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Olbia, quartiere San Simplicio degradato: il Comune studia la riqualificazione

Un nuovo futuro per la "prima periferia" della città?

Olbia, quartiere San Simplicio degradato: il Comune studia la riqualificazione
Olbia, quartiere San Simplicio degradato: il Comune studia la riqualificazione
Angela Galiberti

Pubblicato il 08 May 2026 alle 07:00

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Olbia. Strano, ma vero: l'amministrazione comunale di Olbia ha deciso di predisporre uno "Studio complessivo finalizzato alla riqualificazione infrastrutturale dell'area urbana compresa tra le vie Diaz, Umbria, Brigata Sassari e via Vittorio Veneto", cioè una bella fetta del quartiere San Simplicio. Qualcuno, in Corso Umberto, deve essersi finalmente reso conto che il progetto Pinqua, da solo, non basta a risollevare le sorti della maxi periferia olbiese, cioè tutti quei quartieri che non si affacciano sul lungomare o su qualche riqualificazione milionaria.

In un articolo pubblicato nel febbraio 2021 (questo: "Olbia, quartiere San Simplicio: la prima periferia della città") avevamo tratteggiato il ritratto di questo rione che, di fatto, è stata la primissima periferia della città: quella che ha dato l'imprinting allo sviluppo urbanistico olbiese nel bene e nel male. Un quartiere che oggi (e a cinque anni da quell'articolo) lotta tra vecchi e nuovi problemi: degrado socio-economico e infrastrutturale da una parte, la proliferazione dell'offerta turistica dall'altra, nel mezzo il progetto Pinqua e tanti residenti che abitano con orgoglio e amore quelle strade strette.

Per la prima volta, i problemi "materiali" di questo quartiere vengono messi nero su bianco su un atto politico come una delibera di giunta, quella che dà il via alla predisposizione dello studio che dovrà portare al risanamento del rione. "Negli ultimi anni si sono verificate diverse situazioni critiche legate agli allagamenti, anche a seguito di eventi meteorici non intensi, con ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini, sulla viabilità e sulla vivibilità complessiva dell’area; Detta situazione si è ulteriormente aggravata nell’ultimo anno ed in particolare con gli ultimi eventi calamitosi verificatisi nel mese di novembre 2025 e gennaio 2026", scrive l'amministrazione comunale.

Gli allagamenti durante le intense piogge, sempre più concentrate a causa del cambiamento climatico, sono un problema particolarmente sentito dai residenti che, non di rado, non riescono in diversi casi a uscire dalle proprie abitazioni. Secondo quanto si legge nella delibera, le criticità sono da ricondurre a questi problemi speicifici (citiamo testualmente):

  • la rete fognaria esistente, in larga parte realizzata con vecchie canalizzazioni in granito, presenta gravi carenze strutturali e funzionali, non più compatibili con le esigenze attuali di drenaggio, sicurezza igienico-sanitaria e tutela ambientale;
  • la rete idrica del quartiere è affetta da numerose perdite, con conseguente spreco di acqua potabile, infiltrazioni nel sottosuolo e fenomeni di smottamento e sprofondamento dei piani viabili, che compromettono la stabilità delle infrastrutture stradali.

"Tali condizioni dei sottoservizi (tra cui anche le reti ENEL, Telecom, pubblica illuminazione. gas e fibra) sono causa del degrado delle pavimentazioni stradali esistenti e dei marciapiedi rendono impossibile rendendo impossibile l’esecuzione a regola d’arte delle lavorazioni di ripristino, coperture buche e pulizia della sede stradale", si legge nel documento.

Di fatto, si tratta di un insieme di problemi che si trascina da parecchi decenni e che crea disagio ai residenti, ma non solo: contribuisce al degrado complessivo dello spazio pubblico. Lo studio che il Comune ha deciso di avviare coinvolge, gioco forza, anche gli enti gestori dei sottoservizi. In particolare, lo studio dovrà prevedere (citiamo testualmente):

  • realizzazione di un nuovo sistema fognario e di raccolta delle acque meteoriche;
  • il rifacimento completo della rete idrica e fognaria;
  • la predisposizione e razionalizzazione dei sottoservizi tecnologici;
  • il rifacimento dell’impianto di pubblica illuminazione;
  • il rifacimento delle pavimentazioni stradali;
  • la realizzazione di marciapiedi a norma, accessibili e sicuri;
  • la riqualificazione della pista ciclabile in via Veneto, quale asse strategico per la mobilità sostenibile.

L'ultimo punto, "riqualificazione della pista ciclabile in via Veneto" contiene almeno due refusi: il primo è "via Veneto", perché "via Veneto" è una strada secondaria vicino via Amba Alagi e infatti dovremmo parlare di Corso Vittorio Veneto; il secondo è "riqualificazione della pista ciclabile", perché la pista ciclabile in Corso Vittorio Veneto non esiste (ancora) e quindi non può essere riqualificata.