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Il 2012 si chiude nella Asl di Olbia con 1.352 nuovi nati

Il 2012 si chiude nella Asl di Olbia con 1.352 nuovi nati
Il 2012 si chiude nella Asl di Olbia con 1.352 nuovi nati
Olbia.it

Pubblicato il 04 gennaio 2013 alle 11:40

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Il 2012 si è chiuso in Gallura con1.352 nuovi nati, contro i 1.422 registrati nel 2011,“un rallentamento che si allinea con l’andamento nazionale e regionale, che viaggia intorno al 10%, anche se a Olbia la contrazione delle nascite risulta mitigata dalla presenza di una popolazione più giovane rispetto al resto dell’Isola”, spiega AntonioRubattu, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Olbia.

Olbia – ospedale Giovanni Paolo II

Nel 2012 nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sono nati 921 bambini (di questi dieci sono i parti gemellari), con una piccolacontrazione delle nascite del 4,4% rispetto all’anno prima, quando i nati sono stati 964. Anche nel corso del 2012 uncentinaio di donne che rischiavano di partorire prima della trentaquattresima settimana sono stateindirizzate verso altre strutture sanitarie che garantiscono, a differenza della struttura olbiese, l’assistenzaneonatologicacon terapia intensiva.

“Con i numeri registrati dalla nostra struttura – spiegaAntonioRubattu direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia– ci avviciniamo a quella soglia identificata dal Ministero della Salute che prevede oltre i mille parti il passaggio ad una struttura dotata di Unità operativa di Neonatologia e Patologia neonatale”, spiega il primario. “Quest’anno assistiamo anche a Olbia ad una contrazione delle nascite vicina al 4,4% legata sicuramente alla crisi, ma anche alla non attivazione delPartoanalgesia, che in questi anni ha costretto numerose donne a migrare verso altri centri. Con la Direzione Aziendale, sensibili a questa esigenze, senza non poche difficoltà, stiamo lavorando per poter garantire anche in Gallura il diritto delle donne di partorire senza dolore”, ha aggiuntoRubattu.

Tempio Pausania – ospedale PaoloDettori

Il reparto di Ostetricia a ginecologia dell’ospedale PaoloDettoriregistra nel 2012un decremento delle nascite superiore al 10%, passando dai362 nati del 2011ai 320 del 2012.

“In questo ultimo anno - spiega il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del PaoloDettori, Franco Careddu abbiamo cercato di garantire alle donne una maggiore libertà nella scelta della tipologia del travaglio e del parto, percorsi (come ad esempio il travaglio in acqua o con l’uso dello sgabello) finalizzati al controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benesserematerno-fetale”.

La Maddalena – ospedale Paolo Merlo

Boom di nascite all’ospedale Paolo Merlo, dove si è passati dai96 del 2011 ai 111 del 2012, con un incremento delle nascite superiore al 15%.

“Abbiamo notato nell’ultimo anno una maggior presenza di donne provenienti dal territorio, come Palau, Santa Teresa, Arzachena”,spiegaSebastianoUscidda, responsabile del reparto di Ostetricia dell’ospedale Paolo Merlo.

I cesarei – la strada per ridurne la percentuale

I reparti di Ostetricia e Ginecologia delle tre strutture sanitarie della Gallura, con il supporto della direzione Aziendale della Asl di Olbia, guidata dal direttore generale Giovanni AntonioFadda, dal direttore amministrativo GiorgioTidoree dal direttore sanitario Maria SerenaFenu, hanno avviato dei percorsi per ridurre la percentuale di parti cesarei effettuati in Gallura.

I tagli cesarei sono passai dai 489 del 2011 ai 469 del 2012: in particolare nel 2012 si registra una riduzione di 3 punti percentuale del numero di cesarei effettuati all’ospedale PaoloDettoridi Tempio Pausania (dove i cesarei sono passati dai 165 del 2011 ai 137 del 2012); e una riduzione di 9 punti percentuali dei cesarei effettuati al Paolo Merlo di LaMaddalenza, dove i cesarei nel 2012 sono stati 47, contro i 49 del 2011.

