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Da Luras, il museo Galluras giunge negli States a Chicago

Storia, tradizione, comunità e cura tra i temi presentati al College Art Association

Da Luras, il museo Galluras giunge negli States a Chicago
Da Luras, il museo Galluras giunge negli States a Chicago
Barbara Curreli

Pubblicato il 24 February 2026 alle 20:00

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Museo. Luras con il museo Galluras negli Stati Uniti al College Art Association a Chicago. Titolo della ricerca presentata dalla ricercatrice Lara Corona: Strategie curatoriali e legami con la comunità nel museo Galluras.

Il Museo Galluras, diretto e fondato da Pier Giacomo Pala, si configura come uno spazio in cui la figura della donna non è relegata a uno sfondo silenzioso della storia domestica, ma viene posta in primo piano come soggetto centrale della memoria e della conoscenza. Attraverso la ricostruzione immersiva di una casa tradizionale gallurese, il museo mette in evidenza i diversi ruoli femminili che accompagnano le fasi fondamentali dell’esistenza: la nascita, la vita familiare, il lavoro quotidiano, la cura, la malattia e la morte.

La donna emerge come nodo vitale di continuità tra generazioni, depositaria di saperi incarnati e di pratiche relazionali che strutturano la vita comunitaria. In questo contesto, presentato negli States, la figura della Femina Agabbadora non è presentata in chiave folkloristica o spettacolarizzata, ma come parte di una rete storica di cura e responsabilità etica legata al fine vita. La sua rappresentazione invita a comprendere la cura non come gesto puramente gentile o rassicurante, ma come pratica talvolta dolorosa, ambivalente ed eticamente complessa.

Il museo non offre una soluzione definitiva alla tensione morale implicita in questa figura, ma crea uno spazio in cui è possibile sostare in quella complessità, riconoscendone le stratificazioni storiche e relazionali senza ridurle a narrazioni semplificate.
Elemento centrale della curatorialità del Museo Galluras è la sinergia tra la ricerca attenta di Pala e la collaborazione attiva con la comunità locale, in particolare con le donne e gli anziani, i cui racconti orali costituiscono l’ossatura narrativa dell’esposizione.

Il museo si configura così come uno spazio condiviso in cui la conoscenza non fluisce verticalmente dall’alto verso il basso, come in un tempio sacro, ma circola in modo orizzontale tra museo, collezione e comunità. I musei, in questa prospettiva, sono fatti dalle persone e per le persone: senza questa rete di relazioni, resterebbero semplici accumuli di oggetti.