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Olbia, al The Green Life “Rinascere da sé”

L’arte di Katia Carraro celebra la primavera e la forza delle donne

Olbia, al The Green Life “Rinascere da sé”
Olbia, al The Green Life “Rinascere da sé”
Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 15 March 2026 alle 09:00

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Olbia. In concomitanza con l'equinozio di primavera, venerdì 20 marzo, lo store The Green Life inaugurerà un percorso espositivo emozionale dedicato all’universo femminile e alla rinascita interiore. La mostra dal titolo "RINASCERE DA SÉ. Quando la luce si fa nuova" presenterà le opere dell’artista Katia Carraro in un dialogo tra arte, natura e introspezione.

L’esposizione non sarà una semplice collezione di dipinti, ma un vero e proprio "attraversamento". Ogni opera di Katia Carraro rappresenta infatti un passaggio negli strati silenziosi dell’essere, dove il corpo si fa memoria e le mani diventano radici. In un momento dell'anno in cui la natura si risveglia, l'artista invita i visitatori a riflettere sulla capacità di ogni donna di attraversare il buio per scegliere il momento esatto in cui farsi luce. Ogni dipinto è un passaggio. Un momento in cui qualcosa si incrina, si rivela, si trasforma. È una ricerca interiore, un dialogo sottile tra ombra e luce

Progettista architettonica diplomata all’I.T.S. B. Boscardin di Vicenza, Katia Carraro fonde nella sua arte la precisione che le appartiene per professione con una sensibilità artistica coltivata sin dall’infanzia. Dopo anni dedicati alle discipline tecniche, la pittura oggi rappresenta la sua naturale evoluzione verso una ricerca più intima che comprende:

* dialogo interiore - la pittura come strumento per trasformare paure ed emozioni in forme e colori;

* connessione umana - nonostante una formazione lontana dal ritratto classico, l’artista oggi dipinge "dettagli di anima", ispirandosi alle sfumature delle persone che la circondano;

* arte come incontro - esporre diventa un modo per creare un ponte tra il proprio mondo interiore e quello dell’osservatore.

Di seguito l’intervista all’artista.

Da dove nasce la sua passione?

La mia passione per la pittura è nata in modo inaspettato intorno al 2018-2019. Nonostante disegni da quando ne ho memoria e abbia anche una formazione artistica, per anni ho lavorato e lavoro tutt’oggi nel campo della progettazione architettonica e non avevo mai coltivato davvero la pittura. Ad un certo punto mi è stato suggerito di iniziare a disegnare come esercizio per sciogliere tensioni emotive e fisiche. Un semplice “suggerimento” terapeutico è diventato poi un vero e proprio viaggio artistico: dalla matita sono passata alla penna per arrivare alla pittura ad olio, che oggi è la tecnica con cui mi esprimo maggiormente.

Quale il suo iter artistico tra formazione e obiettivi raggiunti?

Il mio percorso artistico parte da una formazione al liceo artistico Boscardin di Vicenza. In quegli anni scolastici ho potuto esplorare tutti gli aspetti delle discipline artistiche, dalla pittura all’architettura e alla scultura. Questo mi ha permesso di riprendere e riscoprire dopo molti anni lo studio della figura umana. Successivamente ho approfondito il disegno partecipando ad un corso con una pittrice della mia zona. Un’esperienza fondamentale che mi ha portata inaspettatamente alla ritrattistica: un passaggio importante perché mi ha spinto ad affrontare una difficoltà personale: disegnare i volti. Ho iniziato proprio dai volti delle mie figlie, trasformando quella sfida in un esercizio di ricerca emotiva oltre che tecnica. Nel tempo la mia arte si è evoluta: dal ritratto sono approdata ad una ricerca più ampia sul corpo e sui gesti, fino allo sviluppo di progetti come “Parti di noi”, che rappresenta una tappa significativa del mio percorso artistico.

In cosa si caratterizza il suo stile?

Il mio lavoro parte sempre dalla figura umana ma non si limita a ritrarla: oltre alla somiglianza fisica mi interessa ricercare e cogliere la dimensione emotiva dell’animo umano. Con il tempo il mio interesse si è spostato dal volto al corpo, perché i gesti e le pose raccontano emozioni profonde e universali. Il corpo infatti è custode di ogni passaggio della nostra vita. Dal punto di vista pittorico la mia espressione artistica si riflette anche nello studio attento delle luci, ispirato dalle fotografie che io stessa realizzo, e nell’uso di una palette cromatica dominata da toni scuri in contrasto con sfumature molto luminose. Tutti abbiamo momenti drammatici ma se non ci fossero le parti oscure, le parti luminose sarebbero meno forti. I colori spesso dominanti nelle mie tele vanno dal blu al viola, colori che per me richiamano il cielo e il mare: due elementi che evocano introspezione, profondità e una dimensione quasi cosmica.

Che messaggio vuole trasmettere con la sua arte?

Attraverso la mia pittura esploro e ripercorro esperienze molto personali, ma ciò che mi sorprende ogni volta è scoprire che le persone riescono a riconoscersi in quelle immagini. I corpi, i gesti e le emozioni rappresentate diventano uno specchio in cui chi guarda può ritrovare qualcosa di sé. Credo che l’arte abbia proprio questo potere: trasformare un’esperienza individuale in un racconto universale. Anche le parti più oscure della vita fanno parte di questo percorso, perché senza ombra la luce non avrebbe la stessa forza.

L'inaugurazione della mostra si terrà venerdì 20 marzo, dalle ore 19:00, celebrando l'inizio della stagione del rinnovamento. La cornice di The Green Life in via Cavour n. 3a/b è stata scelta proprio per la sua affinità con i temi della vita e della crescita, creando un ambiente perfetto per accogliere opere che parlano di radici e fioriture personali.