Thursday, 07 May 2026

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Cronaca

Mercatino di Palau, ambulanti sul piede di guerra. Pietro Giordo: “Stop al regolamento o andremo al Tar”

L’Associazione nazionale ambulanti (Ana Sardegna) pronta alla battaglia legale

Mercatino di Palau, ambulanti sul piede di guerra. Pietro Giordo: “Stop al regolamento o andremo al Tar”
Mercatino di Palau, ambulanti sul piede di guerra. Pietro Giordo: “Stop al regolamento o andremo al Tar”
Patrizia Anziani

Pubblicato il 07 May 2026 alle 18:00

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Palau. È ormai aperto il confronto tra il Comune di Palau e gli operatori del commercio ambulante sul futuro del mercatino serale estivo, da anni presenza stabile lungo le vie del centro. L’Associazione nazionale ambulanti (Ana Sardegna) ha inviato lo scorso 1° maggio una formale diffida all’amministrazione, chiedendo la sospensione del nuovo regolamento appena approvato e preannunciando, in caso contrario, il ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Al centro della contestazione c’è la revisione complessiva della disciplina del mercato, introdotta con la deliberazione del Consiglio comunale n. 10 del 28 aprile 2026.  Il provvedimento sostituisce il precedente impianto normativo con una “disciplina speciale” che ridefinisce natura, criteri e modalità di accesso al mercatino Uno dei punti più rilevanti riguarda proprio la qualificazione dell’iniziativa: il mercatino viene ora definito come manifestazione temporanea a carattere stagionale, senza alcun diritto acquisito per gli operatori negli anni successivi.  Questo significa, in concreto, che: le concessioni non sono più pluriennali o decennali; non esiste continuità automatica per chi ha lavorato negli anni precedenti; ogni stagione significa una nuova assegnazione basata su graduatoria.

Il sistema messo appunto dall'amministrazione di Palau prevede una procedura pubblica comparativa con graduatoria, valida cinque anni, ma utilizzata annualmente per assegnare i posteggi. Gli stalli complessivi sono fissati in 43 stalli temporanei lungo via Nazionale, via Capo d’Orso e piazza Fresi.  Tra le novità più incisive: una sola concessione per operatore, con divieto assoluto di cumulo; impossibilità di detenere posteggi anche tramite società o soggetti collegati; esclusione immediata in caso di violazioni.  Il regolamento introduce inoltre criteri di selezione che puntano sulla valorizzazione del territorio. Tra questi: legame con Palau (residenza, sede o produzione locale); coerenza della merceologia con l’identità sarda; qualità e autenticità dei prodotti. La finalità dichiarata è quella di trasformare il mercatino in uno strumento di promozione turistica e culturale, privilegiando artigianato e produzioni tipiche e limitando la vendita di prodotti industriali o non coerenti.  Il disciplinare impone anche regole stringenti su: tipologie merceologiche (70% artigianato, 30% agroalimentare tipico); divieto di prodotti industriali seriali o non lavorati; standard estetici uniformi per gazebo e allestimenti; limiti rigidi su orari, logistica e utilizzo degli spazi.

Un nuovo regolamento contestato dagli ambulanti storici, secondo Ana Sardegna infatti, queste modifiche rappresenterebbero una rottura con il modello precedente e sarebbero in contrasto con normative superiori e orientamenti giurisprudenziali consolidati. "Il Comune non sta applicando né la legge nazionale né quella europea", afferma il presidente di ANA UGL Sardegna Pietro Giordo durante l’intervista rilasciata a Olbia.it. "Nel 2021 aveva rinnovato automaticamente le concessioni fino al 2032. Adesso invece mette tutto a bando e chi lavora lì da trent’anni rischia di non avere più alcun titolo".

Secondo l’associazione, il regolamento introdurrebbe limitazioni sproporzionate e criteri discriminatori, in particolare sul fronte delle graduatorie e dei punteggi territoriali. "Con questo nuovo regolamento si privilegia chi abita a Palau", sostiene Giordo. "Ma le concessioni devono rispettare i principi europei di trasparenza e apertura del mercato. Non puoi rinnovare i titoli fino al 2032 e poi, sei anni dopo, prima della naturale scadenza fissata a suo tempo, cambiare tutto e annullare di fatto i numerosi investimenti fatti dagli operatori". L’associazione contesta inoltre il fatto che gli incontri avvenuti nel 2024 con il Comune abbiano riguardato soltanto aspetti logistici e non il contenuto del nuovo regolamento. "Noi eravamo d’accordo sullo spostamento degli stalli per consentire i lavori — spiega Giordo — non sullo stravolgimento totale del regolamento del mercato".

Tra i punti più discussi figurano: il divieto di cumulo delle concessioni; i nuovi standard obbligatori per gazebo e allestimenti; i vincoli merceologici; il sistema sanzionatorio; la possibilità per il Comune di ridefinire annualmente assegnazioni e organizzazione degli stalli. Nella risposta ufficiale alla diffida, il Comune di Palau ha però respinto tutte le accuse, sostenendo che il regolamento sia frutto di un “percorso istruttorio articolato” sviluppato anche attraverso confronti con operatori e associazioni di categoria. L’amministrazione difende la scelta di puntare su artigianato tipico, qualità estetica e valorizzazione dell’identità locale, spiegando che i criteri territoriali non costituiscono requisiti escludenti ma semplici elementi premiali.  Ma ANA UGL Sardegna non arretra e conferma la volontà di andare avanti sul piano legale. Dichiara ancora Giordo: "Qui non c’è nemmeno una questione di sicurezza, come per esempio nel caso del mercatino di San Pantaleo, in comune di Olbia: a Palau gli stalli aumentano da 23 a 43. Il problema è che si stanno cambiando retroattivamente regole su cui le persone hanno investito soldi, lavoro e anni di attività". Da qui la diffida inviata al Comune, con la richiesta di sospendere l’efficacia del regolamento entro dieci giorni. In assenza di un passo indietro, l’associazione è pronta a portare la questione davanti al Tar, aprendo un contenzioso che potrebbe incidere sull’organizzazione della stagione estiva ormai alle porte.