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Lo stop ai sacchi neri a Calangianus e il nodo della differenziata nella nuova Provincia Nord Est Sardegna

Stessi rifiuti, colori diversi: un labirinto per cittadini e turisti

Lo stop ai sacchi neri a Calangianus e il nodo della differenziata nella nuova Provincia Nord Est Sardegna
Lo stop ai sacchi neri a Calangianus e il nodo della differenziata nella nuova Provincia Nord Est Sardegna
Patrizia Anziani

Pubblicato il 29 January 2026 alle 08:33

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Olbia. Il legittimo divieto di utilizzo dei sacchi neri introdotto dal Comune di Calangianus riaccende un dibattito che va ben oltre il singolo provvedimento comunale. Una misura condivisibile, finalizzata a migliorare la raccolta differenziata e a rendere più efficaci i controlli, che però mette in evidenza criticità strutturali ancora irrisolte, soprattutto in un territorio a forte vocazione turistica come quello della nascente Provincia Nord Est Sardegna.

L’amministrazione comunale ha chiarito che non è consentito l’utilizzo di sacchi neri o non conformi per il conferimento dei rifiuti. I sacchi esposti in modo irregolare non verranno ritirati e l’inosservanza delle disposizioni potrà comportare sanzioni amministrative, come previsto dal regolamento comunale. L’invito rivolto alla cittadinanza è alla collaborazione, nel rispetto dell’ambiente e del corretto svolgimento del servizio.

Il provvedimento di Calangianus fa emergere anche una contraddizione evidente. Se i sacchi neri vengono progressivamente vietati in tutti i comuni perché impediscono la verifica del contenuto e favoriscono l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, come mai queste buste continuano a essere prodotte, messe in vendita e largamente utilizzate? Una domanda che trova riscontro nelle immagini, purtroppo frequenti, delle cunette e delle campagne, dove proprio i sacchi neri sono spesso protagonisti di episodi di degrado ambientale. 

Ma la frammentazione della raccolta differenziata nella futura Provincia Nord Est Sardegna non riguarda solo i colori dei contenitori, ma anche le modalità di separazione dei rifiuti.
A Calangianus, ad esempio, il calendario di raccolta prevede una netta distinzione tra vetro e barattolame, che vengono conferiti in giornate e contenitori differenti. Una scelta che punta a migliorare la qualità del riciclo, ma che rappresenta un’ulteriore differenza rispetto ad altri Comuni del territorio.

A Olbia, infatti, vetro e lattine vengono conferiti insieme, con un sistema diverso sia nei contenuti sia nei colori dei bidoni. Anche a Loiri Porto San Paolo le modalità non coincidono con quelle del capoluogo, con ulteriori variazioni che richiedono attenzione e conoscenza delle regole locali. ll confronto tra Comuni vicini rende evidente la disomogeneità del sistema.
Ad Arzachena, i mastelli seguono una codifica cromatica chiara: marrone per l’organico, blu/azzurro per carta e cartone, giallo per plastica e metalli, verde per il vetro e grigio per il secco residuo.

A Olbia, invece, lo schema cambia: il verde è destinato al secco residuo, il marrone all’umido, il giallo alla carta, il blu scuro al vetro e alle lattine, mentre l’azzurro è riservato alla plastica. A Loiri Porto San Paolo, carta e cartone vengono conferiti nel bidone bianco, mentre il grigio è destinato al secco residuo. Nel raggio di pochi chilometri, dunque, gli stessi rifiuti cambiano colore, contenitore e modalità di conferimento.

In un territorio che fonda gran parte della propria economia sul turismo, l’assenza di un linguaggio comune nella raccolta differenziata rappresenta un limite evidente. Colori diversi, regole diverse e separazioni differenti dei materiali rischiano di disorientare non solo i residenti, ma soprattutto i turisti che si spostano da un Comune all’altro durante la villeggiatura.

La nascita della nuova Provincia Nord Est Sardegna potrebbe rappresentare l’occasione per affrontare il problema in modo coordinato, introducendo criteri condivisi almeno sui colori dei bidoni e sulle regole di base del conferimento.

Una semplificazione che migliorerebbe l’efficacia del servizio, ridurrebbe gli errori e renderebbe il territorio più comprensibile, accogliente e coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Il divieto dei sacchi neri, dunque, non è solo una norma da rispettare, ma uno spunto per una riflessione più ampia, che chiama in causa la necessità di una visione d’insieme nella gestione dei rifiuti della nuova provincia.