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Capo Ceraso, parola ai cittadini: "la nostra battaglia continua"

La lettera del gruppo che difende Capo Ceraso

Capo Ceraso, parola ai cittadini:
Capo Ceraso, parola ai cittadini:
Olbia.it

Pubblicato il 21 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del gruppo di cittadini che, in occasione del Puc, ha protocollato alcune osservazioni su Capo Ceraso e su quanto previsto dallo strumento urbanistico. Il gruppo analizza quanto previsto dal piano e annuncia che continuerò la sua battaglia in difesa di Capo Ceraso.

Lettera dei cittadini

In occasione della presentazione del PUC, un attivo gruppo di cittadini Olbiesi, animato da una forte determinazione a valorizzare i patrimoni naturalistici del territorio di Olbia ha presentato numerose osservazioni sugli sviluppi urbanistici previsti per Capo Ceraso. Le osservazioni sono state supportate da Legambiente Gallura dal Gruppo di Intervento Giuridico e dal Movimento 5 Stelle di Olbia. 

L’obiettivo specifico è che Capo Ceraso venga valorizzata diventando un’area naturalistica a tutela integrale, fruibile da tutti gli amanti della natura.

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 19 Marzo, ha respinto tutte le osservazioni rimandandole, come da procedura, al parere della Regione che si esprimerà con una valutazione tecnica (e non politica).

Il PUC proposto mostra una visione antistorica e antiquata, che dopo decenni di interventi scellerati vede ancora nell’edilizia speculativa l’unico modello di sviluppo economico per la Sardegna. Siamo rammaricati di constatare come alcuni degli interventi pianificati rivelino una miopia dell’attuale amministrazione e la sua difficoltà nel valutare i possibili e assai probabili scenari del turismo dei prossimi decenni. Chi viene in Sardegna cerca le bellezze della natura e le eccellenze locali piuttosto che invadenti strutture ricettive pensate per un turismo ormai antico, “anni ’60”, fatto di appartamenti, hotel e spiagge sovraffollate. Rimini esiste già ed è più economica ed accessibile, la Sardegna deve rimanere un’altra cosa.

Nella zona di Murta Maria l’eccessiva cementificazione già oggi ha deturpato il patrimonio naturalistico e l’eccesso di folla nei mesi estivi ha irrimediabilmente danneggiato le spiagge di Porto Istana e Marina Maria. 

Nonostante questi precedenti a Capo Ceraso sono previsti fabbricati adibiti a “strutture a servizio di percorsi naturalistici”. In pratica i soliti hotel e appartamenti-alveare per una volumetria complessiva di 140.000 metri cubi oltre a un campo da golf sulla costa.

Fatte due righe di conti, considerando scale, verande, androni, portici, aree di servizio, depuratori, cabine elettriche, ecc.… (parti escluse dal computo della cubatura autorizzata) e ancora aree esterne pavimentate, piscine, parcheggi, aree di manovra, strade di accesso, aree di servizio, ecc.…, la superficie complessiva sarà di almeno una decina di ettari. L’equivalente di circa 15 campi di calcio di ambiente naturale e incontaminato sarà sacrificato per essere paradossalmente adibito a “strutture a servizio di percorsi naturalistici” che, dopo l’intervento, non esisteranno più. In una visione onesta e corretta è davvero difficile spiegare perché i percorsi naturalistici abbiano necessità di essere associati a strutture che li distruggono.

Se verrà realizzato anche il previsto campo da golf, questo occuperà non meno di ulteriori 30 ettari, portando il totale della superficie alterata dall’intervento a 40 ettari (circa 61 campi di calcio) di “percorsi naturalistici” spazzati via dalla scellerata ingordigia di pochi azionisti.

Anche gli stagni retrostanti la spiaggia corrono grossi rischi: Il processo di antropizzazione comprometterà il fragile e delicato equilibrio dell’ecosistema della zona umida.

In luglio e agosto, una struttura di queste dimensioni ospiterà non meno di 1700 persone che avranno necessità di ulteriore personale e servizi. Tutti quanti graveranno sulle piccole e fragili spiagge di Capo Ceraso che subiranno una violenta aggressione.

L’incremento di presenze su Capo Ceraso comporterà anche un pesante impatto sui servizi necessari: approvvigionamento d’acqua, smaltimento acque reflue, smaltimento rifiuti, linee elettriche e di comunicazione, ecc. …

Il primo cittadino è arrivato a dichiarare che la maggiore pressione antropica permetterà finalmente di chiudere la discarica di Spiritu Santu. Questo ulteriore paradosso, se non è una battuta di spirito, ce lo dovrà spiegare meglio. Sarebbe come dire che siccome una strada è troppo stretta ci faccio passare più auto così finalmente qualcuno potrà chiuderla. Sbalorditivo!

Per anni lo stesso sindaco ha asserito che non c’era modo di chiuderla quella discarica, oggi improvvisamente afferma il contrario, nel tentativo di utilizzare il progetto Capo Ceraso quale elemento di scambio per la risoluzione del vecchio problema dei miasmi e dell'inquinamento delle acque sotterranee che affliggono la popolazione di Murta Maria.

Fortunatamente le disposizioni regionali sono prevalenti su quelle comunali. La fascia costiera è tutelata da rigorosi vincoli paesaggistici posti a salvaguardia degli habitat naturali, della fauna e della flora, in sintonia con la crescente sensibilità ecologica mondiale, che sta dando origine a una richiesta turistica nuova, di tipo naturalistico, storico-culturale ed enogastronomico.

Le nostre osservazioni sono solo la prima fase della battaglia. Il loro arbitrario respingimento non pregiudica certo la possibilità di salvare dalle grinfie dei mercanti del nostro futuro un patrimonio che appartiene a tutti noi cittadini di Olbia.

Distinti saluti,

Il gruppo "Dalla parte di Capo Ceraso".