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Olbia, l'accusa della FSI USAE: elisoccorso non funziona, in Gallura solo un'auto medica

Olbia, l'accusa della FSI USAE: elisoccorso non funziona, in Gallura solo un'auto medica
Olbia, l'accusa della FSI USAE: elisoccorso non funziona, in Gallura solo un'auto medica
Olbia.it

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 13:47

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Olbia, 12 settembre 2018 - La sanità sarda si conferma terreno di scontro non solo politico, ma anche sindacale: nel mezzo, la vita dei pazienti e di tutti coloro che per un motivo o per un altro hanno bisogno dell'intervento dei sanitari in circostanze particolari.

A tornare a parlare di questi temi è il sindacato FSI USAE che, questa volta, scende in campo per tutelare il personale infermieristico e medico delle Centrali operative del 118 e per criticare, ancora una volta, il servizio dell'elisoccorso analizzando uno degli ultimi episodi avvenuti in Gallura: quello del 29 agosto scorso nella strada che collega Olbia a Telti in cui due auto si sono scontrate a causa del malore di uno dei conducenti, morto poi sul posto.

Da tempo il sindacato FSI USAE denuncia le presunte problematiche dell'elisoccorso e sull'incidente di Putzolu scrive quanto segue: "L'articolo apparso sul giornale seguito dal servizio su Videolina, con tanto di intervista al Direttore Generale dell’AREUS Lenzotti, ci ha lasciato interdetti. In un incidente stradale, tra l'altro nel quale erano già prontamente presenti i mezzi di soccorso, i vigili del fuoco e la polizia locale, viene inviato l'elicottero di Olbia, che al momento si trovava a Sassari col personale sanitario impegnato ad accompagnare un paziente critico in ospedale. L'elicottero chiede ed ottiene dalla Centrale le coordinate geografiche, di difficile reperimento in quanto in zona priva di riferimenti esatti e quindi approssimative. L'elicottero sorvola il luogo dell'incidente a bassa quota, come riferito dagli astanti, ma pur trattandosi di un'area libera e visibile non vede le due ambulanze, il camion dei vigili del fuoco, la macchina della polizia locale, il personale a terra, i veicoli incidentati e la coda del traffico. La Centrale Operativa allora chiede ai soccorritori sul posto di fornire delle coordinate più esatte e fa accendere un fumogeno per palesare meglio il luogo, ma l'elicottero comunica che le coordinate non sono esatte e se ne torna in aeroporto perché ha esaurito il carburante. Nel frattempo intanto la Centrale ha già inviato sul posto l'automedica, che era impegnata in un altro intervento e che in pochi minuti raggiunge il luogo dell'incidente… senza coordinate. Caro dottor Lenzotti e di conseguenza chi lo ha nominato: Le costa così tanta fatica ammettere che il servizio di elisoccorso non è perfetto come vorreste far credere alla gente?".

Facendo riferimento a questo episodio, il sindacato critica aspramente le scelte della Regione sardegna.

"Già da tempo con un comunicato stampa avevamo evidenziato il nostro disappunto verso questo servizio; avevamo parlato di incomprensibili e irrazionali criteri di selezione del personale, di inadeguatezza delle strutture accessorie per consentire un funzionamento ottimale di un servizio che costa dieci milioni di euro all'anno. Ovviamente l'assessore attuale, come sua abitudine più volte dimostrata, ha continuato a testa bassa per la sua strada, noncurante di qualsivoglia appunto che non fosse in linea con il suo modus operandi, ed il servizio è comunque partito con enormi carenze che puntualmente vengono oscurate, a favore delle più esaltanti e poetiche immagini di eroi dell'aria che scendono dal cielo come angeli salvando vite umane a frotte", continua il sindacato FSI USAE.

