Friday, 03 April 2026

Informazione dal 1999

Politica

Olbia, Parco Michelucci: buona idea, purché non si perdano alberature

L'analisi dell'idea che l'amministrazione vuole realizzare

Olbia, Parco Michelucci: buona idea, purché non si perdano alberature
Olbia, Parco Michelucci: buona idea, purché non si perdano alberature
Angela Galiberti

Pubblicato il 03 April 2026 alle 07:00

condividi articolo:

Olbia. La gestione del verde pubblico non è proprio il pezzo forte delle amministrazioni comunali e anche quella di Olbia non fa eccezione: vedasi le numerose capitozzature che vengono fatte ogni anno ai (pochi) alberi che vivono nelle nostre strade. Giusto il Parco Fausto Noce si salva da "mani di forbice", ma per il resto è un susseguirsi di moncherini nodosi e prati all'inglese sulle numerosissime rotatorie. Belli, i prati all'inglese, peccato che richiedano molta acqua e servano ben poco all'adattamento climatico di una città che ha tanto cemento e pochissimo verde. Questa premessa è dovuta all'argomento di questo articolo, vale a dire il nuovo Parco Michelucci: un'idea, ancora da finanziare, approvata recentemente dalla giunta del Comune di Olbia.

Il teatro Michelucci è un po' il nostro tallone d'Achille: amatissimo, desiderato, ma costantemente chiuso per tanti motivi. Questa amministrazione si è impegnata nel renderlo fruibile e, tra non molto, i frutti di questa programmazione dovremmo vederli. Fa dunque piacere sapere che c'è l'idea di rendere ancora più fruibile l'area che circonda il teatro con vista mare. Fa piacere perché, come i residenti del quartiere sanno, quella zona è stata spesso scelta per abbandonare i rfiuti nell'ambiente. Quindi, renderla fruibile e frequentata è un primo passo per stroncare l'inquinamento del territorio. In tutta questa positività, però, c'è un ma: l'area in questione è già verde, cioè è un'area dotata di suo di vegetazione spontanea. Si tratta di macchia mediterranea: ci sono sicuramente arbusti, ma non mancano gli alberi.

La relazione che accompagna la delibera di giunta parla di verde "incolto": in realtà è solo la natura che occupa uno spazio e che lo fa alla sua maniera. Non c'è qualcosa di incolto, c'è semplicemente la nostra natura. Qual è dunque l'idea dell'amministrazione? Partendo da alcuni schizzi dell'architetto Michelucci, il Comune desidererebbe, per così dire, "antropizzare" una linea di costa praticamente vergine con un padiglione grande, un padiglione piccolo, un padiglione medio, l'info point, un colle artificiale, un ponte, diversi belvedere, pedane, moli, illumanzione. Non solo: ci sarano anche il sentiero pedonale e il sentiero ciclabile. Più che un parco sul mare, sembrerebbe l'ennesima struttura pubblica per eventi che alla fine hanno il solo scopo di aumentare l'indotto turistico e non creare un servizio per i residenti.

Insomma, un bellissimo progetto sulla carta (come il parco Mogadiscio di cui non si vede fine), ma un po' stiracchiato nella vita concreta dei cittadini. Senza contare che tutte quelle strutture avranno un impatto sul verde già presente: quanto verrà risparmiato? Non è una domanda superficiale: il cambiamento climatico è una realtà concreta, le condizioni climatiche peggioreranno con il tempo. Eliminare alberi già adulti, per poi magari piantarne di piccolini pagati a peso d'oro, è anti-economico sotto ogni punto di vista. Togliere 10 alberi maturi per piantarne 20 piccoli non risolve la perdita. Se parliamo di assorbimento di anidride carbonica, un alberello appena piantato ne assorbe 1-2 kg l'anno, un albero aduto ne può "sequestrare" tra i 20 e i 50 kg l'anno. Per arrivare a un "pareggio" di questa capacità, devono passare tra i 15 e i 20 anni. Lo stesso discorso vale per l'abbattimento delle temperature: l'effetto termico di alberelli nuovi (sempre che non vengano capitozzati continuamente) può essere impercettibile anche per una decina di anni. Solo alla maturità dell'albero nuovo si andrebbe in parecchio con quello adulto abbattuto. Senza contare che gli alberi (e gli arbusti) danno rifigio a tantissimi animali selvatici. Ovviamente ci sono specie arboree che crescono più in fretta di altre, ma il punto è sempre lo stesso: quanto di quel verde, oggi esistente, verrà sacrificato per padoglioni, pedane e ponti? Il progetto, ovviamente, non ce lo dice perché non ce l'ho può dire: è giusto uno "schizzo", un'idea progettuale.

In definitiva, l'idea del parco è ottima: più verde c'è e meglio è, magari anche nel centro urbano e non solo in periferia. L'importante è che, in fase di progettazione, si preservi il più possibile il lavoro che madre natura ha fatto da sola. Non è "incolto", è più utile di quel che si può pensare e sta a noi cittadini vigilare e stimolare