Friday, 24 April 2026
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Pubblicato il 24 April 2026 alle 07:00
Olbia. Ricordate la pista ciclabile sull'acqua? Quella che avrebbe dovuto essere costruita in via Escrivà? Ecco, se non la ricordate non fa niente: tanto non ci sarà. Per lo meno, non ci sarà in quella forma che tanto aveva fatto discutere nel 2018, quando abbiamo pubblicato i rendering (clicca qui per leggere l'articolo). Tale progetto, fermo da tempo immemore, è stato rimodulato recentemente dalla giunta comunale.
Quel progetto si chiamava "Piano nazionale della sicurezza stradale 4° e 5° programma di attuazione. Intervento a favore delle utenze deboli - Progetto CiclOlbia" ed era diviso in quattro lotti: sono il quarto lotto è stato portato a compimento, ne mancano ancora tre per completare l'opera. Tra questi tre lotti vi era la fantomatica pista ciclabile sull'acqua, un'idea che aveva un certo fascino (sicuramente più della pista fotovoltaica a cui avrebbe dovuto ricollegarsi il tratto di via Escrivà-via Dei Lidi). Una volta realizzato il lotto numero quattro, tutto si è fermato (nel 2021 ne parlavamo in questi termini - e a ben vedere, in 5 anni non è che le cose siano migliorate tantissimo).
Ora, con la delibera di giunta numero 171 e la conseguente approvazione del Quadro esigenziale e del Documento di fattibilità delle alternative progettuali, la pista in via Escrivà riprende vigore e non lo fa da sola: viene compreso anche il tratto per il teatro Michelucci. La notizia di per sé è positiva, del resto i percorsi vanno completati, ma c'è un aspetto che non piacerà agli automobilisti olbiesi. La domanda che bisogna porsi è: se non viene fatta sul l'acqua, allargando la carreggiata, dove si farà? Molto semplice: si realizzerà in parte togliendo spazio alle auto, quindi diminuendo la carreggiata.
Si legge nel Documendo di fattibilità: "Il progetto è suscettibile di un’ottimizzazione, che prevede in particolare la realizzazione del percorso ciclabile e pedonale all’interno del sedime stradale esistente del Lungomare S. Josemaría Escrivà de Balaguer, senza necessità di eseguire ampliamenti. L’ottimizzazione, oltre a ridurre i costi e la complessità esecutiva, viene ottenuta diminuendo la larghezza delle corsie per il traffico veicolare contribuendo quindi a limitare la velocità dei mezzi a motore. Si elimina inoltre l’interferenza con l’area sottoposta a vincolo archeologico, dato che il tracciato rimane all’interno del sedime attuale. In corrispondenza della rotonda “Tilibbas”, il progetto ottimizzato prevede anche in questo caso la riduzione delle dimensioni della rotatoria esistente, comunque in conformità alle norme funzionali e tecniche per la costruzione delle intersezioni stradali di cui al D.M. 19/04/2006. Nei tratti 1 e 2, tra la rotonda “Tilibbas” e l’innesto sulla pista ciclabile consortile, viene sostanzialmente confermato il progetto “Ciclolbia” con limitate variazioni".
La rimodulazione ha evidenti aspetti positivi: è più semplice da realizzare, dovrebbe costare meno e in teoria dovrebbe anche durare meno il cantiere di realizzazione. Diciamo "in teoria" perché è evidente a tutti che in Italia trovare un cantiere pubblico che rispetta il cronoprogramma è quasi una chimera. Olbia non fa eccezione, vedasi parco Mogadiscio, giusto per fare un esempio.
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