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Evasione Nuoro, sindacalista Caputo: "Occorre una riforma della Polizia penitenziaria"

Le dichiarazioni di Daniela Caputo, Segretario Nazionale del Sindacato dei Dirigenti del Corpo di Polizia Penitenziaria

Evasione Nuoro, sindacalista Caputo:
Evasione Nuoro, sindacalista Caputo:
Olbia.it

Pubblicato il 03 March 2023 alle 09:40

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Nuoro. Si torna a parlare dell'evasione in vecchio stile avvenuta nel pomeriggio di venerdi 24 febbraio presso il carcere di Nuoro, Badu 'e Carros. Dal giorno il boss ha fatto perdere le sue tracce e di conseguenza si è discusso molto sulla sicurezza e il lavoro degli agenti di polizia. Daniela Caputo, Segretario Nazionale del Sindacato dei Dirigenti del Corpo di Polizia Penitenziaria ha così dichiarato: “Come primo sindacato dei funzionari e dei dirigenti di Polizia Penitenziaria non possiamo che prendere atto della volontà del Dap di avvicendamento temporaneo del comandante del carcere di Nuoro dopo l’evasione del pericoloso detenuto. Ma se realmente il Dap vuole cambiare le cose deve colpire più in alto!” 

“Per dimostrare che non è uno slogan pubblicitario, ma la reale volontà di cambiare più che il comandante, il Dap deve rimuovere il direttore, responsabile ultimo dell’istituto, che ha disposto l’apertura delle celle dei detenuti Alta Sicurezza, deve colpire il vertice provinciale, che non ha preso nessun provvedimento negli anni passati quando erano state segnalate le enormi criticità strutturali e organiche che hanno poi causato l’evasione dei giorni scorsi!”

Continua la sindacalista: “L’Amministrazione Penitenziaria deve smetterla di far finta di niente e di sacrificare sempre l’anello debole, perché la legge è chiara: il comandante di reparto è una figura totalmente priva di alcuna effettiva capacità gestionale, il regolamento di servizio vigente gli attribuisce un semplice potere di proposta nei confronti del Direttore, che è il vero responsabile ultimo della sicurezza,” dichiara la leader dei dirigenti.

“Se non si cambia rotta, non si modifica la normativa vecchia di più di venti anni, che non riconosce neanche il dirigente del Corpo, non si valorizza questa figura e non si svincola la Polizia penitenziaria da una amministrazione civile, che dovrà e potrà dedicarsi solo alla gestione dei detenuti, purtroppo si continuerà a scaricare le responsabilità di poteri gestionali altrui al comandante” denuncia Caputo.

“E questo sistema di scarica barile determina demotivazione e disaffezione tra i dirigenti della Polizia Penitenziaria e tra i loro reparti. Siamo certi delle eccellenti capacità del funzionario individuato, ma dopo i tre mesi che succederà ? “ si domanda Caputo. “Occorre una riforma della Polizia penitenziaria con l’istituzione di un dipartimento che gestisca uomini e donne del Corpo e che dia protocolli operativi, strumenti gestionali e organici ai dirigenti del Corpo, solo così si potrà risollevare un sistema penitenziario fallimentare, che oggi non assolve al suo mandato istituzionale e che vede nei poliziotti le vittime sacrificali delle falle del sistema!” conclude Caputo