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Sardegna, Scuola sotto commissariamento: la CGIL lancia l’allarme

Sardegna, Scuola sotto commissariamento: la CGIL lancia l’allarme
Sardegna, Scuola sotto commissariamento: la CGIL lancia l’allarme
Olbia.it

Pubblicato il 14 January 2026 alle 18:38

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Olbia. "Una decisione gravissima, che calpesta l’autonomia regionale e ignora deliberatamente le specificità sociali, demografiche e geografiche dell’Isola e in particolare della Gallura e del Nord-Est della Sardegna". Con queste parole la CGIL Gallura e la FLC CGIL di Olbia-Tempio intervengono duramente contro la scelta del Governo di commissariare la Regione Sardegna per il mancato rispetto dei parametri imposti sui piani di dimensionamento scolastico.

Secondo il sindacato, i cosiddetti “parametri” si sono già tradotti, nei territori, in "tagli pesantissimi, che il Governo e il Ministero continuano a chiamare ipocritamente “riorganizzazioni”, ma che in realtà sono soppressioni di autonomie, perdita di servizi e impoverimento dei territori".

Nel 2024, ricordano CGIL e FLC CGIL, questi tagli "hanno colpito duramente la Gallura con la scellerata soppressione del Liceo Artistico “De André” di Tempio Pausania", accorpato al Liceo Dettori. Una scelta che ha dato vita a "un mostro amministrativo, il cosiddetto “Dettori-De André”, una struttura spezzata su due città, difficile da governare e incapace di rispondere in modo adeguato ai bisogni degli studenti e del territorio".

Analoga sorte è toccata ad altri presidi scolastici ritenuti strategici per l’equilibrio della Gallura interna: "Lo stesso anno si è consumato l’accorpamento degli istituti di Budoni con San Teodoro e Monti con Oschiri", territori fondamentali anche alla luce del completamento della nuova infrastruttura Olbia-Sassari.

Nel 2025, prosegue il comunicato, "è arrivata un’altra scelta inaccettabile: la soppressione dell’autonomia scolastica di Aggius", un colpo che "colpisce al cuore l’Alta Gallura, un’area già duramente segnata dallo spopolamento e dalla progressiva sottrazione dei presidi dello Stato, a partire dalla scuola e dalla sanità".

La CGIL respinge inoltre le rassicurazioni secondo cui "i plessi non vengono chiusi". Per il sindacato, "la verità è che i tagli agli organici ATA e ai collaboratori scolastici, previsti già per l’anno scolastico 2026/27, incideranno direttamente sulla possibilità concreta di tenere aperti i piccoli plessi nei territori periferici", costringendo studenti e famiglie verso istituti sempre più grandi, lontani dalle proprie abitazioni e di fatto ingestibili.

Da qui la domanda che la CGIL pone con forza: "È il dimensionamento che produce lo spopolamento o lo spopolamento che viene usato come alibi per giustificare il dimensionamento?". Una spirale pericolosa che porta a una sola certezza: "Una comunità privata dei servizi essenziali, a partire dalla scuola, è una comunità destinata all’abbandono, soprattutto da parte delle famiglie giovani e dei lavoratori".

Il quadro è definito "drammaticamente evidente nel Nord-Est della Sardegna", dove alla crescita demografica di Olbia "corrisponde un’emergenza abitativa che il capoluogo da solo non riesce più a sostenere". Comuni come Monti, Loiri Porto San Paolo, Padru e Oschiri crescono anche grazie alla Olbia-Sassari, che rende possibile vivere a decine di chilometri dal capoluogo. Ma, avverte il sindacato, "questo riequilibrio territoriale è possibile solo se quei comuni sono messi in condizione di offrire servizi, e la scuola è il primo di questi".

«Tagliare le autonomie, ridurre gli organici, svuotare gli istituti – conclude la CGIL – significa condannare questi territori a diventare nuove periferie senza futuro».

Per questo la CGIL di Olbia-Tempio e la FLC CGIL di Olbia-Tempio «respingono e mettono in discussione la logica dei tagli» e chiedono alla Regione Sardegna «di non procedere a ulteriori soppressioni», invitandola «a resistere al commissariamento e a coordinarsi con le altre Regioni commissariate".