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Olbia, via Bellini in agitazione: Abbanoa non ha accettato l'accordo

Olbia, via Bellini in agitazione: Abbanoa non ha accettato l'accordo
Olbia, via Bellini in agitazione: Abbanoa non ha accettato l'accordo
Angela Galiberti

Pubblicato il 01 agosto 2013 alle 09:36

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Olbia - Il 31 Luglio, per le case popolari di via Bellini ad Olbia, doveva essere il giorno della svolta: Abbanoa avrebbe dovuto dare il suo assenso all'accordo raggiunto non molti giorni fa in Comune di fronte al Sindaco Gianni Giovannelli. Un accordo, preso anche con Area, che avrebbe dovuto portare all'installazione di quattro contatori per l'acqua e il dilazionamento del debito accumulato in questi anni proporzionato ai consumi di ogni famiglia. Ma il miracolo non c'è stato. Da Cagliari è arrivato un secco "No" con tanto di proposta alternativa: il debito (29'000 euro) deve essere diviso per le 4 palazzine (che ospitano ognuna 5 famiglie) e deve essere restituito subito. Solo dopo la restituzione si potrà pensare ai contatori. Per via Bellini, che in questi giorni ha continuato con il picchettaggio a turni, è stata una doccia fredda. "Noi quei soldi non li abbiamo - dice la signora Lorella, la portavoce delle famiglie di via Bellini - e non è giusto che il debito venga diviso in maniera uguale per tutti. C'è chi consuma poco, chi è quasi in regola, chi non ha mai pagato". Gli abitanti di via Bellini, più che essere scoraggiati, sono pronti a dar battaglia. Il primo atto è il picchettaggio continuo: in questo modo i residenti vogliono evitare che Abbanoa chiuda l'acqua alle palazzine. All'interno dello stabile vivono persone con problemi di salute molto seri: una signora è allettata, un'altra ha subito un intervento importante e ora ha difficoltà a uscire di casa, vi è una giovane diversamente abile delicata come un fiore, ci sono gli anziani e poi vi sono tanti bambini piccoli. Togliere l'acqua a queste palazzine significa creare un problema sanitario. "Non ce la facciamo più - ha ribatito la portavoce - l'acqua è un diritto fondamentale, questa situazione non è colpa nostra. Siamo in regola con l'elettricità e con il gas, non siamo degli abusivi. Avremmo anche delle agevolazioni per l'acqua, ma non le possiamo ottenere perchè il contratto è intestato al condominio e non a noi". Il problema di via Bellini nasce, probabilmente, dal progetto. Le palazzine, a un primo sguardo senza malizia, sembrano fatte al risparmio. Nel 2005, quando le hanno consegnate agli inquilini, le palazzine avrebbero dovuto essere dotate di un contatore per famiglia. Invece il condominio è stato dotato di un unico contatore per tutti e per avere l'acqua in casa ci vogliono gli autoclave (che sono sempre in funzione). Le famiglie si sono adattate, ma le prime bollette sono arrivate dopo due anni già con le more. In più, i loro soldi venivano versati ad Abbanoa persino in ritardo dall'amministrazione del condominio. Da quel momento, gli inquilini si sono informati e hanno chiesto il contratto personale e il rispetto delle leggi. La battaglia è durata tanto, Abbanoa nel 2012 è arrivata anche a chiudere l'acqua, ma con l'accordo verbale raggiunto pochi giorni si fa si pensava di aver trovato la quadra. Così non è stato. Intanto, le palazzine accanto - anch'esse popolari, sembrano di un altro pianeta: sono più vecchie e sembrano più nuove, hanno l'ascensore (cosa che Lorella e i suoi compagni di lotta si sognano) e hanno persino i contatori divisi. Stessa via, stesse difficoltà economiche, stessa tipologia di abitazione, due mondi completamente differenti.

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