Friday, 08 May 2026
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Pubblicato il 08 May 2026 alle 08:00
Olbia. È durata meno di una mozzarella aperta in frigo la tregua dell'area di Corso Umberto I finita nelle scorse settimane al centro delle polemiche per degrado e deiezioni umane. Il 25 aprile gli operatori ambientali, su incarico del Servizio igiene del Comune di Olbia, avevano ripulito e lavato accuratamente l’area, rimuovendo anche giacigli e coperte lasciati davanti al palazzo in ristrutturazione (leggi qui l'articolo). Un intervento accolto con sollievo da residenti e commercianti. Nei giorni a seguire sono ricominciate le segnalazioni sull'uso improprio di quell'area, con macchie di liquido umano e nuove coperte sparse. Le nuove immagini mostrano tracce evidenti lungo i pannelli che chiudono lo stabile, proprio nello stesso punto già bonificato meno di due settimane fa e ieri, 6 maggio intorno alle 18, il copione si è ripetuto alla luce del sole. Un individuo, senza alcuna esitazione e incurante del passaggio di persone e automobili avrebbe nuovamente utilizzato quel punto del centro cittadino come bagno a cielo aperto.
A questo punto il problema sembra andare oltre il semplice degrado urbano. Perché qui non si tratta soltanto di decoro o igiene pubblica. La sensazione, sempre più diffusa tra chi vive e lavora nella zona, è che manchi persino il rispetto per il lavoro degli operatori ecologici che avevano restituito dignità a quell’angolo del centro. Così il vicolo tra il “salotto buono” della città e la futura sede universitaria continua nella sua doppia esistenza: elegante di giorno, problematico la sera. E la “latrina” a cielo aperto, almeno per ora, sembra non voler chiudere mai.
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