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Olbia: svelato il dono di Margherita Goisa per le donne

Ecco l'iniziativa solidale per tutto il mese di marzo

Olbia: svelato il dono di Margherita Goisa per le donne
Olbia: svelato il dono di Margherita Goisa per le donne
Laura Scarpellini

Pubblicato il 19 February 2026 alle 11:12

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Olbia. Ci sono ferite che la medicina guarisce, ma che lo specchio continua a mostrare. Tracce indelebili di una battaglia, quella contro il tumore al seno, che spesso lascia il corpo segnato e la femminilità ferita. A Olbia, però, c’è chi ha deciso di mettere la propria arte al servizio della rinascita. È Margherita Pisarska, da tutti conosciuta come Marghrita Gosia tatuatrice di origine polacca che da tredici anni ha scelto la città gallurese come sua seconda casa, facendosi amare non solo per la sua tecnica, ma per una sensibilità rara. Sensibilità che lei esprime attraverso i suoi dipinti, che sono un esplosione di delicatezza e colore, richiamando la bellezza della vita.

Il lavoro di Margherita non si ferma alla superficie della pelle. Per lei, ogni tatuaggio è una connessione profonda, un modo per catturare la bellezza nascosta dietro il dolore. Una visione che affonda le radici nella sua storia personale: la perdita del compagno, un uomo coraggioso vittima di un incidente, le ha insegnato quanto la vita sia fragile e preziosa. In sua memoria, Margherita ha deciso di trasformare il proprio lutto in un atto di gentilezza verso gli altri.

"Il dolore, la sofferenza interiore dovrebbero renderci più gentili e sensibili", spiega Margherita. Da qui nasce la sua iniziativa solidale: per tutto il mese di marzo, in occasione della Festa della Donna, offrirà gratuitamente il tatuaggio ricostruttivo dell’areola mammaria a chi ha subito una mastectomia. Un gesto che arriva al cuore, volto a restituire autostima e sorriso a chi ha dovuto lottare senza poter scegliere.

Margherita, la tua scelta di offrire questo servizio gratuitamente nasce da una motivazione molto profonda e personale. Cosa rappresenta per te questo gesto?

"È un omaggio alla memoria del mio compagno. Lui amava la vita e amava aiutare gli altri; sento che questo è il modo migliore per onorarlo. Dopo aver vissuto il lutto, ho capito che la bellezza e la forza delle persone sono fonti d’ispirazione incredibili. Chi viene da me per un tatuaggio artistico sceglie di decorarsi; le donne oncologiche, invece, non hanno scelto la malattia. Dedicarmi a loro mi riempie il cuore: è il mio contributo per rendere il mondo un po’ più bello attraverso ciò che so fare".

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere alle donne che ancora portano i segni fisici e psicologici delle terapie?

"Vorrei dire loro che non sono sole. La loro bellezza non è definita da una forma fisica o da una cicatrice, ma dalla loro immensa resilienza e dalla capacità di amare ancora. Sono ancora bellissime e desiderabili. Spesso questo servizio è mancante o poco accessibile, per questo ho voluto fare questo regalo per tutto il mese di marzo: perché ogni donna merita di sentirsi intera".

Perché il tatuaggio dell’areola mammaria è considerato il momento della “chiusura del cerchio” per una donna oncologica?

"Perché è il tocco finale del percorso di guarigione. È un modo per dire “ho superato la malattia”. La mastectomia non toglie solo una parte fisica, ma intacca l’immagine di sé. Ricostruire visivamente l’areola significa ripristinare la propria femminilità, ritrovare l’autostima e guardarsi di nuovo con amore. È un atto di rinascimento".

Oltre alla tecnica, quanto conta l'empatia nel tuo studio a Olbia?

"Conta tutto. La mia sensibilità non è solo estetica, è una questione di connessione umana. Cerco di guardare oltre la superficie per scoprire la luce che ogni persona porta dentro. Trasformare un momento di dolore in qualcosa di significativo è la parte più gratificante del mio lavoro. Spero che questo mese di marzo sia per molte un nuovo inizio".