sabato, 15 maggio 2021

Informazione dal 1999

Cronaca, Olbiachefu, Storia, Cultura

Gli stazzi di Gallura in un elenco del 1901

Gli stazzi di Gallura in un elenco del 1901
Gli stazzi di Gallura in un elenco del 1901
Patrizia Anziani

Pubblicato il 05 marzo 2017 alle 13:56

condividi articolo:

Olbia, 5 marzo 2017 - Olbiachefuoggi vi propone un estratto dal mensileLe cento città d'Italia,supplemento illustrato del quotidianoIl Secolo, fondato a Milano il 5 maggio del 1866 dall'editore musicale Eduardo Sonzogno.Il Secolodivenne ben presto il più importante giornale di tutto l'Ottocento italiano. Al successo della testata giornalistica contribuì in una certa misura la pubblicazione di supplementi editoriali dedicati che venivano spediti gratuitamente a tutti gli abbonati.Il supplemento mensile illustratoLe cento città di Italiavenne dato alle stampe trail 1887 e il 1902. Nell'articolo che pubblichiamo vengono elencati alcuni dei più famosi ed antichi stazzi della Gallura.

"Chiamansicosì gli agglomeramenti di casedi pastori, lontani dalle città e dai villaggi,ove si conduce vita patriarcale, cioè secondole leggi naturali, come si praticava neiprimi tempi dell'umana società.

La Gallura che è il sito più montagnosodell'isola, e la regione meno ricca di paesi,posti a grande distanza fra loro, possiedemolti di questi borghi, germi di futuri villaggi. In queste capanne pastoreccie, sortesu pei dossi de' monti e nelle convalliselvose, vivono dieci o dodici e perfinotrenta famiglie agiate, unite fra loro daparentadi di tre o quattro generazioni sottoun sol capo antico d'armi e riverito perautorità. Pure la Nurra ha simili piccoli centri abitati, ma non così numerosi, né così primitivi nei loro usi semplici, comenella Gallura, ove la sola Tempio ne haintorno a grande distanza cinquanta, cherispondono ai nomi di Aglientu, Arzachena,Almidina, Aratena, Azani, Azanido, Balascia,Biasci, Budò, Casteddu, Cuòni, Chivoni,Calcinagju, Curruaru, Enas, Itzana, LaTraessa, La Pulcariccia, Lettu di Idda,Luogosanto, Lu Malcietu, Liscia, Loni, LuLigamu, Montiagliu, Montirussu, Monticanu,Muntagna, Multaminuta, Montimola, Montilittu, Monti Pitrosu, Padulu, Porto SanPaolo, Portopozzo, Oviddè, Raica, Serra diMezzu, Surrau, Santubacchis, Santa Giusta,Lu Saltu, Telti, Tiriddò, Uturu Pisanu,Vignola, Vidiera, Vilgetu, Valdi padulu,Zucchitta.

Ivi la patria podestà è riconosciuta altamente, poiché il capo di famiglia vi tienegrado di re, e, non avendo quei borghi né chiese né preti, pochi eccettuati, anche disacerdote, reggendo egli il casato, e all'occorrenza somministrando il battesimo ai nipoti, presiedendo agli sponsali, e radunandoalle feste la famiglia innanzi alla Madonna per le preci o confortando i moribondi. Pertal modo giovani di venticinque anni giungono a questa età senza aver mai visto unachiesa o parlato ad un sacerdote, non consentendo le loro abitudini di allontanarsi dallostazzo per qualche tempo.

Tuttavia essisono d'una fede vivissima e d'un amorecaldo e forte alla religione, che le madriinfondono nei loro cuori dall'infanzia ealimentano nella puerizia. Vivono nel rimanente la, vita naturalee casta dei pastori nomadi, senza passionidisoneste, né vizi di sorta, tal che ilgiuoco, gli amori illeciti, i pravi desiderisono ad essi del tutto ignoti. Quando peravventura qualche dissenso nasce fra loro,il capo dello stazzo convoca sotto unaquercia antica i contendenti e gli anziani,ed ivi compone le divergenze, riconciliagli animi o pronunzia sentenze, mirabiliper saggezza e assennatezza."

Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Secolo_(quotidiano). Si ringrazia Elio Campesi per la gentile concessione della foto