Thursday, 19 February 2026
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Pubblicato il 19 February 2026 alle 10:14
Olbia. Non si è chiusa con l’ultima determinazione dirigenziale la lunga vicenda degli espropri legati ai terreni di via Alessandro Nanni. A chiarirlo è Achille Bardanzellu, noto in città come Chicco, che da oltre vent’anni segue direttamente il contenzioso e interviene dopo la pubblicazione su Olbia.it della determinazione n. 314 del 10 febbraio 2026 (qui l'articolo).
Con quell’atto il Comune di Olbia ha autorizzato lo svincolo definitivo del deposito amministrativo costituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’acquisizione delle aree identificate al Catasto Terreni, foglio 37, mappali 1808, 1810, 1890 e 1892 (parte), oggetto di procedure espropriative avviate tra il 2003 e il 2004. Nel 2014, a seguito delle pronunce del TAR e del Consiglio di Stato che avevano ordinato la restituzione dei beni, il Comune scelse la strada dell’acquisizione autoritativa ex art. 42-bis del DPR 327/2001, riconoscendo un indennizzo complessivo di 476.883,52 euro, depositato al MEF. Ma, chiarisce Bardanzellu, occorre distinguere con precisione i piani.
"La determinazione del Comune non chiude la vicenda Bardanzellu – afferma –. Riguarda esclusivamente la posizione dell’erede che, a suo tempo, aveva accettato l’indennizzo in sede amministrativa".
Lo svincolo disposto a febbraio 2026 riguarda infatti la quota residua intestata a Pierluigi Bardanzellu, nel frattempo deceduto, e liquidata ai suoi eredi legittimi.
"È stata definita soltanto quella posizione – prosegue –. Per quasi tutti gli altri eredi Bardanzellu la causa è ancora pendente davanti al Tribunale di Tempio Pausania e riguarda la determinazione del reale valore di mercato dei terreni di via Nanni, comprensivo di danni patrimoniali e interessi maturati in oltre vent’anni". Un contenzioso che dura dal 2003 e che, secondo gli eredi, non può essere ridotto a un semplice atto di liquidazione amministrativa.
"Parliamo di una controversia lunga e complessa, segnata da ricorsi, annullamenti e rallentamenti procedurali. Per arrivare a una perizia tecnica il giudice ha dovuto nominare otto consulenti d’ufficio prima che uno completasse la CTU. La consulenza è stata depositata, ma i tempi della giustizia sono estremamente lunghi".
La posizione degli eredi rimasti in causa è netta: le somme riconosciute dal Comune in sede amministrativa sarebbero largamente inferiori al valore effettivo delle aree. "Non si può far passare l'idea che la famiglia Bardanzellu sia stata integralmente liquidata – conclude Achille Bardanzellu –. È stato pagato quanto concordato con un solo erede. Per tutti gli altri resta ancora da definire il valore reale dei terreni, con i relativi danni e interessi. Il cuore della vicenda è tuttora aperto". In attesa delle prossime udienze davanti al Tribunale di Tempio Pausania, resta dunque aperto il capitolo più rilevante della vicenda: quello relativo alla quantificazione del valore reale dei terreni e al riconoscimento degli eventuali danni maturati in oltre vent’anni di contenzioso.
La determinazione comunale n. 314 del 10 febbraio 2026 chiude una fase amministrativa circoscritta, ma non esaurisce il procedimento giudiziario ancora in corso. Sarà il giudice civile, all’esito dell’istruttoria e della consulenza tecnica d’ufficio depositata, a stabilire in via definitiva quale sia il valore effettivo delle aree di via Alessandro Nanni e quali somme siano eventualmente dovute agli eredi che hanno scelto la via del contenzioso. Fino ad allora, la vicenda Bardanzellu resta formalmente e sostanzialmente aperta.
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