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Rally mondiale ad Alghero. Fasolino e Meloni chiedono un intervento della Regione

Rally mondiale ad Alghero. Fasolino e Meloni chiedono un intervento della Regione
Rally mondiale ad Alghero. Fasolino e Meloni chiedono un intervento della Regione
Angela Galiberti

Pubblicato il 26 febbraio 2015 alle 17:52

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Olbia, 26 Febbraio 2015 - Volano metaforicamente stracci tra la Riviera del Corallo e la Costa Smeralda. Tutta colpa della tappa italiana della WRC che, per il secondo anno consecutivo, non verrà disputata in Gallura. O meglio, non avrà il suo quartier generale ad Olbia. La rally guide pubblicata da poche settimane sul sito ufficiale non lascia scampo: quasi tutta la Sardegna verrà toccata dal Rally. Partenza a Cagliari, headquarters ad Alghero e speciali concentrate nel Nord Est Sardegna con una lieve derapata ai margini della provincia di Olbia-Tempio. Va da sè che questa scelta non poteva non scatenare polemiche. Gli ultimi in ordine di tempo ad intervenire sul tema sono Giuseppe Fasolino e Giuseppe Meloni, unici due consiglieri regionali eletti in Gallura, i quali hanno diramato un comunicato stampa congiunto. "La tappa deve ritornare ad essere disputata in Gallura, lungo quelle strade e quegli sterrati che negli anni hanno permesso che l’evento crescesse di importanza e considerazione tra gli sportivi e gli appassionati di tutto il mondo - affermano i due consiglieri regionali, Giuseppe Fasolino (Forza Italia) e Giuseppe Meloni (Partito democratico) - Non e una guerra tra poveri, ma il riconoscimento di un diritto: la sede storica della prova iridata è stata fino al 2013 la Gallura e così deve tornare ad essere. Questo è l’obiettivo che la Giunta regionale deve porsi, inserendo la kermesse mondiale all’interno di un progetto strategico di iniziative che coinvolga l’intero territorio regionale che per conformazione, caratteristiche e peculiarità può e deve diventare meta indiscussa di una fitta rete di eventi di alto livello internazionale". Secondo i due consiglieri regionali, è assurdo che si opti per svuotare i territori invece che consolidare le singole realità che funzionano."Proporremo che la Giunta non destini risorse per la prova mondiale se non verrà svolta in Gallura", dicono con forza i due consiglieri. Per i due esponenti galluresi, che ricoprono anche la carica di sindaco, è doveroso che il RIS torni in Gallura. "Se lo scorso anno la tappa del Rally Mondiale ha avuto base logistica nel territorio catalano per scelte che ovviamente non condividiamo, snaturando quello che per gli appassionati dei motori rappresentava la tappa sarda è doveroso che oggi l’evento ritorni immediatamente in Gallura - sottolineano i due consiglieri regionali eletti in Gallura -. Non sorprendono le difese che numerosi esponenti ed rappresentanti della Provincia di Sassari stanno portando avanti in questi giorni, ma stride il loro richiamo all’unità ed al gioco di squadra per il bene della tappa mondiale in Sardegna. Ci si chiede dove fosse la loro sponda quando la Sardegna ha rischiato in più occasioni di venire cancellata dal calendario del Mondiale Rally e la Gallura lottava da sola per mantenere quello che ormai era diventato un punto di riferimento mondiale. Così come stride la costante necessità di snocciolare numeri, presenze, indotto, ripercussioni economiche dell’edizione 2014, quasi a dover giustificare ad ogni costo la scelta dello scorso anno; attività che scuderie, piloti e fans delle Rally Mondiale hanno sempre fatto naturalmente quando la tappa si svolgeva in gallura. Senza nulla togliere alla bellezza ed alla capacità organizzativa della Riviera del corallo, non si può comunque riconoscere che quella non è la sua sede naturale; sarebbe come traslocare la “Grande Vela” dalle acque di Cagliari a quelle della Costa Verde o di Capo Bellavista. La Regione ha il dovere di intervenire prontamente per riportare il Rally nella sua culla natale".

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