Wednesday, 01 April 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 01 April 2026 alle 16:30
Olbia. Riscoprire l’identità della Gallura attraverso il battito silenzioso della terra. È questo l’obiettivo del nuovo ambizioso progetto che vede il Comune di Olbia e l’agenzia regionale Forestas fianco a fianco per la mappatura e la tracciatura di cinque percorsi naturalistici d’eccellenza.
Non si tratta di semplici sentieri, ma di veri e propri corridoi emozionali che si snoderanno lungo un dualismo geografico affascinante: dalle sponde frastagliate del nostro mare fino ai rilievi più aspri e profumati dell’entroterra. Il progetto punta a ricucire il legame tra la costa e il cuore selvaggio del territorio, offrendo un’esperienza di immersione totale nel paesaggio sardo.
Il vero cuore pulsante dell’iniziativa è l’inclusività. La sfida lanciata da Comune e Forestas è quella di abbattere i confini fisici, rendendo la bellezza della macchia mediterranea accessibile a tutti. I tracciati saranno studiati per accogliere diverse abilità, garantendo che il diritto alla meraviglia non conosca ostacoli. Un’ecologia dei sensi che mette al centro l’uomo e il suo rispetto per l’ambiente circostante.
A illustrare la genesi e la visione strategica di questa importante rete sentieristica è Simplicio Usai, operatore presso l’Ufficio Toponomastica del Comune di Olbia, e autore di due volumi con Taphros editrice: Masciunarèga. L'itinerario settentrionale(2022).
Usai, profondo conoscitore del territorio olbiese, attraverso le sue parole riesce a far emerge chiaramente lo straordinario lavoro di squadra tra le istituzioni, e il profondo rispetto per le testimonianze storiche del nostro territorio.
Questi nuovi sentieri che si snodano tra mare ed entroterra non sono solo tracciati naturalistici, ma spesso ricalcano antichissime vie di comunicazione. Cosa potremo riscoprire camminandoci?
"Certamente. Parliamo di percorsi di indiscusso valore naturalistico che, tuttavia, ricalcano antichi sentieri nati originariamente da necessità lavorative ed economiche. Penso ai tracciati utilizzati per raggiungere le piazzole dei carbonai e le storiche fornaci della calce, molte delle quali ancora presenti lungo le coste del Golfo interno ed esterno di Olbia. Altre vie erano invece battute dai caprai e dai pastori, figure un tempo centrali nella nostra economia, o persino dai contrabbandieri. Sono noti, inoltre, alcuni sentieri sfruttati dai pirati per le loro storiche scorrerie ed incursioni ai danni della città. Non mancano poi le vie nate per scopi militari, come il sentiero di Poltu Kazu utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale: qui, lungo il tracciato, si possono ancora leggere incisioni impresse nel cemento fresco lasciate dai marinai della Regia Nave Vulcano. Questa unità, prima vera e propria nave-officina e "yacht reale" d’Italia, stazionò nel nostro golfo a ridosso del primo conflitto mondiale per campagne di addestramento e prove di tiro. Spostandoci invece verso il tracciato di Sa Testa, incontriamo le testimonianze della Seconda Guerra Mondiale: casematte, fortini, piccoli alloggiamenti per le guarnigioni nei pressi delle postazioni antiaeree e anti-sbarco. Rimane persino visibile la struttura che ospitava un imponente argano, chiamato in dialetto dai pescatori olbiesi "su vinci". Questo macchinario svolgeva un ruolo strategico cruciale: tendeva grossi cavi e reti metalliche per sbarrare l’ingresso del porto e impedire eventuali incursioni via mare da parte dei guastatori alleati.»
In un territorio come quello di Olbia e della Gallura, il legame tra uomo e paesaggio è millenario. Quanto è importante questa collaborazione tra Istituzioni e Forestas per garantire che la tracciatura dei sentieri avvenga nel pieno rispetto dell’integrità dei siti archeologici ancora nascosti?
"La sinergia e la collaborazione attiva tra le diverse istituzioni rappresentano la condizione imprescindibile per la buona riuscita di questi progetti. I tracciati in questione sono stati percorsi, studiati e analizzati sul campo da un gruppo di lavoro multidisciplinare altamente qualificato. Ne ho fatto parte io stesso per il Comune di Olbia, affiancato dall’archeologa Paola Mancini, incaricata di redigere i rapporti scientifici sulle evidenze storiche, e dai funzionari dell'Agenzia Forestas nelle persone di Valentina Arghittu, Enrica Briganda, Maurizio Barneschi e Alessio Saba. Si è trattato di un tavolo di cooperazione estremamente prezioso e produttivo. Sono fermamente convinto che questo virtuoso modello di lavoro di squadra debba essere replicato e strutturato stabilmente anche per tutte le progettualità future".
Spesso pensiamo ai monumenti come a entità isolate, ma questi "corridoi emozionali" suggeriscono una visione di museo a cielo aperto. Come può questa nuova iniziativa aiutare i cittadini e i turisti a percepire il valore della nostra terra oltre che ad apprezzare il meraviglioso paesaggio?
"Questa iniziativa racchiude in sé molteplici e profonde valenze. Offre la possibilità di attraversare i nostri scenari mozzafiato, incontrando veri e propri monumenti naturali e maestose rocce modellate dal tempo, percorrendo sentieri densi di una storia che, molto spesso, attende ancora di essere interamente svelata e raccontata. Credo tuttavia che lo scopo primario, oltre alla doverosa valorizzazione naturalistica e storica, risieda nel rendere questi tracciati realmente fruibili a tutti. Ove possibile, intendiamo rendere i percorsi accessibili anche a coloro che affrontano difficoltà nella mobilità autonoma. Questo approccio inclusivo genera un beneficio immenso non solo per le persone con disabilità, ma anche per i loro interi nuclei familiari. È fondamentale sottolineare che questo rappresenta soltanto il primo passo di un disegno molto più ampio, destinato nel tempo a completare e mettere in rete tutti gli altri sentieri dell'Olbiese. Molti di essi insistono nell'entroterra e sono convinto che questo nucleo iniziale darà vita a una rete escursionistica davvero speciale".
La nuova rete escursionistica si propone di valorizzare la biodiversità locale, alternando il candore delle rocce granitiche modellate dal vento al verde intenso dei lecceti. L’intervento dei tecnici di Forestas garantirà una segnaletica discreta e integrata, capace di guidare l'escursionista senza disturbare l'equilibrio dell'ecosistema.
Questi cinque cammini rappresentano una nuova frontiera per il turismo sostenibile di Olbia: una proposta che invita a fermarsi, osservare e ascoltare, trasformando ogni passo in un gesto di consapevolezza ambientale.
23 March 2026
01 January 2026
21 December 2025
09 November 2025
23 March 2025
17 March 2025
08 March 2025
02 February 2025
06 January 2025
26 December 2024
26 December 2024