Wednesday, 06 May 2026
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Pubblicato il 06 May 2026 alle 18:00
Tempio. L'arte di Gavino Ganau torna a dialogare con la sua Tempio Pausania in un evento che si preannuncia di forte impatto analitico. Venerdì 8 maggio 2026, presso lo Spazio Espositivo della Libreria Bardamù Ubik (con ingresso da Via Roma 25, in Piazza Gallura), inaugura la mostra personale dal titolo Ogni cosa è un segnale.
L'evento è realizzato in stretta collaborazione con l'Associazione Culturale Carta Dannata, nel prestigioso contesto del festival Mintuà. La rassegna rimarrà aperta al pubblico sino a venerdì 15 maggio 2026, osservando i seguenti orari: la mattina dalle 10.30 alle 13.00, e il pomeriggio dalle 17.30 alle 20.00. Abbiamo incontrato l'artista tempiese per farci raccontare la genesi e i riferimenti culturali di questo nuovo, atteso corpus di lavori.
Gavino Ganau, cosa presenterà al pubblico in «Ogni cosa è un segnale»? Si tratta di opere recenti?
"Sì, porterò quasi esclusivamente opere mai esposte, realizzate appositamente per l'occasione. Si tratta di una nuova serie realizzata negli ultimi sei mesi. Queste opere saranno, subito dopo l'esposizione di Tempio, esposte a Sassari".
Dalle sue parole emerge una profonda riflessione sulla storia dell'arte del Novecento. Verso quali direzioni analitiche e quali "maestri" si è orientata la sua ricerca in questo ultimo periodo?
"La ricerca va in una direzione analitica nei confronti della pittura tedesca e italiana degli anni Trenta del Novecento. È debitrice verso tanto "mostri sacri" come Edward Hopper, Balthus, David Hockney, ma anche autori più recenti, come un pittore tedesco contemporaneo, Tim Eitel, che mi ha profondamente influenzato".
Dal punto di vista tematico e dei soggetti scelti, su cosa si concentra questa nuova serie di inediti?
"Alcuni dei lavori indagano atmosfere casalinghe, interni di abitazioni comuni con figure femminili assorte, riflessive, colte in pose quotidiane".
Qual è l'intento profondo, la chiave di lettura che unisce questi interni domestici e queste figure femminili?
"Fondamentalmente è uno scrutare la semplicità della vita. Che non è mai semplice, in realtà. Ogni scena rappresentata svela qualcosa e nasconde tanto".
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