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Olbia, il Liceo Dettori fa sentire la sua voce: condividiamo la lettera della madre di una studentessa

I disagi degli alunni e la richiesta di aule

Olbia, il Liceo Dettori fa sentire la sua voce: condividiamo la lettera della madre di una studentessa
Olbia, il Liceo Dettori fa sentire la sua voce: condividiamo la lettera della madre di una studentessa
Barbara Curreli

Pubblicato il 19 February 2026 alle 16:00

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Olbia. Il Liceo artistico di Olbia fa sentire ancora una volta la sua voce: oltre a scendere in piazza, oggi, a rafforzare la richiesta che venga rispettato e garantito il diritto allo studio arriva anche la mamma di una studentessa.

Come ben noto gli studenti proseguono le lezioni tra le classi affollate e ancora una volta si chiede di poter lavorare e studiare in condizioni più agevoli. A rafforzare le loro richieste, se mai fosse necessario, arriva la riflessione di una madre che quest'oggi ha inviato in redazione questa lettera, che riportiamo integralmente.

"Buongiorno, sono la madre di un'alunna del Liceo Artistico Fabrizio De André di Olbia. Sono anni, ormai, che assisto inerme all'atavica questione della carenza delle aule dell'Istituto, e alle ripetute promesse da parte della politica di una rapida soluzione del problema. Invano. Il vaso è ormai colmo.

Abbiamo iniziato a settembre 2025 con le classi quinte che non avevano un'aula propria, trascorrendo l'anno più importante del percorso, quello dell'esame di maturità, a condividere gli spazi. In base alle possibilità di capienza delle aule, si è arrivati a essere trentacinque alunni da diverse quinte. Impensabile  proseguire così fino a giugno, quindi adesso il medesimo sacrificio viene chiesto alle classi terze. Anche laddove sono presenti situazioni di disabilità grave, compromettendone inevitabilmente l'apprendimento".

"Il mio non è un attacco alla scuola, che cerca di rispondere a un'emergenza come può. Il mio -precisa la donna - è un grido di allarme per un diritto all'istruzione che viene leso e qualora rivendicato, come è successo con la manifestazione di Novembre davanti alla sede della Provincia, viene tacciato di fannulloneria. E invece non è così.

Come genitore ci metto la faccia e ribadisco che i nostri ragazzi, ieri come domani, non faranno sciopero semplicemente per saltare la lezione, ma perché vogliono farla la lezione! In ambienti consoni, ognuno nella propria, singola classe. Non si sta chiedendo la Luna, soprattutto quando sono state promesse delle aule supplementari entro gennaio 2026. Aule che non sono mai state consegnate, nonostante i solleciti scritti. Per non parlare della mancanza di una palestra. Utopia al Liceo Artistico di Olbia, nella sua sede principale, e nella succursale. Per fare educazione fisica occorre confidare nella clemenza del tempo. Com'è altrettanto utopia sperare che i nostri ragazzi possano esercitare le loro arti in laboratorio: grafica, pittura, scultura, musica. Non c'è niente. E non è giusto".

"I nostri figli non sono studenti di serie B. Mi auguro che, alla manifestazione di domani, non ci siano risposte di slogan, quasi sprezzanti nei confronti di questi ragazzi, che stanno facendo sacrifici di ogni tipo in un istituto dove, non dimentichiamolo, spesso e volentieri non funziona nemmeno il riscaldamento.
Chiediamo risposte concrete. E rapide. Per noi genitori tutti, per il personale docente, ATA e per gli studenti. Il diritto allo studio ha atteso abbastanza".