Thursday, 29 January 2026
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Pubblicato il 29 January 2026 alle 10:44
Arzachena. Esistono personalità che non abitano lo spazio, ma lo respirano. Beatrice Satta, classe 1996, è una di queste rarità: una creatura che sembra uscita da una tela preraffaellita per camminare tra le rocce granitiche della Gallura. Olbiese di nascita, ma oggi "rapita" dall'entroterra di Arzachena, Beatrice incarna un ideale di femminilità che sfugge a ogni definizione preconfezionata.
Non chiamatela influencer, nonostante il seguito che raccoglie sui social; la sua è una presenza eterea, quasi un distacco consapevole da tutto ciò che è superfluo. Viaggiatrice del mondo — dall'Inghilterra alla Giordania — Beatrice non colleziona timbri sui passaporti, ma emozioni e frammenti di anime. Falegname, massaggiatrice, lettrice di tarocchi: la sua ecletticità non è irrequietezza, ma una ricerca costante del "fare" che nutre l'essere.
La sua sensibilità, che colpisce con la purezza di uno sguardo fanciullesco, si traduce in un legame viscerale con gli animali e la natura. Per Beatrice, il soffio del vento o il fragore del mare non sono fenomeni atmosferici, ma frequenze con cui mettersi in ascolto del cosmo. Ecco come si racconta al nostro incontro dove la gestualità lascia il posto alle parole e anche uno sguardo si fa carico di significato.
Beatrice, la sua infanzia sembra uscita da un racconto d'altri tempi, tra alberi di pinoli e silenzi. Come ha influenzato la donna che è oggi?
"Sono nata a Olbia e cresciuta nelle campagne di Arzachena. Mentre i miei genitori lavoravano, io ero libera, in simbiosi totale con la terra. Ricordo ore passate su un albero di pinoli a spaccare pigne, sentendomi un tutt'uno con la vita. Una volta tenni un uccellino ferito tra le mani per non so quanto tempo tanto che riuscivo a percepire il suo dolore. Questa sensibilità estrema è nata lì. Da ragazzina ero pigra, dormivo tantissimo. Ero come un seme sotto terra che aveva bisogno di buio e silenzio per germogliare prima di esplodere".
Ha viaggiato molto e fatto mestieri diversissimi. Cosa cerca in questi continui cambiamenti?
"Seguo l'istinto. Ho viaggiato in autostop per anni perché la velocità della guida non mi appartiene, mi stresserebbe. La società impone standard che rallentano il battito del mio cuore, mentre io invece ho bisogno che il mio ritmo resti naturale. Ho fatto di tutto, dalla falegnameria ai massaggi, perché ogni esperienza è un modo per indagare la realtà invece di giudicarla. Le persone con me si sentono a casa perché non le giudico, cerco di capirle. L'indagine su se stessi è l'unico viaggio che conta davvero.
Si parla molto della sua dote "sensitiva" e del suo legame con il misticismo. Come vive questo rapporto con l'invisibile?
"Tutto nasce da una percezione amplificata che ho fin da piccola: sogni premonitori, visioni, la capacità di leggere dentro chi ho davanti. I tarocchi per me, sono stati un gioco affascinante, un metodo per entrare in contatto con quel misticismo e con le storie millenarie degli Arcani. Sento il bisogno di prendermi cura di chi soffre, che sia un cane segugio rinchiuso o un'anima smarrita. Sento le loro grida di aiuto anche quando sono silenziose".
In un mondo dominato dall'apparire, lei sembramuoversi in una direzione opposta. Qual è la sua filosofia?
"Penso che tutto abbia un senso e che nulla sia un caso. A volte ho l'intuizione che tutto sia già stato scritto, che l'universo sia già esploso e noi stiamo solo rivivendo tutto al rallentatore. In questo "gioco", l'apparire è solo un momento passeggero. Ciò che conta è conoscersi a fondo. Il riconoscimento degli altri è relativo; spesso non mi sono sentita capita o accettata, ma ho imparato che la lezione più importante è il rapporto con l'universo. Fate ciò che vi fa stare bene, non per rivalsa o invidia, ma per amore. Siamo tutti pedine diverse di un unico, immenso mosaico".
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