Thursday, 26 February 2026
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Pubblicato il 26 February 2026 alle 07:00
Olbia. Non è frequente che un sedicenne venga chiamato a rappresentare una realtà culturale strutturata in una sede istituzionale di primo piano. Eppure è accaduto, e la storia merita di essere raccontata con la giusta attenzione.
Salvatore Caligaris, studente olbiese di sedici anni, era tra i presenti alla conferenza stampa di presentazione di "Italy as the Romans did" , svoltasi presso la Sala dell'Istituto di Santa Maria in Acquiro, all'interno del Senato della Repubblica. Un contesto di assoluto rilievo istituzionale, che ha riunito professionisti, accademici e figure del mondo culturale e giornalistico attorno a un progetto di divulgazione digitale dedicato al patrimonio storico e identitario italiano.
Il sito web italyastheromansdid.it, promosso dal giornalista Davide Sarsini, nasce con un obiettivo preciso: raccontare l'Italia attraverso le radici della civiltà romana, costruendo un percorso narrativo digitale capace di raggiungere un pubblico internazionale. Non semplice informazione, ma una visione culturale che mette insieme storia, tecnologia e narrazione contemporanea per restituire al mondo la profondità di un Paese che porta il passato inciso nel presente.
In questo contesto, Caligaris ha partecipato in rappresentanza del CLE e Hub Letteratura, selezionato dalla curatrice d'arte e progettista culturale Daniela Cittadini, che ha riposto in lui una fiducia significativa e non convenzionale. Una scelta che dice molto, sia sulla qualità culturale del giovane olbiese, sia sulla visione di chi ha voluto includere una voce generazionale autentica all'interno di un tavolo di lavoro adulto e qualificato.
foto @danielacittadini e @salvatorecaligaris
Ciò che colpisce, nel profilo di Salvatore Caligaris non è soltanto la giovane età, ma la maturità con cui ha saputo abitare uno spazio di quella portata: con ascolto, discernimento e la capacità di restituire l'esperienza vissuta con una lucidità che va ben oltre l'anagrafe. Qualità rare, che trovano in occasioni come questa il terreno ideale per consolidarsi e crescere.
Perché il valore di aprire spazi culturali reali alle nuove generazioni non è solo simbolico: è una scelta politica e civile, che investe sul futuro con strumenti concreti. E storie come quella di Salvatore Caligaris ne sono la dimostrazione più eloquente.
Salvatore, come si è trovato a rappresentare il CLE e Hub Letteratura in una sede istituzionale come il Senato della Repubblica?
"È stato grazie alla fiducia di Daniela Cittadini, che mi ha scelto per questo ruolo. Un gesto che ho vissuto prima di tutto sul piano umano, ancora prima che su quello simbolico. Non è scontato, alla mia età, essere chiamato a partecipare a qualcosa di questa portata".
Quale impressione ha avuto entrando nell'Istituto di Santa Maria in Acquiro?
"La percezione immediata è stata quella del peso della storia. Quegli spazi comunicano qualcosa di tangibile, che si avverte fin dai primi momenti. All'inizio ero emozionato, forse anche intimidito dalla presenza di professionisti con anni di esperienza alle spalle. Con il tempo, però, quella tensione si è trasformata in curiosità genuina e nella volontà di comprendere davvero ciò che stava prendendo forma".
Può descrivere il progetto "Italy as the Romans did" e cosa l'ha colpita maggiormente?
"È un progetto culturale digitale che intende raccontare l'Italia attraverso le radici della civiltà romana: un percorso narrativo pensato per un pubblico internazionale, che unisce storia, tecnologia e divulgazione. Ciò che mi ha colpito è la visione che lo anima: non limitarsi a informare, ma narrare, mostrare come Roma continui a vivere nei territori, nelle città, nell'identità del Paese. Cultura e strumenti contemporanei al servizio di una lettura profonda del passato".
Cosa l'ha sorpresa di più osservando il lavoro dietro un progetto di questa natura?
"La quantità di lavoro invisibile che sostiene ogni iniziativa culturale seria. Chi vede il risultato finale difficilmente immagina la complessità del processo: le competenze diverse che devono dialogare, la cura dei dettagli, la collaborazione tra ambiti istituzionali, accademici e giornalistici. Osservare tutto questo dall'interno è stata una lezione che nessun contesto scolastico avrebbe potuto offrirmi con la stessa intensità".
Cosa porta con sé da questa esperienza?
"Gratitudine, innanzitutto. E una consapevolezza nuova: che il dialogo tra generazioni e competenze diverse non è solo possibile, ma necessario. Tornare a casa con uno sguardo diverso su ciò che mi circonda è il risultato più prezioso che potessi ricavare da una giornata come questa".
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