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Olbia: un altro maxi impianto eolico con punto di approdo a Pittulongu

L'impianto si trova davanti a Olbia, Golfo Aranci, Arzachena, Palau, La Maddalena e Porto San Paolo

Olbia: un altro maxi impianto eolico con punto di approdo a Pittulongu
Olbia: un altro maxi impianto eolico con punto di approdo a Pittulongu
Angela Galiberti

Pubblicato il 23 giugno 2022 alle 15:34

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Olbia. Qualcuno lo definirebbe un "assalto" ai mari, qualcun altro lo definirebbe semplicemente un investimento sulle energie rinnovabili. Fatto sta che, nel giro di poche settimane, è arrivato il secondo avviso della Capitaneria di Porto di Olbia per un secondo parco eolico offshore. Un enorme parco eolico off shore che si trova davanti, in linea d'aria, a sei comuni: Olbia, La Maddalena, Arzachena, Golfo Aranci, Porto San Paolo e Palau.

Come si legge nel progetto preliminare allegato all'avviso della Capitaneria di Porto di Olbia, la società proponente è la Zefiro Vento Srl società che fa parte di Copenaghen Energy A/S; come progettista invece è indicata la Santec Spa, che ha sede a Segrate (Milano).

L'avviso è per la richiesta di una concessione demaniale marittima della durata di trenta (30) anni di uno specchio acqueo ampio 1,747 milioni di metri quadrati. L'obiettivo è installare un parco eolico offshore composto da 210 generatori con una potenza elettrica di 15 MW ciascuno per un totale di 3.150 MW. Le pale eoliche saranno installate su strutture galleggianti ancorate al fondale con relativo cavidotto sottomarino per collegare il parco alla rete elettrica.

Mentre il progetto Tibula approda a Nodu Pianu, il progetto Zefiro approda nella spiaggia di Pittulongu. Almeno così si evince dai documenti allegati all'avviso.

La Capitaneria avverte: "tutti coloro che ritenessero di avervi interesse, a presentare per iscritto alla Capitaneria di porto di Olbia, entro il termine perentorio di 30 (trenta) giorni consecutivi alla data di pubblicazione del presente Avviso (dal 23 giugno 2022 al 22 luglio 2022), le osservazioni/opposizioni che ritenessero opportune a tutela di loro eventuali diritti, avvertendo che, trascorso il termine stabilito, non sarà accettato alcun reclamo e/o istanza e si darà ulteriore corso alle pratiche inerenti la concessione demaniale marittima richiesta. Eventuali domande concorrenti con quella pubblicata dovranno essere presentate per iscritto alla Capitaneria di porto di Olbia, a pena di inammissibilità, entro il medesimo termine previsto per la proposizione di osservazioni/opposizioni e pubblicate ai soli fini della eventuale presentazione delle osservazioni/opposizioni conseguenti e correlate, ma non comporteranno la riapertura dei termini per la presentazione di ulteriori istanze in concorrenza".

Come si legge nella relazione tecnica, datata aprile 2022, "Il proponente dell’iniziativa è ZEFIRO VENTO S.r.l., società parte di Copenhagen Energy A/S, un operatore danese costituito nel 2020 da professionisti con più di 15 anni di esperienza nello sviluppo e costruzione di impianti eolici offshore. Attualmente è attivo in Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Filippine ed Australia con una pipeline di progetti per circa 15 GW".

Secondo quanto scritto nella relazione, il parco si sviluppa a partire da una distanza di circa 20 km da Olbia.

Per quanto riguarda il tipo di turbina da installare, il proponente speiga quanto segue: "Il parco eolico in progetto è costituito da 210 aerogeneratori da 15 MW ciascuno, per una potenza nominale complessiva di 3150 MW. Le turbine saranno installate su delle strutture galleggianti, le quali saranno ancorate al fondale tramite catenarie o funi. Si precisa che in questa fase preliminare del progetto è intenzione del proponente proporre un layout tecnicamente valido e fattibile ai fini della richiesta di concessione demaniale marittima. Le turbine proposte quindi rappresentano lo stato dell’arte disponibile sul mercato. Tuttavia, il proponente si riserva la facoltà in successive fasi progettuali, qualora il mercato lo consenta, di adottare scelte tecnologiche differenti, installando turbine con potenza nominale fino 25 MW, diametro del rotore fino a 320 m, altezza al mozzo fino a 225 m e altezza massima fino a 385 m, sempre rimanendo nei limiti del poligono richiesto in concessione e della potenza nominale richiesta al gestore della RTN. Sarà cura del proponente, in ambedue le configurazioni, garantire che le opere in progetto abbiano un impatto minimo sull’ambiente in cui si inseriscono e che siano frutto di un dialogo costante con i vari portatori di interesse".

L'energia prodotta dalle turbine sarà poi convogliata a terra per essere immessa nella rete: "L’energia prodotta dalle turbine in mare sarà raccolta da un sistema di cavidotti a 66 kV e convogliata a 4 stazioni di trasformazione galleggianti 66kV/380 kV. Una volta innalzato il livello di tensione, l’energia sarà trasportata fino a terra tramite dei cavidotti sottomarini a 380 kV; il punto di approdo è previsto nel Comune di Olbia. Da lì, un cavidotto interrato, seguendo la viabilità esistente, trasporterà l’energia fino alla stazione elettrica di Terna in sviluppo a 380 kV".

A livello di struttura, il parco sarà così organizzato: quattro raggruppamenti principali. Due conterranno 52 turbine ciascuno, 2 con 53 turbine ciascuno. Ogni cluster sarà poi composto da 9 array (sotto gruppo di 5/6 turbine).

La distanza tra una turbina è l'altra è calcolata così: 12 volte il diametro lungo la direzione prevalente del vento e 10 volte il diametro lungo la direzione perpendicolare alla direzione prevalente del vento. Vale a dire rispettivamente 2,83 km e 2,36 km.

La particolarità di questo parco eolico è che viene individuato in una zona dove il traffico marittimo non è proprio inesistente. Intanto, come si nota dal layout in copertina, al centro è previsto un corridoio dove presumibilmente dovrebbe passare la linea Olbia-Civitavecchia. Come si vede dall'immagine sottostante, però, non è l'unica rotta intercettata dall'area presa in considerazione dal progetto.