Thursday, 22 January 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 22 January 2026 alle 10:30
Golfo Aranci. Una cinghiala avvistata mentre si aggira con un laccio stretto attorno al collo, segno inequivocabile di una trappola da bracconaggio, e un altro animale rinvenuto morto nella stessa area. È quanto segnalano alcuni residenti della zona di Sos Aranzos, territorio sottoposto a stringenti vincoli ambientali dove l’attività venatoria risulta vietata.
Le immagini e i video forniti dai cittadini mostrano l’animale ferito muoversi tra terreni, aree verdi e proprietà private, nonostante le evidenti difficoltà provocate dal laccio. Una pratica crudele e illegale che non ha nulla a che vedere con la caccia regolamentata, ma che rientra a pieno titolo nelle fattispecie di bracconaggio, severamente vietate dalla normativa nazionale e regionale.
Nella stessa zona sarebbe stato inoltre rinvenuto un altro animale morto, circostanza che accresce la preoccupazione dei residenti per la possibile presenza di trappole illegali, posizionate presumibilmente nelle ore notturne. Una situazione che rappresenta non solo un grave danno per la fauna selvatica, ma anche un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica, considerata la presenza di abitazioni, famiglie, bambini e animali domestici.
Sos Aranzos rientra infatti in un’area classificata come zona H di protezione ambientale, con ulteriori limitazioni legate alla vicinanza di aree tutelate. In contesti di questo tipo qualsiasi attività venatoria è vietata, così come l’uso di lacci, cappi e trappole, strumenti la cui produzione, vendita, detenzione e utilizzo sono proibiti dalla legge. Le uniche eccezioni previste riguardano utilizzi a fini scientifici, autorizzati formalmente dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente e riservati a soggetti istituzionali. "Qui vivono molte persone tutto l’anno e non è raro incontrare cinghiali che si avvicinano alle abitazioni, soprattutto la sera. Vedere un animale con un laccio al collo è scioccante, ma fa anche paura pensare che quelle trappole possano rappresentare un pericolo per chi passeggia, per i bambini o per i cani", raccontano alcuni residenti.
La situazione assume particolare rilevanza anche alla luce del fatto che la giornata di domani rientra tra quelle consentite dal calendario venatorio regionale, che per il cinghiale prevede la chiusura della stagione il 29 gennaio 2026. Un elemento che contribuisce ad aumentare l’attenzione dei residenti, soprattutto per la presenza di cani utilizzati per la caccia che talvolta si muovono all’interno delle proprietà private, con il rischio di spaventare gatti, ricci e altri animali, oltre a creare apprensione tra le famiglie con bambini.
I cittadini tengono a precisare che la loro richiesta non è rivolta contro la caccia legale, svolta nel rispetto delle regole, ma punta a ottenere maggiore correttezza e attenzione da parte di tutti. In particolare, viene chiesta una più forte opera di sensibilizzazione da parte dei capocaccia, affinché vengano effettuati maggiori controlli e prevenuti comportamenti illegali che nulla hanno a che vedere con l’attività venatoria autorizzata.
L’auspicio è che le segnalazioni portino a verifiche puntuali da parte degli enti preposti e a un rafforzamento dei controlli sul territorio, per evitare il ripetersi di episodi riconducibili al bracconaggio e garantire la tutela di un’area fragile e sensibile come Sos Aranzos, nel rispetto della fauna, dell’ambiente e della sicurezza dei residenti.
22 January 2026
22 January 2026
21 January 2026
21 January 2026
21 January 2026
21 January 2026
21 January 2026
20 January 2026
20 January 2026
20 January 2026
20 January 2026