Sono diversi i percorsi che le strutturegalluresioffrono alle donne, come il“Percorso del bambino Podalico”, che consente il“rivolgimento per manovre esterne” del feto, sistemandolo in posizione cefalica, al fine di evitare il parto cesareo;adOlbia e La Maddalena si segue il percorso del “Travaglio prova - post Cesareo”. “Il pregresso taglio cesareo, pur non essendo di per sé un'indicazione assoluta alla ripetizione del taglio cesareo, rappresenta, la causa più frequente di taglio cesareo; nonostante il grosso impegno che questo comporta per i nostri staff stiamo facendo “travagliare” le donne con un pregresso taglio cesareo; recenti studi hanno dimostrato infatti che nell'oltre il 50% dei casi il parto avviene con successo per via vaginale. Una strada faticosa ma è gratificante quando una donna ti ringrazia per averle dato la possibilità di partorire naturalmente”, concludonoRubattu eUscidda.

ATempio Pausania eOlbia si punta sui percorsi per il controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benesserematerno-fetale, come ad esempio il parto in acqua.“Un risultato che noi cerchiamo di migliorare con il sostegno emozionale, le coccole e ad una maggiore attenzione verso le donne”, spiegano i primari dei tre ospedali.

“La nostra struttura, in linea con gli standard qualitativi indicati dal Ministero, riesce a mantenere intorno al 15% la percentuale dei tagli cesarei sui “primi cesarei”, cioè le donne che affrontano la prima gravidanza e in assenza di patologie uterine pregresse”,aggiungeRubattu.

La popolazione straniera: un fenomeno

Anche quest’annol’ospedale olbiese si caratterizza per la suamultietnicità: nel repartomaterno-infantileerano presenti 35 nazionalità, per un totale di 191 mamme straniere, il 20% del totale delle partorienti.

Il numero maggiore di neo mamme proviene dalla Romania con 65 parti (erano 66 nel 2011), seguita da Polonia con 22 parti (erano 14 nel 2011), Marocco con 18 (erano 23 nel 2011), seguiti da Svizzera, Pakistan, Brasile, tutti con 8 partorienti.

A queste si aggiungono anche donne provenienti da Cina, Russia, Austria, Egitto, Thailandia, Ecuador, Messico, Canada, Svizzera e Australia.

Numeri più piccoli nell’ospedale diLa Maddalena dove le straniere, poco meno di una ventina, sono circa il 20% delle partorienti: al primo posto con 9 parti si piazza la Romani, seguita dal Senegal con 2 mamme e da Cina, Ucraina, Lettonia, Francia, Polonia e Cuba con una mamma.

AlPaoloDettori di Tempio le straniere sono state 35, appena il 10% delle partorienti. La popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella Rumena, seguite da Marocco, Polonia.

Interruzioni volontarie di gravidanza, IVG.

Anche in Gallura qualsiasi donna può richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). LeIvgeseguite negli ospedali della Gallura sono state265 a Olbia (erano 277 nel 2011) e27 a La Maddalena (erano 80 nel 2009, 57 nel 2010, 46 nel 2011), mentre nel nosocomio tempiese non si esegue l’intervento perché tutti i medici sono obiettori di coscienza, in questo caso il servizio viene comunque garantito dalle altre strutture sanitariegalluresi.

“Quest’anno – spiegaUsciddadi La Maddalena – abbiamo registrato una riduzione delleIvgsuperiore al 40%, una contrazione delle richiesto che noi speriamo sia legato ad una presa di coscienza delle donne, e ad una maggiore sensibilizzazione sia da parte degli uomini che delle donne”.

L’età delle partorienti

A Olbia quasi il 32% delle partorienti ha superato i 35 anni, con una media di età delle neo mamme che si attesta intorno ai 32 anni.

L’età media scende a La Maddalena dove le mamme hanno mediamente 30 anni, mentre sale a Tempio Pausania dove le mamme hanno 34 anni.

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