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Un ricordo di Giacomo Deiana, noto “Iacu Bujiau”

Un ricordo di Giacomo Deiana, noto “Iacu Bujiau”
Un ricordo di Giacomo Deiana, noto “Iacu Bujiau”
Patrizia Anziani

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 09:21

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Marisa Deiana Baffigo, figlia di Jolanda Murgia dell'indimenticato Giovanni Deiana, proprietario del famoso bar Deiana sito in Corso Umberto, è la nuova gradita ospite di OLBIAchefu. Abbiamo chiesto a Marisa di accompagnarci con i suoi delicati ricordi nel mondo della sua infanzia.

Lo ha fatto con uno scritto di suo pugno che ha voluto donarci il giorno che siamo andati a trovarla nella sua accogliente casa del centro storico di Olbia, davanti ad un cestino di profumati cioccolatini. Sono brevi momenti di vita vissuta nella pienezza, nell'amore per la famiglia, per la poesia e la letteratura. Sono ricordi della Olbia che fu.

Patrizia Anziani coordinatrice di OLBIAchefu

Che emozione! A quasi ottantacinque anni, mi si chiede di mettere su carta qualche ricordo della mia giovinezza. Non mento se dico che il mio cuore ha palpitato con un po’ di timore, ho cercato, anche col batticuore, di pensarci su e provare.

Ho molto giocato a casa, con bambole, mini-cucinette, insomma facevo ciò che poi ho fatto da grande, da sposata, la “padroncina di casa”. Nel pomeriggio, andavo sulla piazza principale di Olbia, piazza Regina Margherita e incontravo le amiche per giocare a “pampana” e rincorrerci a “nascondino”, oppure fare grandi cerchi per eleggere una “principessa” e continuare così eleggendo la compagna che, in quel momento, ci era più simpatica. A smorzare il nostro cicaleccio, intervenivano spesso due guardie municipali (signor Merella e signor Caprilli) perché quella confusione dava fastidio agli anziani, seduti nelle panchine. Più grandicelle, o signorinette, in serata c’era il Corso Umberto per le passeggiate che non arrivavano alla Marina, né al passaggio a livello (troppo lontano).

[caption id="attachment_99677" align="alignnone" width="796"] La piccola Marisa Deiana con il fratello Giacomo ( al centro) in una foto ricordo con amici di famiglia[/caption]

La prima figura dell'infanzia che si è presentata alla mia mente, sembrerebbe strano, ma è la figura di mio nonno paterno: Giacomo Deiana, noto “Iacu Bujiau”. Di origini rudalzine, era un uomo alto, magro e gran lavoratore. Aveva sposato una ragazza tempiese, Maria Cossu, dalla quale aveva avuto sei figli: Antonietta, Miriam, Annetta, Domenico Giovanni Andrea e Giovanni. Aveva una officina dove lavorava il ferro. Era un uomo serio di poche parole. Ha lavorato finchè gli anni glielo hanno permesso, poi si è ritirato a casa. La sua giornata, non più lavorativa, la trascorreva seduto accanto al braciere, con un rosario fra le mani, pregando. Questo quadretto dei suoi lunghi silenzi davanti al calore del fuoco mi è rimasto molto impresso, per cui, un giorno di tanto tempo fa, ho scritto queste poche righe, solo per lui, con tanto affetto.

Un saluto spensierato,

più che sentito,

era educato.

Tu,

accanto al braciere,

rosario fra le mani,

in umili preghiere,

a me ti rivolgevi,

con lo sguardo languido

dei tuoi anni longevi.

Poche erano le parole

ma tante le virtù

umili come viole.

Ora non ci sei più,

sento la tua mancanza,

salutare ti vorrei

non più con noncuranza,

più attenzione presterei,

ma troppa è la distanza

che ora ci separa!....

@Maria Deiana Baffigo

[caption id="attachment_99693" align="alignnone" width="960"] I giardinetti di Olbia[/caption]