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Bianca, Cronaca

A Telti la rivoluzione di Veronica Spano: "Cucinare è un atto di natura e libertà"

Avviato un nuovo corso della ristorazione in Gallura

A Telti la rivoluzione di Veronica Spano:
A Telti la rivoluzione di Veronica Spano:
Laura Scarpellini

Pubblicato il 15 May 2026 alle 07:00

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Telti. Nel cuore della Gallura, Veronica Spano traccia una rotta nuova. È lei l'apripista di un modello culinario e culturale che sta riscrivendo le regole dell'ospitalità. Dimenticate i menu plastificati con le foto dei piatti, il ronzio sfinente dei condizionatori e l'ansia del cameriere che vi fissa perché deve liberare il tavolo per il "secondo turno" delle 21:30.

Qui il ritorno alle radici profuma di terra bagnata e di erbe selvatiche, una risposta onesta a quel bisogno di verità che cerchiamo ogni volta che ci sediamo a tavola. Il concetto è rivoluzionario: bussare a una porta, sedersi in una cucina privata e lasciarsi guidare da un'esperienza cucita addosso. Non sei un numero su un registro prenotazioni, ma un ospite che entra in un pezzo di vita altrui. Il suo Home Restaurant, è un manifesto politico e poetico: la ristorazione cambia pelle e il pasto diventa l’incontro tra il mondo vegetale spontaneo, quello animale e i frutti dell'orto.

Il segreto sta nell'abolizione delle scorciatoie. Tutto parte dalla difesa dell'identità alimentare, portando nel piatto ciò che il territorio esprime con stagionalità reale. Un percorso che si intreccia con l'umanità della filiera: conoscere il volto di chi ha prodotto il formaggio o raccolto il pomodoro non è un dettaglio, ma l'ingrediente principale. Il tutto culmina nell'elogio della lentezza. In un’epoca che corre senza fiato, Lu Naracu impone una sosta, trasformando la pazienza da attesa passiva a elemento costitutivo della ricetta.

Dite addio alle proposte seriali. Tutto nasce dal dialogo: l'ospite racconta inclinazioni e curiosità, e la cucina risponde con un percorso unico. È una cucina sartoriale quella proposta da Veronica Spano che richiede i tempi giusti per la raccolta delle erbe, la marinatura e il racconto. Da Veronica non si va solo per sfamarsi, ma per riscoprire che il vero lusso moderno è potersi permettere di non avere fretta. Se la ristorazione globale guarda al bio, luoghi come quelli proposti da Veronica Spano ricordano che la vera avanguardia  oggi, è sedersi a tavola e sentirsi finalmente, a casa.

Veronica Spano, il passaggio dalla ristorazione tradizionale all’Home Restaurant sembra quasi un atto di "resistenza" verso i ritmi moderni. Come ha influito questo cambio di prospettiva sulla sua creatività in cucina e sulla sua qualità della vita?

"Ho sposato la lentezza come maestra sia nei ritmi che nella scelta dei cibi perché una cucina stagionale basata il più possibile sul selvatico obbliga a seguire un tempo non imposto dall’essere umano ma dalla Terra".

Nel suo progetto parla di unire il "mondo vegetale selvatico" con i prodotti dell’orto e della terra. Qual è il ruolo delle erbe spontanee di Telti nei suoi piatti e come riesce a trasformarle in processi nutrizionali sani e senza contaminazioni?

"Il ruolo delle erbe spontanee è centrale : il mio lavoro è quello di riportare sulla tavola tutto ciò che come erbe  abbiamo dimenticato e che calpestiamo senza conoscerne il valori. Il concetto i “selvaticità “ cerco di estenderlo anche alle carni, (selvaggina) e al pesce di mare o di acqua dolce (ovviamente locale) e mi piace pensare di abitare il selvatico nell’animo, mantenendo lontana l’omologazione non solo dallla tavola ma anche nella vita".

Di fatto la sua cucina sta definendo un luogo di condivisione, di "pezzetti di vita". In un’epoca di consumi veloci, come reagiscono i suoi ospiti di fronte all’invito alla lentezza e alla pazienza come ingredienti principali del pasto?

"I miei ospiti  solitamente quando arrivano qui entrano in una frequenza di apertura e curiosità e questo luogo speciale contagia chiunque a fermarsi e stare in presenza ed ascolto".

La sua visione include la creazione di una rete enogastronomica solidale. In che modo le sue collaborazioni con i produttori locali riflettono i concetti di identità e sovranità alimentare che promuove con i suoi piatti.

"Identità e sovranità alimentare sono alla base della mia cucina grazie alle tante produzioni locali di eccellenza che questa terra offre: farine, legumi, olio, miele, vino, birre artigianali, formaggi, (cacao e caffè non prodotti qui ma lavorati localmente si)".

Guardando al futuro, come immagina l’evoluzione di questo "nuovo corso" della gastronomia al femminile in Sardegna? Ci sono nuovi progetti o interazioni con la natura che bollono in pentola?

"Ho grande fiducia nel ritorno della maestria della cucina femminile che sta ricominciando a ricoprire ruoli principali, con una nuova dignità e con un ritmo equo e consono alla sua ciclicità".

Immagine di copertina generata con AI