Abbiamo creato un archivio digitale immenso che altrimenti sarebbe rimasto sparso e invisibile", afferma Ricci. "Il gruppo è diventato la 'scatola dei ricordi' di un'intera comunità. Molti hanno cercato di emularci, ma con scarsi risultati. Il segreto, secondo me e secondo Franco, è la pazienza: bisogna agire come operatori, pacieri, insegnanti e, quando serve, anche come moderatori decisi". 

Se dovesse definire il gruppo con una sola parola, Gian Stefano Ricci sceglie senza esitazione: "Radici. Perché un albero senza radici cade, e Olbia, nonostante la sua crescita e modernizzazione, ha bisogno di restare ancorata alla sua storia per continuare a guardare al futuro".

Con l'arrivo del nuovo anno Gian Stefano Ricci rivolge un augurio sentito a tutti gli iscritti del gruppo, augurio condiviso e rilanciato anche da Franco Degortes : "Auguro a ogni iscritto di continuare a trovare in questa pagina un momento di svago dalla monotonia e dai pensieri negativi, riscoprendo serenità e orgoglio olbiese. Spero che il nuovo anno ci regali ancora tante storie da raccontare e immagini da salvare. Che la bellezza del nostro passato e del nostro presente continui a ispirare il nostro domani. Buon anno nuovo a tutti".