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Olbia, dalla sanità territoriale all’emergenza estiva: il confronto dei Riformatori Sardi approda in Gallura

Olbia, dalla sanità territoriale all’emergenza estiva: il confronto dei Riformatori Sardi approda in Gallura
Olbia, dalla sanità territoriale all’emergenza estiva: il confronto dei Riformatori Sardi approda in Gallura
Olbia.it

Pubblicato il 07 May 2026 alle 11:00

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Olbia. Liste d’attesa, pressione sanitaria legata ai flussi turistici, carenza di personale e necessità di rafforzare la medicina del territorio. Sono alcuni dei temi che continuano ad attraversare il dibattito sulla sanità sarda e che ieri sono tornati al centro del confronto pubblico durante l’incontro promosso dai Riformatori Sardi negli uffici EVOS di Olbia. Una tappa conclusiva pensata non solo come momento politico, ma anche come occasione di ascolto tra professionisti del settore, dirigenti sanitari e rappresentanti istituzionali chiamati a confrontarsi sulle fragilità — e sulle possibili prospettive — del sistema sanitario regionale. 

L’incontro, dal titolo “La sanità ha bisogno di cure?”, ha rappresentato l’ultimo appuntamento del ciclo promosso dalla scuola di formazione politica dei Riformatori Sardi, percorso itinerante partito da Sassari e proseguito a Cagliari, che ha portato alla stesura del “Manifesto della sanità”, successivamente consegnato al ministro della Salute Orazio Schillaci. Ad aprire i lavori è stato il segretario regionale dei Riformatori Sardi, Aldo Salaris, mentre la tavola rotonda è stata moderata da Franco Meloni. Tra i partecipanti anche Antonio Irione, direttore generale della ASL Gallura, Gian Carlo Mateucci, responsabile della radioterapia oncologica del Mater Olbia, Gianfranca Nieddu, dirigente medico specialista in ostetricia e ginecologia della ASL Gallura, Pierluigi Maria Rinaldi, responsabile di radiologia e radiologia interventistica del Mater Olbia, e Paolo Tecleme, già direttore della ASL. Nel corso del confronto sono stati affrontati alcuni dei principali nodi della sanità gallurese e regionale: dall’emergenza stagionale dovuta all’aumento della popolazione nei mesi turistici alla carenza di servizi territoriali, fino al rapporto tra sanità pubblica e privata, considerato in Gallura un modello integrato già sperimentato in alcuni ambiti come l’oncologia e l’assistenza domiciliare.

"Bisogna affrontare le criticità in maniera responsabile, senza sigle e bandiere – ha sottolineato Aldo Salaris –. L’obiettivo non è individuare colpevoli ma raccogliere soluzioni che tengano conto delle specificità dei territori". Sulla stessa linea anche il direttore generale della ASL Gallura Antonio Irione, che ha evidenziato come "il primo luogo di cura sia il cittadino" e come sia necessario fondare le scelte organizzative su dati ed evidenze per calibrare in modo efficace l’offerta sanitaria. Dal ciclo di incontri promosso dalla scuola di formazione politica emerge un impianto condiviso che punta su alcuni assi strategici: rafforzamento della medicina territoriale, prevenzione, reti ospedaliere funzionali, integrazione dei servizi e innovazione tecnologica. Elementi considerati fondamentali per costruire un sistema sanitario più efficiente, sostenibile ed equo.

L’appuntamento di Olbia ha così chiuso il percorso avviato nei mesi scorsi dai Riformatori Sardi, confermando la volontà del partito di promuovere un confronto aperto tra tutti gli attori del comparto sanitario, nella prospettiva di elaborare proposte concrete capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e alle sfide future della sanità regionale.