Sunday, 10 May 2026
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Pubblicato il 10 May 2026 alle 09:00
Olbia. Cari lettori in questo nuovo numero della nostra rubrica "Pillole di benessere e crescita personale" vogliamo affrontare il tema della libertà di essere autenticamente se' stessi. In un’epoca dominata dalla velocità, dall’apparenza e dalla ricerca continua della performance, parlare di autenticità sembra quasi una sfida controcorrente. Eppure, secondo la dottoressa Rita Abeltino, è proprio nella capacità di essere sé stessi che si nasconde la chiave per costruire una vita personale e professionale più solida, equilibrata e significativa. Professionista attiva da oltre vent’anni nel mondo aziendale e ideatrice del metodo R.A. – “Risultati Autentici”, la dottoressa Abeltino racconta come autenticità e consapevolezza possano diventare strumenti concreti per orientare scelte scolastiche, universitarie e lavorative.
«L’autenticità non è una moda né uno slogan motivazionale. È una pratica quotidiana, spesso anche scomoda, che richiede consapevolezza, responsabilità e coraggio. Significa ridurre la distanza tra ciò che siamo e ciò che facciamo, tra identità e comportamento. Viviamo in un tempo in cui tutto accelera e in cui il consenso esterno sembra avere più valore dell’ascolto interiore. Per questo scegliere di ESSERE, prima ancora che apparire o produrre, diventa quasi rivoluzionario».
Un concetto che affonda le radici anche nella filosofia?
«Assolutamente sì. Già gli stoici affrontavano questo tema. Lucio Anneo Seneca invitava a vivere secondo la propria natura, senza lasciarsi dominare dal giudizio degli altri. È un principio incredibilmente attuale. La vera libertà non consiste nell’assenza di vincoli esterni, ma nella capacità di non esserne interiormente schiacciati».
«Molto presto, spesso già a scuola. Nelle scuole superiori gli studenti iniziano a misurarsi con aspettative familiari, modelli sociali e pressioni legate ai risultati. In questa fase il rischio è adattarsi per essere accettati, sacrificando talenti e valori personali. È qui che l’autenticità diventa una competenza invisibile ma fondamentale: riconoscere chi si è davvero, anche quando non coincide con ciò che gli altri si aspettano».
«All’università questa tensione si trasforma. La scelta del percorso di studi rappresenta uno dei primi grandi atti identitari. Tuttavia, spesso la decisione non nasce da una reale consapevolezza, ma da fattori esterni: sicurezza economica, pressione sociale o opportunità percepite. Per questo nel mio metodo R.A. lavoro molto sulla consapevolezza personale. Gli studenti hanno bisogno di strumenti che li aiutino a chiarire valori, aspirazioni e identità, trasformando le scelte in percorsi realmente allineati a sé stessi».
«È una sfida continua. Nei primi anni di carriera molte persone cercano di adattarsi ai modelli di successo predefiniti. Un certo adattamento è inevitabile, ma quando si traduce in una rinuncia costante alla propria identità può generare insoddisfazione e perdita di senso. Fortunatamente anche le aziende stanno cambiando prospettiva. Sempre più organizzazioni comprendono l’importanza delle Competenze Umane: coerenza, trasparenza, credibilità, capacità di creare fiducia. Oggi si riconosce sempre di più il valore strategico dell’autenticità. Leader autentici, pur non essendo perfetti, riescono a costruire ambienti di lavoro più sani, stimolare innovazione e migliorare le performance nel lungo periodo».
«Moltissimo. I social incentivano una narrazione spesso idealizzata della realtà. Il rischio, soprattutto per studenti, giovani professionisti e manager, non è soltanto apparire diversi, ma costruire nel tempo un’identità lontana da quella reale. Scegliere l’autenticità comporta inevitabilmente un prezzo: esporsi, deludere aspettative, uscire da ruoli consolidati. È una scelta coraggiosa che accompagna ogni fase della vita».
«Sì, e non servono rivoluzioni drastiche. Coltivare autenticità significa sviluppare un dialogo costante con sé stessi attraverso piccoli gesti quotidiani:
«Volentieri. È un esercizio semplice ma molto efficace per capire quanto le proprie scelte siano davvero coerenti con la propria identità. Prendetevi 10-15 minuti e scegliete un’area della vostra vita: studio, lavoro, relazioni o un progetto personale. Poi rispondete sinceramente a queste tre domande:
Dopo aver riletto le risposte senza giudicarvi, scegliete una sola azione concreta da realizzare entro le prossime 48 ore. Non deve essere perfetta: deve essere vera.»
«È un processo continuo, non un punto di arrivo. Significa fermarsi, ascoltarsi e chiedersi se le proprie azioni riflettano davvero i propri valori oppure siano guidate dalle aspettative esterne. Non esiste orientamento scolastico, scelta universitaria o carriera di successo che possa definirsi tale se non è profondamente coerente con chi siamo davvero. Alla fine, la vera sfida è questa: avere il coraggio di ESSERE».
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