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Olbia, Mauro Pili presenta la sua proposta di legge: 1mld alla Sardegna alluvionata

Olbia, Mauro Pili presenta la sua proposta di legge: 1mld alla Sardegna alluvionata
Olbia, Mauro Pili presenta la sua proposta di legge: 1mld alla Sardegna alluvionata
Angela Galiberti

Pubblicato il 19 dicembre 2013 alle 17:18

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Olbia - Un miliardo alla Sardegna alluvionata, Regione e Comuni nominati come commissario straordinario e sub-commissari, deroga senza limiti al patto di stabilità. Sono solo alcune delle proposte contenute nella Proposta di legge numero 1828 ideata dal deputato sardo Mauro Pili e presentata alla Camera dei Deputati il 20 Novembre 2013, ovvero due giorni dopo la tragedia che ha colpito la Sardegna. Questa mattina il deputato Pili, fondatore del movimento Unidos, si è presentato ad Olbia per discutere con la stampa proprio di questa proposta di legge. Accanto a Pili era presente Tonino Pizzadili, coordinatore provinciale di Unidos. "Se venisse approvata questa proposta di legge - ha detto Mauro Pili - la Sardegna riceverebbe subito 100'000'000 € per l'immadiata emergenza e un 1 miliardo di euro per i risarcimenti e la ricostruzione. Badate bene che le proposte di legge non vengono pubblicate se non c'è copertura finanziaria. Questo miliardo di euro è coperto da un prelievo una tantum del 2% sulle rendite finanziarie. Perchè, da che mondo e mondo, quando succedono queste catastrofi i soldi vengono presi a chi ha di più per darli ha chi non ha più niente". La proposta di legge 1828, per ora, non è stata discussa. Al contrario della mozione "Sardegna" di Giampiero Scanu che è stata approvata dall'aula all'unanimità. "Le mozioni non si negano a nessuno - ha detto Mauro Pili - anche perchè sono solo un indirizzo, non vincolano il Governo a fare qualcosa. Dopo la mozione, bisogna spingere per qualcosa di concreto e questa legge, presentata a poche ore dalla tragedia, è una cosa concreta perchè, se approvata, vincola Stato e Governo". Lo stesso Stato che, nella finanziaria, non è stato poi così generosono con la Sardegna. Anzi, tutto il contrario. A cominciare dai fondi promessi da tutti i politici atterrati in Sardegna subito dopo il 18 Novembre. "Con la finanziaria non hanno messo a disposizione niente, hanno provato a togliere i fondi programmati per altre emergenze - ha detto Mauro Pili - senza aggiungere nessuna altra cifra". La beffa di cui parla l'onorevole Pili è contenuta nell'articolo 70 del disegno di legge 1865 (Legge di stabilità o finanziaria). Il testo approvato dal Senato, infatti, è stato pesantemente modificato dalla seconda lettura in Commissione Bilancio. Per la Sardegna, in realtà, non è cambiato molto: nell'articolo 70 si fa sempre riferimento alla delibera CIPE che assegna circa 26 milioni di euro a 17 pregresse criticità come, ad esempio, la mitigazione del rischio idraulico nel bacino del rio Posada a valle della diga di Is Maccheronis (3 milioni di euro), il primo lotto della sistemazione idraulica del rio San Girolamo a Capoterra (6 milioni), per la sistemazione idraulica nel bacino del fiume Cedrino (tre milioni di euro). La beffa non sta solo nel dove prendono i fondi, ma anche in come lo dicono. Basta leggere con attenzione le parole dell articolo 70 con le quali indicano tali risorse: "a tal fine possono essere utilizzate". Possono e non devono: in pratica è come se non ci fossero, a meno che non si decida di togliere questi fondi a progetti già in itinere. E la famosa deroga al patto di stabilità? Non c'è nemmeno quella. C'è una "deroghina" nell'articolo 71, ma limitatamente alla delibera CIPE numero 8/2012, quella dei 26 milioni di euro già assegnati a Capoterra e company. La Regione Sardegna, dunque, può sforare il patto di stabilità, ma solo se usa quei 26 milioni. E i Comuni? Loro possono derogare col patto verticale di 1 miliardo su base nazionale: in Sardegna questo significa 15 milioni di euro (da dividere su tutti i comuni colpiti, ovviamente). All'articolo 72 vi è un'altra sorpresina per la Sardegna e la sua autonomia. Nella prima versione, l'articolo 72 dava la possibilità al Commissario straordinario di avvalersi di Anas spa per il ripristino delle strade. Adesso, con la modifica in seconda lettura in commissione bilancio, l'articolo 72 assegna al presidente dell'Anas i poteri per ripristinare la viabilità nlle strade statali e provinciali interrotte o danneggiate. Ma non è tutto. Tornando all'articolo 70, il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una modifica che dice, in sostanza, che i fondi per la ricostruzione saranno vincolati allo spostamento degli edifici su aree non a rischio. Secondo Pili questa è pura utopia.

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