Friday, 27 February 2026
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Pubblicato il 27 February 2026 alle 07:00
Olbia. Dopo la presentazione fatta dall'assessore regionale agli Enti Locali, Francesco Spanedda, le linee guida per i PUL (Piano utilizzo dei litorali) sono approdate in giunta per l'approvazione: solo da qualche giorno sono scaricabili e, ora che i documenti sono consultabili, si può dire che le considerazioni fatte dal segretario ITB, Francesco Gambella, erano esatte. Le nuove linee guida predisposte dalla Regione Sardegna, oltre a regolare come vanno fatti i PUL, prevedono tutta una serie di limiti molto stringenti. Limiti che possono essere visti in maniera diversa a seconda della propria "bandiera". Da una parte si potrebbe dire che sono delle linee guida fortemente "ambientaliste", dall'altra si potrebbe dire che potrebbero mettere in difficoltà un intero comparto. Ma cosa prevede esattamente questo documento?
Per farla molto breve e andare subito al sodo, le linee guida regionali per i Piani di ulitizzo dei litorali prevedono una fortissima limitazione delle concessioni balneari negli arenili. Tutti gli arenili, nessuno escluso: da quelli perirubani a quelli "incontaminati". Il limite più stringente è quello del 10% di superficie occupata per i litorali integri, mentre il più "generoso" è quello del 30% di superficie occupabile per i litorali urbani lunghi tra i 500 e i 2000 metri.
Dopo decenni di concessioni rilasciate senza badare troppo a come e quanto si occupa la spiaggia, si apre una stagione completamente opposta in cui a regnare sarà l'80% di spiaggia libera. Le concessioni balneari, però, non avranno solo un limite di occupazione, ma anche altri paletti. Per esempio, non vedremo più le concessioni una accanto all'altra. Tra un concessionario e l'altro dovranno esserci almeno 50 metri di distanza.
Le linee guida regolamentano anche le tipologie di concessione e i servizi che possono offrire: per esempio, la concessione demaniale ombreggio (CDO) può offrire passerelle, sdraio e ombrelloni, ma non prevede la presenza di docce e servizi igienici.
I bagni e le docce sono da sempre uno dei punti critici delle spiagge sarde e le linee guida spendono un paragrafo su questo tema, che riportiamo integralmente:
Con riferimento ai servizi igienici di primaria importanza per tutelare l’igiene e la salute pubblica nei litorali, in ragione del carico antropico presente nella stagione estiva, il comune dovrà prevedere che nei litorali ad alta domanda turistica nei quali sono localizzate aree assentibili, i servizi igienici siano garantiti.
Le aree su cui localizzare i servizi igienici (bagni e docce), saranno individuate, in sede di predisposizione del PUL e preferibilmente in prossimità di infrastrutture a rete cui i servizi possano essere allacciati o, in mancanza, in punti raggiungibili da mezzi per lo spurgo dei serbatoi dei reflui. Le concessioni per chiosco bar o punti di ristoro, qualora non siano presenti opere di urbanizzazione a rete, dovranno sempre essere dotati di bagni di uso pubblico con serbatoi a tenuta stagna per le acque nere e serbatoi per approvvigionamento idrico.
Ove previsto dal PUL, e secondo le indicazioni dello stesso, potranno essere programmati, in areali appositamente individuati, servizi igienici pubblici.
La localizzazione di tali servizi deve essere ricercata prioritariamente in ambiti esterni al demanio statale. Qualora la spiaggia appartenga alla categoria “urbana” o “periurbana”, e non vi sia l’opportunità di localizzazioni esterne al demanio marittimo, potranno ipotizzarsi localizzazioni all’interno dello stesso purché in posizione prossima ai sottoservizi.
Il ruolo delle amministrazioni comunali per la realizzazione dei servizi igienici sarà fondamentale, visto che le concessioni demaniali saranno presumibilmente in numero inferiore rispetto alla situazione attuale, mentre è prevedibile l'aumento dei fruitori (a meno che non venga previsto il numero chiuso per contenere la pressione antropica).
Gli altri limiti riguardano i materiali che possono essere usati per le opere: meglio i materiali naturali come legno per le passerelle, tessuti per le opere di ombreggio, metallo e legno per le strutture. Non solo: i PUL dovranno anche normare i colori che i concessionari potranno usare. L'altra novità rilevante è che i Comuni, tramite i PUL, potranno normare anche le concessioni demaniali a mare quali campi boe e pontili galleggianti.
Se avete un deja-vu non vi sbagliate: molti di questi temi li abbiamo già affrontati parlando del PUL del Comune di Olbia.
Le linee guida regionali per i PUL sono certamente un passo in avanti rispetto al relativo far west dei decenni precedenti, rimane però il dubbio sulle conseguenze che alcuni limiti avranno sul settore balneare. Per vedere queste conseguenze, bisognerà aspettare le gare o, in alternativa, aspettare le eventuali offerte di acquisto rivolte alle piccole aziende locali da parte di grossi gruppi.
(Foto di copertina elaborata con l'Intelligenza artificiale)
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