Thursday, 29 January 2026
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Pubblicato il 29 January 2026 alle 16:58
Olbia. Il dimensionamento scolastico in Gallura rischia di produrre effetti più devastanti di un evento atmosferico estremo. A sostenerlo, senza mezzi termini, sono la CGIL Gallura e la FLC CGIL di Olbia-Tempio, che in un articolato comunicato denunciano le conseguenze delle recenti decisioni assunte sul futuro delle autonomie scolastiche del territorio.
“Quando il ciclone Henry si è affacciato sul Nord Sardegna, almeno è arrivato prima l’avviso: l’allerta rossa, i bollettini, i telefoni che vibrano, i comuni che si organizzano”, scrivono i sindacati. Con il dimensionamento, invece, “l’allerta non è mai scattata: ci siamo ritrovati davanti alla decisione già presa, calata dall’alto”. Una scelta che arriva, sottolineano CGIL e FLC, nonostante nelle settimane precedenti la stessa Regione avesse difeso le specificità della Sardegna, respingendo una “logica meramente numerica”. Nelle linee guida iniziali, per la Gallura era stato ipotizzato un solo accorpamento, giudicato comunque inaccettabile. “Oggi però ci troviamo davanti a un esito persino peggiore: in Gallura gli accorpamenti diventano due”, con un impatto diretto su autonomie scolastiche “in perfetta salute, ben radicate e strategiche per la tenuta sociale ed educativa dei territori”.
ll sindacato rivendica di aver lanciato l’allarme già nelle scorse settimane. Nel comunicato firmato dai segretari generali Danilo Deiana e Rossano Dote si ricorda come la CGIL Gallura e la FLC CGIL Olbia-Tempio avessero “ricostruito i danni già prodotti negli anni passati e denunciato con forza il commissariamento della Sardegna”. Perché, ribadiscono, “la scuola è materia politica” e le scelte che incidono su diritti e servizi “devono restare nel campo della responsabilità democratica”.
Particolarmente critico il passaggio sulle modalità con cui le decisioni vengono assunte: “Quando queste decisioni vengono sottratte al confronto politico e consegnate alle mani di funzionari che eseguono i compiti affidati loro dal Governo, resta soltanto la meccanica dei parametri: calcoli ragionieristici, automatismi e presupposti astratti, senza ascolto e senza visione”.
Lo scenario è pesante anche in altri territori dell’Isola. Nel Nuorese, ricordano i sindacati, “la soppressione pesa come una pietra: cinque autonomie scolastiche cancellate”, con il ritorno del rischio accorpamento per lo storico Liceo Asproni, già respinto nel 2023/24 da una mobilitazione corale di studenti, famiglie e amministrazioni.
Ma “non va meglio in Gallura”. Nella zona costiera, spiegano CGIL e FLC, “si materializzano due colpi pesantissimi”: Palau viene accorpata a Santa Teresa di Gallura, mentre Arzachena dovrebbe rinunciare a un istituto comprensivo, proprio in un’area che, per dinamiche demografiche e sviluppo, avrebbe bisogno di rafforzare – e non indebolire – il servizio pubblico dell’istruzione.
Un paradosso che diventa ancora più evidente se si guarda al contesto: “Nel territorio gallurese si investe e si sperimenta anche sul versante dell’offerta formativa, fino alla nascita di progetti di istruzione privata di qualità”, mentre lo Stato, anziché rafforzare la scuola pubblica, la indebolisce, mettendo a rischio “coesione sociale e futuro delle comunità”.
Da qui l’appello finale alla reazione. “È indispensabile reagire: costruire mobilitazione, pretendere trasparenza, aprire un confronto vero e riportare queste scelte dove devono stare: nella responsabilità politica e nel controllo democratico delle comunità”. La CGIL Gallura e la FLC CGIL Olbia-Tempio assicurano che resteranno “al fianco dei territori, delle scuole, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie e degli studenti”, sostenendo ogni iniziativa di protesta “fino all’apertura di una vera e propria vertenza territoriale”.
Perché, concludono con forza, “qui non si razionalizza: qui si tolgono diritti. E i diritti si difendono”.
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