Saturday, 28 February 2026

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Cronaca, Nera

Olbia, l’avvocato risponde alle versioni riportate su alcuni quodiani sul “tentato furto”

Ecco la versione dei fatti condivisa dal diretto interessato

Olbia, l’avvocato risponde alle versioni riportate su alcuni quodiani sul “tentato furto”
Olbia, l’avvocato risponde alle versioni riportate su alcuni quodiani sul “tentato furto”
Barbara Curreli

Pubblicato il 28 February 2026 alle 08:00

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Olbia. Un utilizzo improprio di un portafoglio smarrito con carte e documenti finisce per diventare un incontro violento secondo quanto raccontato su alcune testate, la persona coinvolta e amareggiata da questa notizia ha deciso di raccontare come sono andate realmente le cose riportando la sua versione dei fatti.

Queste le parole condivise dall'avvocato che ha inviato una lettera firmata in redazione. "Sto sentendo delle versioni, ad iniziare da quelle scritte, che parlano di rissa e pestaggio da parte mia nei confronti del ladro. Non è assolutamente vero. Se fosse possibile vorrei chiarire la mia situazione: io avevo lasciato distrattamente il portafoglio sul tetto della macchina ed è caduto, mi sono reso conto di non averlo con me quando ho iniziato a sentire notifiche di utilizzo e prelievo presso l'ATM in piazza Regina Margherita.

Ho deciso dunque di seguire le tracce dell'utilizzo del bancomat e in corso Umberto ho trovato tre giovani che ho cercato di acchiappare, ma senza volere essere violento, volevo riprendere quanto di mia proprietà, ho trattenuto uno dei tre fino all'arrivo delle forze dell'ordine".

Inizia così una vicenda che è dunque ben lontana da quanto riportato sui quotidiani, non c'è stato nessun furto e nessuna rissa,dopo la premessa ecco la lettera condivisa:"con riferimento all’articolo pubblicato da diversi quotidiani e a mezzo web in data 23.02.2026 relativo a una presunta “rissa” avvenuta in città, desidero fornire alcune precisazioni affinché i fatti vengano rappresentati in modo completo e corretto.

Nella circostanza indicata sono io la vittima.Il mio intervento è stato esclusivamente finalizzato a tentare di recuperare quanto mi era stato sottratto e a trattenere i responsabili in attesa dell’arrivo delle Forze dell’Ordine. Non vi è stata alcuna volontà punitiva né tantomeno aggressiva da parte mia.

La situazione è degenerata in pochi istanti, in un contesto di forte concitazione. Respingo pertanto con fermezza ogni ricostruzione che lasci intendere un mio comportamento assimilabile a un “pestaggio” o a un atto di giustizia privata.

Sono un professionista, da anni impegnato nel mio lavoro e nella mia famiglia, profondamente legato alla nostra città. Il mio unico intento, in quel frangente, è stato reagire a un’ingiustizia subita, come può accadere a qualunque cittadino che si trovi improvvisamente vittima di un reato.

Ritengo importante che il dibattito pubblico sui temi della sicurezza rimanga serio ed equilibrato, evitando semplificazioni o rappresentazioni che possano distorcere la realtà dei fatti". 
Lettera firmata avv.to Alessandro Simone Lupacciolu