"Abbiamo tre Ferrari, è vero, ma non abbiamo i piloti per vincere le gare, abbiamo soltanto strade bianche su cui farle gareggiare, non abbiamo meccanici sufficienti per i pit stop. Tutti gli episodi riportati sui giornali evidenziano che le carenze ci sono e sono gravissime. Iniziamo dai piloti, ad esempio, che pur essendo estremamente capaci e professionali non conoscono il territorio e sono abituati a volare nel nord Italia, laddove i servizi esistono, funzionano bene e consentono a dei gioielli come quelli forniti dall'Airgreen di operare in maniera ottimale. Qui da noi non sono in grado di volare se non hanno prima le coordinate geografiche - continua il sindacato - Il personale sanitario: insufficiente e privo di preparazione pratica per operare nell’emergenza territoriale, se si fa eccezione per i pochi che già facevano elisoccorso negli anni addietro; la maggior parte di loro è composta da medici ed infermieri tecnicamente preparatissimi ma abituati ad operare dentro gli ospedali e non fuori; la loro formazione extraospedaliera si è limitata ad un corso di cinque giorni ed a qualche turno di affiancamento in Lombardia; la loro carente formazione sul soccorso nel territorio è tangibile e non sempre sono padroni dei protocolli operativi, delle comunicazioni e delle strategie di intervento; inoltre, essendo ancora pochi, sono sottoposti a turni di lavoro non in linea con le normative: non dimentichiamo che il servizio in elicottero si svolge durante i loro turni di riposo e di conseguenza sforano non di poco il limite delle 48 ore settimanali imposte dal DPR 66/2003. Sul personale del soccorso alpino non entriamo nel merito, trattandosi a quanto pare di “volontariato" per quanto esista una convenzione tra CNAS e Regione. Su tutto questo avremmo anche evitato di pronunciarci, lasciando alle due fazioni la prerogativa di esprimersi come meglio credono, se il tema non avesse toccato le Centrali Operative e chi ci lavora".

La critica di FSI USAE è netta: "Come mai cose del genere non sono mai accadute in diciotto anni di servizio di elisoccorso con i Vigili del Fuoco? Glielo diciamo noi: sul Drago c'era personale del 118 e soprattutto piloti abituati ad operare nel soccorso nonché un copilota ed un tecnico di volo esperti nel SAR e due Vigili del Fuoco SAF di esperienza e professionalità inaudite! In diciotto anni hanno recuperato e soccorso decine di persone ferite e disperse nella boscaglia in ogni condizione metereologica e, udite udite, senza le coordinate date dalla Centrale. Semplice esperienza e professionalità, per la modica cifra di 150.000 euro all'anno".

E ancora: "Inoltre, dottor Lenzotti, vorremmo chiederle a che titolo interviene criticamente sulla Centrale Operativa, visto che la sua azienda ha attualmente una decina di dipendenti (i tre direttori e qualche altro) e sta andando avanti con personale in comando da ATS, e la Centrale Operativa non rientra nella sua giurisdizione, visto che appartiene ancora ad ATS e che AREUS, a distanza di otto mesi dalla nascita, non abbia ancora un atto aziendale. Visto che comunque, a ragione o a torto, interviene sull'operato della Centrale, lei è in grado di dirci se gli operatori di Centrale hanno una formazione professionale specifica per poter ottenere e comunicare delle coordinate ufficiali? Anche qua rispondiamo noi: no. Anzi… non solo non hanno mai frequentato un corso specifico abilitante ma neanche lo prevedono i protocolli di Centrale! Esiste un “protocollo" di attivazione dell’elisoccorso, nel quale si dice che “La Centrale comunica le coordinate” ma non specifica chi debba reperirle".

Infine, la stoccata sulla Gallura che, secondo la FSI USAE avrebbe una sola auto medica: "Si chieda infine per quale motivo è stato fatto partire un servizio da dieci e lode come l'elisoccorso, senza prima consolidare una rete di soccorso più adeguata a terra e nel territorio, visto che l'intera Gallura e non solo è stata lasciata con una sola auto medica e non avete neanche fatto partire le autoinfermieristiche perché volevate risparmiare (su tutto ma non sull"elisoccorso)! Si chieda come mai, vista la simbiosi con l’AREU Lombardia, come mai non è stato programmato un piano adeguato di formazione per il personale di base per migliorare la qualità del sistema, al pari dei soccorritori lombardi, mentre invece si è provveduto a diminuire il compenso per gli istruttori specializzati della Centrale, che negli anni hanno formato centinaia di soccorritori, di fatto tagliando la testa ad un centro di formazione già ben rodato, affiatato e qualificato".

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