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Olbia, celebriamo la poesia: ritratto della poetessa Marella Giovannelli

La nascita e la storia della vocazione poetica della celebre autrice olbiese

Olbia, celebriamo la poesia: ritratto della poetessa Marella Giovannelli
Olbia, celebriamo la poesia: ritratto della poetessa Marella Giovannelli
Camilla Pisani

Pubblicato il 25 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. La sensibilità poetica è un dono innato: se la metrica con i suoi ceselli e le sue intricate regole si può imparare, il talento di evocare sensazioni non è un lavoro muscolare; ce l’hai oppure no. A volte la poesia, però, può nascere stimolata da un esercizio di stile, altre invece può sgorgare spontanea: è proprio quest'ultima l’esperienza poetica di Marella Giovannelli, giornalista, traduttrice, autrice e, appunto, poetessa.

Laureata in Scienze Politiche, traduttrice dal russo in inglese, ha lavorato per le agenzie internazionali che assistevano i profughi ebrei in transito a Roma. Rientrata in Sardegna, ha collaborato con i quotidiani e le emittenti televisive regionali come autrice di documentari, programmi e servizi. Cura rubriche e scrive articoli per web magazines, siti istituzionali e varie testate. Dai primi anni Novanta ad oggi ha pubblicato sei raccolte di poesie (Il mare segreto delle stelle, L'estranea, Mareamore, Equatore celeste, Il giostraio a riposo, L'età del cuore). Un altro suo lavoro editoriale, pubblicato nel 2004, è Porto Rotondo, storia di un'emozione. Nell'estate 2011 ha pubblicato Fotograffiati che raccoglie circa 400 ritratti insoliti di personaggi in vacanza. Nel giugno 2014 è tornata in libreria con il volume storico-fotografico Portorotondo: istanti contemporanei. Nel maggio 2016 ha pubblicato Piccole storie di Olbia dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Un suo saggio, intitolato Vita politica degli Ebrei in Russia dalla fine del 1800 al 1930 (Edizioni Salomone Belforte), è stato stampato nel febbraio 2016. Nel 2018 è stata inclusa dal fotografo Salvatore Ligios nel volume e nella mostra itinerante Sogni meridiani. Facce di sardi / due. Viaggio nella poesia contemporanea che ha coinvolto sessantatre poeti isolani.
A Marella Giovannelli è stato assegnato il Premio Nazionale di Letteratura e Giornalismo Alghero Donna edizione 2018, sezione Poesia. È presente con quindici sue poesie nell'antologia Il profumo rosa degli asfodeli, pubblicata nel marzo 2019, contenente i versi di sei autrici sarde: Maria Giuliana Campanelli, Giuseppina Carta, Marella Giovannelli, Monica Orrù, Lilli Sanna e Fulvia Tolu.

Le poesie della Giovannelli lasciano traccia nello spirito del lettore per la loro profondissima capacità di suscitare suggestioni: sono quadri sinestetici, in cui le intense pennellate rappresentano ognuna una sfumatura dell’animo della poetessa; i versi, mai in rima, restituiscono un’impressione di ritmo che suona quasi musicale, mai troppo serrato né troppo sottotono, delicato ma incalzante.

“La poesia per me è stata una cosa del tutto imprevista, poiché fino al 1990 non avevo mai né letto né composto versi, fin quando un giorno, all’indomani di un grandissimo dolore, ho sperimentato un’emozione positiva, benefica. È quello che io definisco il mio cortocircuito, durante il quale, mentre ero decisamente impegnata in quello che all’epoca era il mio lavoro di autrice TV, ho sentito delle parole galopparmi in testa; questi versi si sono formati, sgorgando con decisione, imponendomi di volta in volta di abbandonare le mie occupazioni per metterli nero su bianco. Essenziali, per il mio esordio nel mondo della poesia, sono state le mie amiche Monica Vitti, Marta Marzotto e Inge Feltrinelli, che mi hanno incoraggiata a continuare a scrivere ed a pubblicare, insieme a Paolo Pillonca e Bachisio Bandinu; da quel momento in poi è cominciata la mia carriera come poetessa, benché la mia produzione sia spesso discontinua e certamente non inquadrabile”.

La grande particolarità della produzione poetica di Marella Giovannelli sta infatti nella sua assoluta assenza di calcolo: come da definizione platonica, la sua è una poesia alata, frutto di una sorta di “invasamento” ad opera delle Muse.

“Le mie poesie arrivano come ospiti inattese, sorprendendomi sempre, già formate e senza che io debba limare i versi in alcun modo. Non ho particolari competenze in materia di ritmi e metri, eppure loro mantengono una metrica precisa; il loro carattere è l’assoluta spontaneità, ma la loro caratteristica è che arrivano invariabilmente in momenti di poca serenità. Probabilmente, se forzassi la mano, potrei fare in modo di comporre anche senza attendere l’arrivo dell’ispirazione, ma per me la poesia è talmente sacra ed importante che mi sentirei di compiere un torto. Comporre versi è stato per me, e continua ad esserlo, un processo catartico, attraverso il quale sono riuscita a guarire da dolori e traumi devastanti, e grazie al quale riesco a sublimare le mie emozioni, quelle positive ma anche quelle negative”.

In questi giorni ricorre anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della diversità linguistica, della comunicazione e della pace.

La celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia rappresenta “l’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni”, spiega Giovanni Puglisi, già Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. “Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica”.

Necessario, in occasione di questa celebrazione, menzionare una delle personalità poetiche più celebri e particolari sul territorio olbiese: i versi di Marella Giovannelli, tra pathos e delicata malinconia, segnano le tappe di una vita emotiva di grande intensità, in cui la gioia ed il dolore sono facce complementari di un’unica, splendente medaglia.